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Libri e Letteratura

“Il tormento di Chopin” di N. Salvaneschi

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Verona, 22 febbraio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri. E' un'apologia che vorrebbe glorificare il genio e riesce a renderlo stucchevole.

Di Nino Salvaneschi, lo scrittore cieco autore di una quarantina di libri popolari a sfondo cronachistico e sentimentale, non ho trovato menzione sul "Dizionario letterario Bompiani degli autori" (1957) né tanto meno su alcuno dei Dizionari enciclopedici generali che ho consultato. Unica citazione, un ritaglio a mia cura dal settimanale "Oggi" del 5 dicembre 1968, dove in quattro righe si dà notizia dell'avvenuta sua morte in età di 82 anni.

Luciano Zùccoli, “Ufficiali, sottufficiali, caporali e soldati….”

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Verona, 21 febbraio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri. Uno dei primi libri che lessi, ancor bambino più che ragazzo, fu il romanzo "La freccia nel fianco" di Luciano Zùccoli, scritto nel 1913 e pubblicato dalla S.A. fratelli Treves editori di Milano nel 1932-X E.F., prelevato dalla libreria di Papà e Mamma: romanzo che mi lasciò una grande impressione, e che rilessi poi nel dicembre 1975, qui in Verona, occasionato dallo sceneggiato televisivo che ne trasse la Rai, del quale detengo la registrazione.

Puffetta e il minestrone, ma non c’è la passione

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Trento, 19 febbraio 2014. – di Massimo Sannelli

Si chiama Pallina e il nome dice tutto, sa l'etimologia, la ripete e dice "io sono piccola", e quindi è Piccolina e il nome le piace, per questo dice: "io sono una Pallina", va bene? Poi c'è la borghesia, il Tucano, e dice: "prima di andare a Berlino passa da me, ti do dei soldi", ma chi ascolta lascia il campo, lascia la presa, non ci lascia il cuore su, va bene? E diventa impossibile mangiare insieme dormire insieme, vivere insieme lavorare insieme: se traduci Stefan George, io ne sono felice, ma sta' sulla tua salute. Ma è vero che lo tradurrai? Fallo. Io ci credo sempre. Fallo è Anfibologia? È Anfibologia, certo. Anche mallo? Sì, per la durezza, alla grande. E gallo? Gallo è grave ma piace, e in più canta come l'uomo di Giugno '73 (e come il merlo, maschio). Poi c'è chi è lasciata a Nasso: bambolona, sei un mito, ma che noia le parò-parò-parole. Al telefono, poi. Meglio non programmare più, non programmare niente.

Giovanni Piubello, I racconti e le poesie

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Verona, 18 febbraio 2014. - recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. Il volume fa parte dell'opera omnia del bancarellaro-scrittore nato a Verona e fiorito in Mantova.

Questo libro, che segnalo con il ritardo consueto (non si leggono in un batter d'occhio 384 pagine), pubblicato dall'editoriale Sometti di Mantova per conto dell'Amministrazione provinciale e del Comune con il contributo della Banca agricola mantovana, è il secondo dell'opera omnia di Giovanni Piubello, e mi è stato inviato dall'assessore alla cultura della Provincia di Mantova Roberto Pedrazzoli.

Appunti sull’impulso (un dialogo animale)

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Trento, 15 febbraio 2014. – di Massimo Sannelli

Bambola, bambolina, a che punto sei arrivata stamattina? – Sono arrivata a sognare e sono sola, sono la mente e l'acqua mattutina, e se parlo un po' come Gibran – inorridisci? – è una volontà [e: una voluttà]. Posso dire "mi piace"? Mi piace. Mi piace. Mi piace. E ho sognato l'assenza di compagni e di compagne; e che non dialogavo più, ma osservavo, con tutti i sensi tesi. Lo vedi: mi sento lirica, mi piace.

Calogero Carità, “70 anni fa l’assalto degli Alleati alla Sicilia”

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Verona, 12 febbraio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. 10 Luglio 1943, la Joss force Usa attacca Licata, ed. La vedetta, Licata (AG), Dicembre 2013 - I crimini contro civili italiani e contro soldati italiani e tedeschi compiuti dalle truppe americane per ordine del generale Patton – Per i vincitori non vi fu una Norimberga.

