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Libri e Letteratura

‘In memoria del manifesto dei comunisti’

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Trento, 23 novembre 2013. – recensione di Sergio Stancanelli

Karl Marx & Friedrich Engels, "Manifesto del partito comunista", traduzione di Antonio Labriola. "Il manifesto del partito comunista" (questo è il titolo originale: "Das Manifest der kommunistischen Partei") fu pubblicato in London nella originale lingua tedesca a fine febbraio 1848. In Italia, a parte una edizione fantasma che risalirebbe al 1860, comparve soltanto nel 1891, dopo una prima traduzione monca dell'89.

Sulle orme di Chesterton, un cammino di Speranza

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Trento, 21 novembre 2013.Redazione

Segnaliamo l' interessante evento che l'Associazione "La Torre" organizzerà, sabato 23 novembre 2013 ad ore 20.30, presso l'Aula Magna della Scuola Elementare di Volano (via Raffaelli). Il relatore della conferenza "Sulle orme di Chesterton, un cammino di Speranza", sarà il dottor Paolo Gulisano*. L'evento sarà su Facebook.

Laura Pausini e la lancia di Peleo

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Trento, 18 novembre 2013. – di Massimo Sannelli

Mi sto specializzando in atti incongrui. Osceni no, non credo; ma incongrui sì. Ci sono autori di cui è meglio non parlare così; e stili ancora più vietati: se inietto Laura Pausini in Dante, faccio un danno, per esempio. La pena è perdere piede, perdere spazio, perdersi e farsi perdere. In fondo – e nel fondo – il maestro dell'infanzia è ancora in agguato, e anche la maestra di pianoforte e i suoi simili: «Dove vuoi arrivare?». Non lo so, ma ci arrivo, questo è sicuro. Il selvatico può anche salvarsi, e se si salva fa danni, perché ha buona memoria. E negli anni si è esercitato su due piani: ricordare bene, fare di tutto.

Come si riconosce una poesia

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Trento, 12 novembre 2013. - di Massimo Sannelli

Riconosco il «morso oscuro di tarantola», o di cane, perché fa male o ha degli effetti. La causa prima è il morso e io sono l'effetto. Se non conosco la teofania, proverò la zoofania come cosa acuminata. Una carne subisce e io so: così provo e conosco la prova. Allora riconosco il morso, e riconosco il mio corpo e la possibilità di morire. Anche il bacio si riconosce: viene da una presenza fraterna o materna o prostituita, o di amici, anche.

Giacomo Leopardi Fan Club!

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Trento, 7 novembre 2013. – di Massimo Sannelli

L'oggetto è Giacomo Leopardi e chi scrive è Alfredo Oriani, in Ombre di occaso, anno 1901, pagina 287: «Promettetegli un sorriso di fanciulla, un complimento di amico, un applauso della folla, e lo vedrete ridiventare lieto e confidente; ridategli la salute e gli avrete ridata la paura della morte». Insomma: Oriani non crede che Leopardi sia «il poeta della doglia universale». Nerd sì, sfigato sì, genio pure, ma non universale. Oriani non crede nemmeno al male di vivere di Giacomo: Thierry era «ammalato quanto lui», Swift era «ammalato anch'egli», Burns «trovò nella fame grida che fanno torcere le viscere», Verlaine «mendicò ai conventi».

Manchevole come un sonetto!

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Trento, 23 ottobre 2013. - di Massimo Sannelli *

Buongiorno, Notte. Non credo più alla cultura come informazione: l'informazione è ovunque, come i social networks e il sesso, e come i rifiuti. La limousine di Cosmopolis gira come un limbo – fatto macchina – nell'inferno delle informazioni: le riceve e le condivide, da infelice ad infelice. Le informazioni dilagano, e per questo vengono raccolte; ma nessuna azione – eroica o intima, di quelle per cui «ponimi come un sigillo sul tuo cuore» – è un'informazione. Però è un buon ricordo.

Mago Merlino, o la curiosità

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Trento, 19 ottobre 2013. – di Massimo Sannelli

Non sempre si scrivono oggetti alati. Nemmeno corpi contundenti, per offendere. I corpi ironici diventano carismatici, a volte: Nuti, per esempio, non Benigni (Francesco, se mi leggi: forza, sempre; e grazie: rivedo spesso il dialogo con Laura Betti in Tutta colpa del Paradiso: «Lo sa' perché te tu se' una troia? Perché te 'un tu se' ma' stata una troia...»). Va bene: lo Spirito soffia dove vuole, no? E la prima che incontri per strada può essere anche una donna. Per questo uno aspetta il futuro, «biblico nella sua grandezza», come ha scritto Amelia Rosselli: se non lo farà per eroismo, lo farà perché è curioso.

