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Libri e Letteratura

Cinquant’anni dopo

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Verona, 10 gennaio 2014. – di Sergio Stancanelli

Libri "Nell'ombra dell'ultima sera", poesie di Elio Grosso.

Di Elio Grosso ho il volumetto "Nell'ombra dell'ultima sera", pubblicato – ed è una garanzia – dall'editore Rebellato di Padova. L'ultimo incontro col poeta genovese risale, in Genova appunto, al 16 agosto 1963, quando una sera mi onorò d'una visita, presenti oltre a mia moglie Maraki un'amica triestina, Lidia, della quale da anni non ho notizie. Era venuto per visionare alcuni miei film, dei quali aveva letto sui quotidiani locali, e in particolare il soggetto "Una fine", pluripremiato in Italia e lodato dalle riviste cinematografiche, che aveva partecipato al festival di Johannesburg, dalla cui giuria avevo ricevuto un nastro magnetico con commenti lusinghieri, per commentare il quale egli letteralmente non ebbe parole.

Se è nudo non è un verme

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Trento, 7 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

L'inizio è in lingua di poesia popolare: "Bruci la città | e crolli il grattacielo! | Rimani tu da solo | nudo sul mio letto". È una canzone di Irene Grandi e dice tutto, davvero. Dice l'essenziale, e l'essenziale si spiega sùbito. È questo: i Grandi Fatti della Camera – o della Camerata – sono ardenti, ma informali, quindi sono fuori della storia. Sono fatti così, fin dall'inizio: accadono senza peso, con dolcezza. È per questo che fu detto: fate l'amore e non fate la guerra. La guerra crea la storia – e la storia è la storia della violenza pubblica – e l'amore non si scorda mai (l'importante è farlo sempre come hai voglia tu: lo dice un'altra poesia popolare). La storia privata è la vera magistra vitae, per tutti e singolarmente. L'altra storia non è così: è roba per maestri e allievi, e c'è anche una pagina Facebook apposta: "Fate l'amore non fate la guerra che poi mi tocca studiarla".

Piccola lettera d’a**** (& una dichiarazione di poetica)

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Trento, 5 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

La mia patologia è che sono rimasto solo. È una bella frase, veramente. Non l'ho scritta io, ma Simone Cristicchi. E poi dice: ti regalerò una rosa, dice così. Anche Max Gazzé ne parla: sposa, domani ti regalerò una rosa. Ma la domanda è peggiore dell'offerta, davvero: potranno mai le mie parole esserti da rosa? Non è uno scherzo: riuscirò a dirti qualcosa che sia come la rosa? E anche Lucio Dalla: potessi essere meglio di quello che vedi. Il soggetto di "potessi" è sempre uno: io.

Pier Paolo Pasolini appare ai vivi

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Trento, 3 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

Non basta averlo sognato. No: deve parlare bene, possibilmente come il Pasolini che fu. Parlerà un po' da maestro e un po' da spirito guida: dolcemente ma senza confidenza; non da amico – la frase di tutta la vita è sempre "io sono solo" – ma con l'aria dell'angelo. Sarà un angelo in senso puro, come chi annuncia e va via. Che cosa annuncia? Niente di troppo pubblico. Non dice più "io so i nomi", ammesso che li abbia saputi. Oggi annuncia altro: qualcosa di sé e di chi sogna.

A Rommel piaceva la pastasciutta

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Trento, 3 gennaio 2013. - recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. "Rommel in Africa settentrionale" settembre 1940-novembre 1942 di A. Massignani e J. Greene (Mursia)

Il nome di Erwin Rommel è universalmente noto. Per non conoscerlo, bisogna proprio essere d'una ignoranza asinina. Su ciò fa con evidenza assegnamento il titolo di questo libro, che anche nell'originale, scritto in lingua inglese, recita "Rommel's north Africa campaign".

Orfeo non sarà mai un mediatore

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Trento, 1 gennaio 2014. – di Massimo Sannelli

È iniziato il 2014. Se fosse l'anno della fine dell'Europa, sareste felici? E anche l'anno della fine dell'euro. Si può? Nessuno lo sa: l'euro divide Draghi da Grillo, Bagnai dal Sole-24 Ore, e Barnard da tutti: perché la divisione delle parole è più di una divisione degli animi. E l'argomento non è quello che appare. Davvero, non è in gioco la moneta in quanto moneta. Si parla di una religione, perché l'euro è un idolo. Proprio di questo si parla, senza sapere di parlarne: è un dio o un idolo? È la Bestia o The Best?

“Tutto o niente” di Jonathan Steinberg

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Verona, 27 dicembre 2013. – di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. L'Asse e gli ebrei nei territori occupati 1941-43.

