“La guerra aerea del 1936” di Von Helders

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Verona, 2 maggio 2018. - recensione di Sergio Stancanelli

Questo titolo è il quinto d'una serie di sei titolata "Collana spie e congiure" dell'editore Omero Marangoni di Milano, cui si deve la benemerita "Collana della Grande guerra". In "La guerra aerea del 1936" (1932, 278 pagine, lire 10) l'autore, il maggiore dell'armata aerea tedesca Von Helders, ipotizza un conflitto tra Francia e Gran Bretagna, che vede la distruzione di Parigi ad opera dell'armata aerea inglese.

E' singolare come l'autore immagini gli aerei del futuro di grandi, gigantesche dimensioni, e con quattro motori, quali saranno le fortezze volanti statunitensi, anche se strutturalmente assai diversi. Nella vicenda frutto di fantasia si muovono personaggi politici ed alti gradi militari realmente esistiti, e la narrazione si svolge con un rigore apparentemente storico sì che il lettore non deve lasciarsi distrarre dall'apparenza d'una cronaca a posteriori anziché d'una invenzione a priori. Come è noto, nella realtà Francia e Gran Bretagna si trovarono alleate nel far guerra tre anni dopo alla Germania.

Nella traduzione integrale dal tedesco di G. Podio e C. Terzi annotiamo refusi («pazze audace» per audacie, pag.18; «affidàti solo a sè stessi», 60; «la lotta era fine a sè stessa», 77; «cosicchè», 109; «prezioso strumento ottimo» per ottico, 119), i soliti nomi propri con l'iniziale minuscola («sole», più e più volte, «terra», il pianeta, e «luna») e nomi comuni con la maiuscola («Boulevard», «Piazza»), qualche errore di grammatica («s'era fatta l'idea che una nuova ondata antibritannica corresse la valle del Nilo», «L'unica cosa da farsi è di imitarne i movimenti», « Egli aveva ripresa piena padronanza di sè »), e una punteggiatura carente.

In pagina 35 si legge «Non vogliamo il bis di Faschoda!)». La crisi di Fascioda, nome d'una località sudanese, fu un incidente provocato dallo scontro avvenuto nel 1898 fra la politica coloniale della Francia e quella della Gran Bretagna, che portò effettivamente i due paesi al rischio di una guerra, e che finì sul piano diplomatico con la vittoria del Regno unito. In pagina 85 «... un po' con l'offa dei crediti». Offa, una piccola focaccia di farro degli antichi romani, era il boccone destinato ad ammansire Cerbero: figurativamente è il compenso offerto a una persona per ottenerne il silenzio o la complicità. In pagina 119 «... Beauvais, località che risveglia tristi ricordi sul tragico destino del dirigibile R 101, miseramente perito sei anni prima». R 101 fu un dirigibile britannico per passeggeri costruito fra il 1926 e il '30, che andò distrutto il 5 ottobre 1930 in sèguito all'urto contro una collina nei pressi di Beauvais (Francia) durante un volo London-Karachi.

Cito fra i passi notevoli: «Lord Elgins mette in guardia dal pericolo di fare affidamento per la vittoria su una sola carta, e ricorda l'insuccesso della guerra sottomarina tedesca che avrebbe dovuto decidere» l'esito della guerra mondiale; «Il principale còmpito dell'arma aerea è quello di fiaccare la volontà bellica del nemico con lancio di bombe contro la popolazione su tutto il territorio. Per poter portare molte bombe necessitano grandi apparecchi capaci di pesanti carichi e con esteso raggio d'azione».

Il libro venne da me acquistato, come è annotato su un segnalibro da me destinatogli, in Genova in età di quattordici anni, il 29 maggio 1942 XX. Inseriti fra le pagine, piccoli graziosi disegni, dovuti ad un precedente proprietario, d'un Cant Z, di un pallone aerostatico, di un dirigibile, d'un S.M.79 ( "il gobbo maledetto" della seconda guerra mondiale ) e di un carro armato Tigre.

37-cinque disegni

“La guerra aerea del 1936” di Von Helders