Esortazioni (scritte in un fast food)

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Trento, 15 ottobre 2013. - di Massimo Sannelli

Il buon Foscolo, quel vecchio soldato – ma sapeva il greco – scrisse: "O italiani, io vi esorto alle storie". Voleva dire: vi esorto a leggere e conoscere la storia. Il perché è chiaro e tondo: "perchè niun popolo più di voi può mostrare nè più calamità da compiangere, nè più errori da evitare, nè più virtù che vi facciano rispettare, nè più grandi anime degne di essere liberate dalla obblivione". Si tratta di noi, e il consiglio di Foscolo dà sempre più vantaggi che svantaggi.

Che cosa regalare al Sagittario?

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Trento, 10 ottobre 2013. - di Massimo Sannelli

Che cosa regalare al Sagittario? Questo endecasillabo nasconde tremende inquietudini. Meglio trovarsi preparati per il regalo: l'amico scattante e l'amica con gli occhi grandi stanno aspettando. Prima di tutto, chiedetevi, con un altro endecasillabo: ma noi li conosciamo veramente? Imparate: il Sagittario non ama con la lacrima sul viso. Il Sagittario vi stima, e se siete degli Eletti vi adora. Vi ama – cioè vi adora – finché vi stima. Se lo deludete, lo perdete per sempre; ma non vi odierà, perché non ne è quasi capace. Il Sagittario disprezza i vili e ama i grandi (anche nelle piccole cose: avete sentito il buon Bergoglio sulle suore zitelle?

Nonno Libero nega tutto

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Trento, 28 settembre 2013. - di Massimo Sannelli

«Il vostro parlare sia sì sì, no no». Facile: se è sì, dite di sì; se è no, dite di no. È una delle frasi forti di Gesù, che di sincerità se ne intendeva. Certo, ha creato un problema professionale: che cosa dovrebbe fare un attore, davanti a questa frase? L'attore è il fingitore. Lo scrittore inventa. Il politico può mentire, se vuole. Il diplomatico nega anche l'evidenza. In una vecchia puntata di «Un medico in famiglia» Nonno Libero – che è il nonno di tutti gli italiani, per volontà popolare – diceva a suo figlio: «Negare! Negare sempre!». Naturalmente parlava delle corna: negare sempre, negare tutto, e ci si salva. Il sottinteso è ovvio: la moglie è sempre una cretina.

'Questo ferale taedium vitae. La depressione di d'Annunzio'

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Trento, 21 settembre 2013. - di Tobias Fior

"Questo ferale taedium vitae. La depressione di d'Annunzio" (Youcanprint, €20,00). Così si intitola il volume uscito in questi giorni e al quale ho lavorato per ben due anni raccogliendo materiale e vedendolo aumentare ogni giorno sotto i miei occhi, materiale che spazia dalla biografia alle opere dannunziane fino a tematiche più prettamente psicologiche o che riguardano tale materia come la depressione in primis, l'elaborazione del lutto, l'enneagramma e altre classificazioni del carattere. È un lavoro che mi ha tenuto impegnato per un tempo abbastanza lungo, è stato un lavoro molto interessante per quanto impegnativo e non facile da elaborare.

Dante è sempre giovane

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Trento, 20 settembre 2013. – di Massimo Sannelli

Dante non ha un grande passato alle spalle, da una parte del suo punto di vista letterario. Se guarda al mondo che ha parlato e parla latino, ha 1400 anni di letteratura magistrale alle spalle; in volgare no, perché la Vita nova lo dichiara: il primo a scrivere poesia non in latino lo fece per farsi capire da una donna non letterata; e si scrive in volgare da non più di 150 anni. Così Dante ha davanti a sé due tradizioni: una è antica, parla in una lingua che il popolo non parla più, e ha generato libri e libri; l'altra è recente, parla nella lingua del popolo, e non ha ancora generato un grande magistero. Ecco il punto: Dante è un uomo giovane, all'interno di una letteratura giovane.

Morire non basta

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Trento, 15 settemvre 2013. - di Massimo Sannelli

D'Annunzio erotomane. D'Annunzio esteta. D'Annunzio retore, e retorico. D'Annunzio e il fascismo. D'Annunzio è il fascismo. D'Annunzio non è il fascismo. D'Annunzio principe. D'Annunzio bibliofilo. Le poesie di D'Annunzio. D'Annunzio grande eroe. Ottimo lavoratore. Grandissimo amatore. Si potrebbe continuare: in D'Annunzio si vede tutto, ma non si spiega niente, tranne l'eccezionalità dell'ambizione, anche in Collegio.

Non chiamatela Sissi

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Trento, 10 settembre 2013. - di Massimo Sannelli

Non chiamatela Sissi. Sissi è un nome da amici del cuore, un'invenzione da film rosa. Non chiamatela Sissi, perché era l'Imperatrice d'Austria e la Regina Apostolica d'Ungheria, la Principessa di Trento, la Duchessa del Friuli, la Signora di Trieste. Non chiamatela Sissi, perché è stata un idolo trasversale, da D'Annunzio a Cioran.