Le presentazioni di questo libro (Mursia ed., 304 pagine, con 6 illustrazioni n.t. e 14 fotografie f.t.), tratte da tre diverse fonti - russa, inglese e statunitense, - lo vantano quale «sapiente, affascinante, e il migliore fra quelli recenti», «nobile, audace, e soffuso di sentimento», «magnifico, profondo, meticoloso e irresistibile». Da parte sua, l'editore italiano, dopo aver premesso che Germania e Italia erano «unite da una amicizia brutale, avevano leggi selvagge, e denunciarono ferocemente la minaccia ebraica», ammette che «tuttavia trattarono gli ebrei in modo diverso. Tra il 1941 e il '43 gli italiani in Francia, Grecia e Croazia si opposero con successo ai piani tedeschi di deportazione e sterminio. Mentre gli ebrei presi dai tedeschi finirono nei campi di concentramento, non ci fu un solo ebreo che per iniziativa italiana abbia subito la stessa sorte. Gli italiani protessero non solo gli ebrei italiani, ma quelli di ogni altra nazionalità.» 

Come evitare il suicidio

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Trento, 27 dicembre 2013. – di Massimo Sannelli

Hai deciso di ucciderti? Perfetto. Ora mettiamo le cose in chiaro. Se sei un bastardo, uno che chiama troia la madre di un diverso – diverso per qualsiasi motivo; se disprezzi un diverso perché è timido, e chiami troia sua madre: bene, se sei così, puoi anche ammazzarti. Se hai fatto del male ad un bambino, sai che cosa devi fare.

“Le mosche d’oro” di Anna Banti

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Verona, 26 dicembre 2013. – di Sergio Stancanelli

Esegesi d'un apprezzato romanzo di una lodata scrittrice. Imbattendomi in una citazione da Anna Banti, ho realizzato di non aver mai letto nulla di suo. Ho per ciò acquistato dall'antiquario Bergoglio di Rivalba nel torinese, che regolarmente mi spedisce i suoi cataloghi, "Le mosche d'oro", un libro pubblicato da Arnoldo Mondadori nel marzo 1962 e riedito nel giugno successivo.

Stile ostile 2: I Trentini non sono deficienti

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Trento, 26 dicembre 2013. – di Massimo Sannelli

Quando mi dicono che la mia prosa è solo musicale divento una furia. Sì, è musicale, certo, ma esprime anche qualcosa. Esprime idee? Diciamo di sì, più o meno, ma non credo alle idee, perché sono ripetizioni. In fondo, ogni idea è l'idea di un altro, volgarizzata da noi: non è una cosa brutta, basta saperlo. Le sensazioni e le visioni sono diverse: sono individuali, soggettive, incomunicabili.

“Organizzazione Odessa” di Jorge Camarasa

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Verona, 25 dicembre 2013. – di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. Dossier sui nazisti rifugiati in Argentina. E' il rifacimento integrale d'un precedente volume che l'autore ammette pieno d'errori: ma ne contiene altrettanti.

Alle prese con libri ricevuti per recensione e non potuto recensire prima d'ora, pervengo a "Organizzazione Odessa", dossier sui nazisti rifugiatisi in Argentina ed accolti con favore dal presidente Juan Perón con il beneplacito del Vaticano. Scritto da Jorge Camarasa, consulente del centro Simon Wiesenthal e già autore nel 1992 di "I nazisti nell'Argentina", è scopertamente un rifacimento di tale lavoro, corretti i non pochi errori che vi erano contenuti, come l'autore stesso dichiara nell'introduzione.

Vincio Delleani, “Non vogliamo encomi”

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Verona, 25 dicembre 2013. – di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. Cronache del XXX battaglione Guastatori nella campagna di Russia 1942-43.

Quando si ricevono libri per recensione a decine per volta, e si ha il malvezzo di leggerli prima di recensirli, è inevitabile che prima di riuscire a smaltirli tutti - uno ad uno, - trascorra più tempo di quanto si vorrebbe. Questa è la giustificazione che porgo all'editore e ai lettori per questo e per altri volumi dei quali mi occupo con vergognoso ritardo.

Una pagina di diario

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Verona, 24 dicembre 2013. - di Sergio Stancanelli

Morire è brutta cosa, poi che così giudicano gli dei, ch'altrimenti avrebbero voluto morire anch'essi. Così meditò Saffo, venticinque secoli addietro. Viviamo come se morire fosse cosa che può capitare solo agli altri: e invece capiterà anche a noi, eccome capiterà. Questo scrive in un suo libro il filosofo Costanzo Mignone, negli anni Quaranta mio docente liceale.

Scrivere in italiano, scrivere in rettiliano

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Trento, 12 dicembre 2013. – di Massimo Sannelli

Tema: Commenta con parole tue le seguenti parole del Duce, tratte dai Colloqui con Mussolini di Emil Ludwig: «il mio animale prediletto, il gatto». Svolgimento. Il Duce si esprime con schiettà romanità. Nessun elemento del discorso è mutuato da lingue straniere. Inoltre il Duce ha voluto formare una sigla: I(l) M(io) A(nimale) P(rediletto) I(l) G(atto): IMAPIG.

