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Udine: Il mio libro "L'Ors de Pani" sarà presentato dal prof. Gilberto Ganzer

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Trento, 5 dicembre 2019. – di Pier Arrigo Carnier*

Martedì 10 dicembre alle ore 18:00 avrà luogo in Udine, alla nota libreria Tarantola, la presentazione del mio ultimo libro diffuso dalla Mursia-Milano dal titolo " L' ORS di PANI. Storie e racconti della Carnia ". Ne sarà relatore il prof. Gilberto Ganzer.

Chi non conosce nulla della Carnia, è naturale che si chieda il significato "Ors di Pani". Ors significa orso, e Pani è il nome di un' alta valle, per cui il composto "Ors di Pani" era pseudonimo di Antonio Zanella, leggendario patriarca-pastore, grande proprietario padrone di boschi, prati, stavoli ed animali, che viveva allo stato selvaggio: lunga barba incolta, capelli rossicci arruffati con atteggiamenti fuori dalla norma. Impositivo e rigido nella difesa del suo patrimonio e negli affari l' Ors di Pani, deceduto per assassinio assieme alla figlia Maria nella notte del 5 marzo 1955, è ricordato soprattutto per la sua grande umanità e per gli atti di solidarietà che contraddistinsero la sua esistenza.

Conobbi lo Zanella in anni lontani della mia gioventù e tra di noi venne a stabilirsi una profonda amicizia che ho descritto nel libro. Egli stimava la mia conoscenza di molte vicende delle montagne della Carnia, delle sue genti e delle vicine montagne austriache. Apprezzava che, da studente, avessi passato delle stagioni da pastore autentico in una delle grandi malghe della Carnia. Gli piaceva sentire rievocare le difficoltà nel gestire la mandria sui pascoli nelle giornate di bufera. Gli interessava poi ascoltare da me la conoscenza delle regole medievali riguardante i beni silvo-pastorali ad uso civico e quelli allodiali della Carnia e del Cadore su cui avevo un' accurata preparazione. Viveva col principio di disporre di potere patrimoniale e ripeteva sovente che, il suo patrimonio delle montagne, sapendolo sfruttare rendeva quattrini. Il punto chiave era il come saperlo sfruttare, e lui lo sapeva.... Conoscevo bene la storia di quel suo patrimonio e le sue complicate vicende familiari, sulle quali mi aveva bene informato anche la sorella Margherita, che viveva in altro casolare dell' alta valle con la quale avevo pure familiare amicizia. Prima di lasciare la Carnia, negli anni della nostra amicizia, sia in estate che d' inverno perchè praticavo lo sci alpinistico, passavo spesso a trovare lo Zanella, talvolta fermandomi anche la notte.

Nella copertina del libro l' editore ha ritenuto di riferire una mia frase significativa del libro, che qui di seguito riporto, relativa al mio primo incontro con l' Ors : "" Sottostante stava l' ultimo lembo della valle, regno dell Ors. Vi si notavano casolari e stalli, circondati da piante goffe, scure e rannicchiate. Il silenzio era alto, opprimente e desolante. La coltre di neve che copriva la valle affondava nella parte bassa del canalone. Dandomi una forte spinta con le racchette scesi sugli sci, verso il fondale. Udii un minaccioso ululare e, a quel segnale, di certo l' Ors sarebbe uscito per scrutare intorno "":

Conservo indelebile nella memoria l' impressione di quel primo incontro con l' Ors, ma nel libro parlo di molto altro: della contrapposta immagine lussureggiante della valle, di Maria la figlia, che si esprimeva in un carnico aggraziato e in un parlare avveduto, un po' ambizioso da donna di potere, certa che l' eredità sarebbe stata interamente sua, già in parte a lei intestata.

Ogni anno comunque, per un periodo, Maria lasciava la valle e raggiungeva Venezia per passare dei giorni da signora, camminare nelle calli, dormire in un albergo di lusso, acquistare qualche costoso gioiello nelle gioiellerie di piazza San Marco....Maria mi raccontava tutto, si confidava veramente. Nel libro vi sono poi delle figure di contorno, inframmezzate a vicende della seconda guerra (1944-1945), segrete storie di partigiani , di Mirko e Katia assassinati etc. etc, che qui tralascio , ai quali l' Ors dette veramente assistenza.

Destino volle che un fatto di sangue mettesse fine a quel regno incantato, dal profumo di fiori di prato in estate, in quella notte di neve e di sangue del 5 marzo 1955, della quale fui testimone e mi trovai di fronte l' omicida che già aveva ucciso l' Ors e Maria, col fucile spianato che poi abbassò ... Mia madre mi ripeteva sempre che c' era stato un miracolo e pensava alla Madonna di Luggau, cui è dedicata la basilica che sta nell' alta valle austriaca del Lesach, dove la gente della vecchia Carnia io compreso, si recava a piedi in processione, attraverso le montagne, a chiedere protezione.

Nel libro parlo poi anche di altre storie : contrabbandieri , montanari e pastori.

* giornalista e scrittore

Udine: Il mio libro

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