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“La madonnina degli sleepings” di Maurice Dekobra

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copertina del libro E' il più noto dei trentasette romanzi dello scrittore francese. Libri letti

Verona, 28 marzo 2018. - recensione di Sergio Stancanelli

Pseudonimo di Ernest-Maurice Tissiers (1885- 1973), Maurice Dekobra fu uno scrittore francese di grande successo popolare nella narrativa leggera d'intrattenimento con ispirazione erotica negli anni - leggo in internet, - fra le due guerre, autore di trentasette romanzi pubblicati e tradotti in settantasette lingue, dai quali vennero tratti almeno venticinque tra film e sceneggiati televisivi. Nel gennaio1963 – abitavo in Trieste - , poi che non lo conoscevo se non di fama, acquistai d'occasione alcuni suoi romanzi, ma soltanto in tempi recenti ne ho letto uno: che per puro caso sembra essere il suo più noto.

Si tratta di "La madonnina degli sleepings", «romanzo cosmopolita», nell'edizione libreria Cosmopolita, Torino, 1925, pagine 300, in origine lire 10, ora in offerta ad euro 9.25; poi ripubblicato da Feltrinelli, da Mondadori, e nel 2009 da Excelsior 1881 di Milano nella collana Impronte. Nel 1929 ne venne pure tratto un film, che non risulta sul Morandini.

La protagonista è lady Diana Wynham, che un cronista parigino ha soprannominato «la madonnina dei treni di lusso»: una giovane e seducente aristocratica britannica in viaggio attraverso l'Europa per procurarsi i mezzi onde corrompere il commissario berlinese bolscevico Varichkine e ottenere l'autorizzazione a sfruttare i pozzi petroliferi acquistati dal suo defunto marito in Georgia prima della rivoluzione. Tra lussi ed eros, di tutto può accadere fra le splendenti boiseries – leggo ancora, – degli sleeping-cars che corrono sulle rotaie. Sleeping-cars sono - od erano - i vagoni letto, e boiseries i pannelli di pregio in legno intarsiati o dipinti che ne ricoprivano le pareti interne.

La traduzione dell'edizione che posseggo e che ho letto è di Aldo Parini. Scrive – mi limito alle prime pagine - «perchè», «Budapesth», «sole» e «luna» minuscoli, «... voi avete probabilmente udito a parlare dell'analisi spettrale dei raggi luminosi... », «... perchè non mi piace di rimanere col cucchiaio sospeso... », «... l'avviso di una ricompensa cospicua a chi riporterebbe un braccialetto-orologio... », «... non vorrete far credere che la gentry londinese abbia ignorate le vostre avventure new-yorkesi... », usa il verbo «ammobigliare» che non esiste (pag.25), con qualche virgola di troppo («... una galleria di cuoio, stava dinanzi al focolare... », 27), e crede che «affatto» significhi per niente. Da lui imparo la parola «barlotta», pialla. A parte le mie pignolerie, la sua scrittura è nel complesso corretta e rispettosa delle norme linguistiche.

“La madonnina degli sleepings”  di Maurice Dekobra

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