Devo la disponibilità di un esemplare di questo volume, presentato nel Circolo ufficiali dell' Esercito di Verona - mi informa il direttore colonnello Walter Didomenica - il pomeriggio del 24 Gennaio, al giovane collega e amico Federico Martinelli. Ne è autore il giornalista licatese Calogero Carità, che lo ha edito in proprio per i tipi del periodico mensile "La vedetta" da lui diretto e per conto dell'associazione culturale "Ignazio Spina", che ha lo scopo di valorizzare la storia del Comune agrigentino, della quale è presidente.

Programma passionale di poesia (funziona veramente!)

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Trento, 11 febbraio 2014. – di Massimo Sannelli

Canto I: tutte le opere riconosciute (parlo di me), creative e critiche, filmate e grafiche. Questa parte letteraria corrisponde alla voce: l'umanità che parla in lui, autore (in me). Canto II: la casa di Salita degli Angeli 36 esiste a Genova, esiste legalmente e praticamente: è stata comprata e arredata. Naturalmente con fatica, anche dei muscoli: questa fatica entra nel poema, insieme all'apparenza della casa.

I pinguini cantano

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Verona, 10 febbraio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. L'Antartide raccontata dal giornalista Luigi Romersa che vi soggiornò nel 1960.

Prefato dal contrammiraglio Antonio Peri, che alla propria presentazione dedica ben trenta pagine, l'editore Ugo Mursia di Milano ha pubblicato nel 2008 il diario del giornalista Luigi Romersa, già corrispondente di guerra dall'Africa settentrionale e autore di numerosi volumi, tra cui "All'ultimo quarto di Luna" (meglio che «di luna»), storia dei mezzi d'assalto della Decima flottiglia mas. Ristampato tre anni dopo in quarta edizione, il libro, titolato "Il pianeta del silenzio" e illustrato con dodici fotografie in nero più una in copertina, dà resoconto d'un soggiorno nell'Antartide vissuto dall'autore nel 1960 e da lui raccontato nel '67.

Bruno Gallotta, “Invito all’ascolto di Bellini”

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Verona, 8 febbraio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri. Nonostante sia edito da Mursia, questo volumetto (206 pagine, euro 10.50) è frutto di acquisto, se pure al prezzo di soli 5 euro. Presenta il vantaggio di essere tascabile, ciò che me ne ha consentito la lettura nei tempi morti d'attesa nelle sale d'aspetto. La prima cosa che voglio annotare è quanto si legge in chiusura del testo, vale a dire il giudizio positivo del giovane Wagner su "Norma".

“Cosa succederà alla ragazza”

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Trento, 5 febbraio 2014. – di Massimo Sannelli

Narciso si innamorò di se stesso, capite, ma almeno era bello. Ecco: se non sei bello e ti specchi, di chi ti innamori? Per inciso: è questo – solo questo – il problema della Contemporanea Italiana Poesia, come la chiamò Isabella Santacroce (che amava – e ama, a ragione – solo due autori: Dante e Dio Onnipotente). Narciso Bello fece una Brutta Fine, perché non si riconobbe; Narciso Nerd non può possedersi e non può amarsi, ma si riconosce: si ammazza solo per disperazione, perché non sa che fare.

“Salerno!” di Hugh Pond

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Verona, 4 febbraio 2014. - recensione di Sergio Stancanelli

Libri. «Valanga» era il nome in codice del primo grande sbarco degli alleati sul continente europeo: e fu una valanga di errori.

Il più noto testo storico sullo sbarco anglo-americano a Salerno (9 settembre 1943, un giorno dopo la proclamazione dell'armistizio italiano) fu all'epoca quello scritto dal maggiore inglese Hugh Pond nell'estate 1960, pubblicato nel Regno unito dalle edizioni William Kimber l'anno appresso, e in Italia da Longanesi il gennaio '62 nella traduzione della moglie dell'autore Mila (Ludmila Pond).