Massimo Sannelli nella squadra di Trentino Libero

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Trento, 9 settembre 2013. – di Claudio Taverna

Sono lieto di annunciare una nuova, prestigiosa collaborazione che arricchirà la pagina culturale di Trentino Libero. Dopo il gradito ritorno di Marco Albertazzi (tra l'altro Direttore scientifico de "Il Grifone") e la "new entry" di Luigi Mezzi, ecco un' altra figura prestigiosa della cultura nazionale ed internazionale che farà volare – ne sono certo – il nostro quotidiano, con una "terza pagina" di livello elevatissimo. Saluto e ringrazio, quindi, per la disponibilità che ci onora,  Massimo Sannelli, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione.

Mario Sironi, condannato dalla sinistra alla 'damnatio memoriae'

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Trento, 7 settembre 2013. - di Luigi Mezzi

Secondo Federico Zeri, che è stato probabilmente il più celebre critico d'arte italiano, "Mario Sironi può essere storicamente considerato l'interprete della vitalità culturale dell'Italia tra il 1910 e il 1938...". Sironi (1885-1961), una delle più grandi personalità del '900 italiano in campo artistico, insieme a Filippo Tommaso Marinetti e Umberto Boccioni fu a capo del movimento futurista. Dopo essere stato a Parigi con Boccioni e successivamente in Germania, allo scoppio della Prima guerra mondiale ritorna in Italia per arruolarsi volontario nel regio esercito.

L'Italia e la Civiltà del Lavoro

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Trento, 29 agosto 2013. - di Luigi Mezzi

In quasi tutte le maggiori città italiane è presente un Monumento dedicato ai Caduti sul Lavoro. Per il viandante di passaggio che si sofferma a contemplarlo, esso rappresenta un severo monito, affinché non vi siano più incidenti o addirittura morti.

I futuristi, gli uomini che immaginarono il futuro

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Trento, 28 agosto 2013. - di Luigi Mezzi

Il Manifesto del Futurismo firmato dal poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti – che mette a fuoco anche le coordinate politiche del movimento –, apparve per la prima volta in lingua francese sul quotidiano Le Figaro, nel febbraio 1909. In esso viene ribadito l'obiettivo di svecchiare la cultura italiana: al primo posto ci sono l'educazione, la lotta all'insegnamento classico, l'abolizione della polizia politica, l'educazione sportiva, la trasformazione della beneficenza in assistenza previdenziale sociale, mentre nell'ultimo dei punti programmatici del Manifesto è descritto un moderno panorama urbano che sembra rivolgersi ad un contesto europeo.

Il Trentino: una sintesi storico-culturale (in memoria di Cesare Battisti e Ernesta Bittanti)

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Trento, 27 agosto 2013. – di Marco Albertazzi *

Spesso i vincitori sono tentati di riscrivere la storia, ma la storia dissemina dei segnali sul percorso. Chi vuole, può ricostruire la crescita di una società, di una cultura, di una civiltà: un lavoro difficile, perché gli elementi sono innumerevoli e spesso discordanti. Una cosa è certa: un'autonomia, se è seria, non potrà ricorrere al falso ideologico, altrimenti darà fiato alle sue peggiori trombe. Questo breve excursus è solo un inizio dei lavori possibili; ed è un invito al lettore, soprattutto se è trentino, senza illusioni.

L'ultimo libro di Aventino Frau e la recensione di Riccardo Pelizzo

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Verona, 7 luglio 2013. - di Riccardo Pelizzo *

L'on. avv. Aventino Frau mi ha pregiato di una copia del suo ultimo libro: "Agenda per un Paese immobile e per un partito che non c'è". Nella lettera di accompagnamento mi ha dedicato parole importanti, tra le quali "coraggio" e "responsabilità". Lo ringrazio pubblicamente. Non avendo titoli nè capacità per fare una recensione, mi sono permesso di richiedere al politologo di fama mondiale Riccardo Pelizzo di farne una. Schietta e sincera ovviamente, nello stile di Verona Pulita. Grazie ad entrambi. Michele Croce.

Io ero con Fini

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Trento, 6 luglio 2013. – di Claudio Taverna

Luigi Mezzi, corrispondente del "Secolo d'Italia", fu per alcuni anni, tra la fine dell'altro secolo e l'inizio del terzo millennio, caporedattore della Gazzetta del Trentino, organo del gruppo provinciale e regionale di Alleanza nazionale, di cui ero presidente,  diretto dal compianto Vincenzo Barca, anche lui come Mezzi calabrese (entrambi originari di Cirò Marina). La Gazzetta del Trentino segnò alcuni importanti passaggi nella transizione tra il Msi e il nuovo soggetto politico e raccontò da testimone alcuni di quegli eventi e Mezzi fu anche mio "portavoce".

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