Il Concilio di Trento. E una voce acerba

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Trento, 8 dicembre 2013. – di Massimo Sannelli

Nella Breve storia delle religioni Ambrogio Donini accenna ai movimenti di ritorno alle origini. Dice che non esiste mai un ritorno alle origini, se non poeticamente. Così Francesco d'Assisi non è un rinnovatore, ma un inventore: come Ignazio di Loyola e il povero Davide Lazzaretti, il nostro Messia ottocentesco. Francesco non abolisce uno iota della Chiesa: la completa, se ne fa cooptare e diventa il Francesco sereno di Giotto, ma non la abolisce. La Legge rinasce sempre, e il motivo è semplice: la fine del mondo è argomento di fede, ma non accade ancora. È scritto che la fine sarà quando Cristo «avrà riconsegnato il regno al suo Dio e Padre, quando avrà ridotto a nulla ogni governo e ogni autorità e potenza» (Prima lettera ai Corinti, 15,24); dopo, Cristo vincerà anche la morte, che evidentemente è collegata al potere. Cristo non l'ha ancora fatto, e se il mondo continua, il mondo – governo autorità potenza – si dà una Legge, da perfezionare caso per caso. La morte continua, appunto.

«Io sono nera e bella», ma per chi?

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Trento, 5 dicembre 2013. – di Massimo Sannelli

Nell'edizione critica della Vulgata, il versetto 1, 4 del Cantico dei Cantici è «Nigra sum sed formonsa», ma esiste una variante: «Nigra sum et formonsa». Io sono nera, ma bella – secondo il testo critico. Io sono nera e bella – secondo la variante.

Soddisfazione col Bollino Blu

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Trento, 29 novembre 2013. - di Massimo Sannelli

Le nostre Camerate sono informali, per forza di cose. Le Camerate sono accademie in camera (da pranzo, da letto), non proprio segrete, ma nemmeno troppo aperte. Spesso le Camerate Informali praticano una lingua parallela e inusuale, leggermente fuori dalla Storia. Di solito, la Camerata Informale è formata da due persone. Spesso da una, ma un po' sdoppiata, finché può. A volte la lingua camerale dilaga fuori: ad esempio, le idrologie di Emilio Villa erano sfere, ma le sfere si chiamano anche palle, e il gioco è fatto. Quelle erano proprio grandissime palle, davvero.

'nel breve istante di un secondo'

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Verona, 27 novembre 2013. - di Sergio Stancanelli

Dal vicentino una pubblicazione che è un gioiello editoriale. Questo libro – un gioiello sul piano editoriale – mi fu donato da un'amica di Isola vicentina, in precedenza sempre donatrice di oggetti rari e raffinati ai quali ho dedicato in esclusiva una intera vetrina nella stanza di soggiorno della mia abitazione – chiamiamola Paola per rispetto alla privatezza – in circostanze che la dedica appostavi – «a Sergio con simpatia» – mi lascia supporre non averla stupita, come invece coloro cui anonimamente la pubblicazione – dovuta alla Amministrazione provinciale di Bolzano – è dal suo artefice dedicata. Infatti, dopo d'allora non si fece più viva.

Milano: 'Merrcanti ed Eroi', conferenza su Werner Sombart

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Milano, 27 novembre 2013. - Redazione

La Federazione di Milano dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra organizzerà per sabato 30 novembre 2013, alle ore 17,30, presso la sala pubblica adiacente alla sede, in via Duccio di Boninsegna 21/23 un incontro con il prof. Francesco Ingrvalle dell'Università di Alessandria che parlerà sul libro di Werner Sombart "Mercamti ed Eroi".

Thomas More, 'Utopia'

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Verona, 26 novembre 2013. - di Sergio Stancanelli

Citavo, nella mia ultima recensione libraria ("Manifesto del partito comunista"), la fantasia sociale "Utopia" sulla migliore repubblica possibile, pubblicata la prima volta nel 1516 nell'originale in latino "De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia" e tradotta in inglese soltanto trentacinque anni dopo, quando già era un'opera popolarissima fra gli umanisti d'Europa, e quando, dopo quindici mesi di prigionia nella torre di London, già da sedici anni l'autore, in età di 57 anni, era stato decapitato. «Tutti vestiti nell'istesso modo, in appartamenti rigorosamente eguali, a pranzo e a cena in mense comuni, niente sesso fuori del matrimonio, e per svago soltanto giochi educativi».

Jack Daniel contro il Principe del Male

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Trento, 24 novembre 2013. – di Massimo Sannelli

Come si fa a scrivere con calma? Ho sempre avuto una calma esteriore, praticamente un abito: un involucro ben gestito, tutto qui. E poi niente è sobrio, nelle operazioni: che cosa si scrive a fare, se no? Scrivi per «esprimerti»? per «dare il tuo contributo»? Non scherziamo. Si scrive per una classicità, un po' da onorare e un po' da riformare; e per godere di questa bella illusione: fare le cose con le proprie mani, magari per una Onlie Begetter.

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