Anima bella grossa scimmia nuda

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Trento, 2 febbraio 2014. – di Massimo Sannelli

Galileo era una scimmia nuda, Keplero era una scimmia nuda; Grace Kelly era una scimmia nuda, Alce Nero era una scimmia nuda; Fellini era una scimmia nuda, Godard è ancora una scimmia nuda, Alain Resnais è una scimmia nuda; Leopardi era Leopardi ed una scimmia, nuda, Cristina Campo era una scimmia nuda; Wittgenstein era una scimmia nuda, Foucault era una scimmia nuda, María Zambrano era una scimmia nuda. Rilke è stato una scimmia, che praticava gentilezze certe. Berryman disse "questo Rilke è fesso", e anche Berryman era una scimmia, nuda.

“La battaglia di Anzio” di T. R. Fehrenbach

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Verona, 1 febbraio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri. Settant'anni fa l'ultima presa di Roma – Ad Anzio e a Nettuno i marò della Decima senza più navi si batterono in terra per la difesa e l'onore dell'Italia – Ricordiamoli!

La ricorrenza dello sbarco alleato ad Anzio (22 gennaio 1944) mi ha dato pretesto per riprendere in mano alcuni libri che all'avvenimento furono dedicati. Uno di questi è "La battaglia di Anzio" (The battle of Anzio), scritto dal maggiore statunitense T. R. Fehrenbach (non meglio identificato) e che, tradotto in italiano da Mariella Boccardi, venne pubblicato dalle edizioni Longanesi (334 pagine, con sei fotografie d'epoca f. t., senza indici alfabetici) nel 1962. L'esemplare in mio possesso è di due anni dopo, fine gennaio 1964, quando dallo sbarco erano trascorsi vent'anni. Oggi ne sono passati settanta.

L’argomento del testo è secretato

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Trento, 28 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

Aprire un documento nuovo. Fatto. Inserire il comando: prestazioni elevate. Fatto. Scrivere prima che la batteria si scarichi. Lo sto facendo. Ma rifiutare l'opzione "risparmio di energia". È ovvio: lo schermo luminoso è molto meglio. Argomento, da trattare in 87 minuti, senza radio accesa, senza libri personali: in fondo, non sono a casa. Argomento. No, un minuto, poi lo dico. Ora "siedo e leggo un poeta" e questo fa molto Rilke, anzi è proprio Rilke, ma non ho un poeta da leggere, anche se sono seduto, e sono in biblioteca ed "è bello stare in mezzo agli uomini che leggono", va bene, e ci sono anch'io. Ma ora non leggo, perché scrivo.

“Uomini della Folgore a El Alamein”

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Verona, 28 gennaio 2014. - recensione di Sergio Stancanelli

Libri. Prefato dal comandante della Divisione nel 1942 e da un paracadutista dei giorni nostri, è opera dello stesso autore di "Folgore!... e si moriva" che per primo celebrò le glorie della nostra guerra perduta e il sacrificio dei nostri soldati in Africa settentrionale.

Già recensito all'epoca della sua comparsa sul quotidiano "l'Arena" di Verona con un articolo che commosse me prima dei tanti lettori che mi scrissero - a cominciare da Ugo Mursia, l'editore - , son tornato a rileggere questo volume spinto dall'argomento comune ad altri tre libri dei quali mi sono occupato recentemente su questa testata, e da una telefonata dell'amica Paola di Isola vicentina – da me citata nella recensione al primo dei cinque volumi "Carte cordiali", tutti gli scritti di Davide M. Montagna, da lei donatimi – che mi ha reso noto di essere in possesso di un raro ed oggi introvabile libro sulla guerra nell'Africa settentrionale, già di suo padre, a suo tempo prigioniero di guerra in Egitto, che mi porterà in lettura.

Pinocchio e il semolino vinceranno!

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Trento, 18 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

Ore 15.21 del 17 gennaio 2014. Stanno parlando Nigro e Cortellessa, in diretta a Radio 3. Cortellessa è stridulo, ma Nigro parla bene. Ecco Nigro, testuale: "Non si deve scambiare il realismo con la cronaca". Spiega: si può essere grandi scrittori fantastici ed essere realistici, come Ariosto. E avverte, testualmente: "Bisogna stare attenti a queste parole", le parole come "realismo". È vero. E che cosa è il realismo?

“Il frutto della fantasia” - poesie, pensieri e dipinti 1985-2013 di Adriana Motta

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Verona, 17 gennaio 2014. – Recensione di Sergio Stancanelli

Libri. La grafica, Vago di Lavagno (Verona) ottobre 2013, edito in proprio. Come già detto altre volte – ma lo ripeto perché qui è appropriato, - fui chiamato a Verona, a mezzo 1970, quale esperto di relazioni pubbliche per organizzare il premio ecologico Prora 1971 ideato dal dottore Fernando Chiampàn titolare della Canon in Italia, ma vi giunsi con una certa notorietà quale critico d'arte.

Davide Maria Montagna, “Carte cordiali”

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Verona, 14 gennaio 2014. – di Sergio Stancanelli

Libri.Tutti gli scritti dal 1964 al 1998 raccolti a cura di Lorena Molinari, cooperativa tipografica operai Vicenza per la libreria San Carlo di Milano, 5 volumi in cofanetto, lire 100mila (1998).

Se "nel breve istante d'un secondo" fu l'ultimo dono, questo "Carte cordiali" fu il primo, quello con cui Paola d'Isola vicentina si presentò chez moi la prima volta: ahimé, quant'anni? Tutto fasciato in nero, e i cinque volumi e il cofanetto, non vi apposi la data. Ma no, ora ricordo: non ve la apposi perché credevo a un prestito per lettura. Quando, la seconda volta, le dissi che non lo si poteva leggere in pochi giorni, appresi ch'era stato un dono. Troppo importante, per permettermi d'immaginarlo. Elegante, raffinato e lieve, l'ultimo; elegante, raffinato e ponderoso questo primo.

Genova e Genoa, barbari e Grifoni

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Trento, 13 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

Silenzio. Sentite. È Dante, quello che resta sempre giovane: "Lo nome d'Amore è sì dolce a udire, che impossibile mi pare che la sua propria operazione sia ne le più cose altro che dolce, con ciò sia cosa che li nomi séguitino le nominate cose". Parafrasi senza grazia: il nome Amore è dolce all'udito, ed è impossibile che le azioni di Amore non siano dolci, perché i nomi delle cose assomigliano alle cose. L'Amore fa solo bene, eppure devasta i connotati, come un pugno.

O’Connor fece colazione con una salsiccia

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Verona, 11 gennaio 2014. – di Sergio Stancanelli

Vittorie e sconfitte dell'Asse in Egitto e in Libia 1940-'43. "I generali del deserto" dell'inglese Correlli Barnett: un altro libro sulla guerra nell'Africa settentrionale.

Citavo recentemente, nella mia recensione al libro "Rommel in Africa settentrionale", il precedente "I generali del deserto", scritto dallo storico inglese Correlli Barnett, che lo editò in proprio nel 1960, e che vide la luce in traduzione italiana nel 1963 per le edizioni Longanesi & C. di Milano (508 pagine, con due carte geografiche nei risvolti e venticinque mappe nel testo). L'esemplare di cui sono in possesso, che non mi venne dall'editore bensì dall' associazione Amici del libro, è una terza ristampa uscita già all'inizio dell'anno appresso. La sovracopertina ne anticipa il contenuto: «Montgomery con le spalle al muro – Le verità sulla guerra in Africa settentrionale».

Poeta sii: una Guida per Negati

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Trento, 10 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

Sì, è un libro Adelphi, lo so. Lo so, Maurizio Blondet ha scritto un libro terribile sugli Adelphi della dissoluzione, e adesso il lettore Adelphi si sente un servo dei Poteri Forti (anzi: i Poteri Occulti, suona bene, no?). Il libro si intitola Lettere ad un giovane poeta. L'autore è un puro Sagittario e si sente. I suggerimenti sono concreti e non pratici, perché non è in gioco una retorica, ma una ricerca (ricerca nella vita, sempre: dove si vince e si perde nello stesso tempo. Ogni tattica è carismatica, nel libro: fattela piacere).

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