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“The beginnings” tra i banchi di scuola

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Alex BollerTrento, 29 febbraio 2012. - "... ma prof, a cosa diavolo mi serve studiare i versi dell'Ariosto?"  Ho guardato Luca, ho sospirato e mi sono sentita totalmente disarmata: insegno Materie Letterarie all'Istituto Tecnico Agrario di San Michele all'Adige da oltre dieci anni, ma ancora non ho fatto l'abitudine alla spietata logica dei miei studenti: come posso far capire loro la perfetta armonia di una terzina di Dante, o la disperata delicatezza di un sonetto del Foscolo, o la malinconica illusione di una canzone di Leopardi?

La difficoltà maggiore infatti per chi insegna Letteratura oggi, è far comprendere ai ragazzi che dietro ad un racconto, ad una poesia, ad un romanzo, esiste sempre una persona con una storia da raccontare, con i suoi sogni e le sue emozioni, una persona che decide di mettersi in gioco, che si guarda dentro e poi tira fuori qualcosa che, evidentemente, ritiene possa interessare anche ad altri.

Per questo mi sono convinta che sempre più nella scuola i percorsi didattici vadano studiati e predisposti uscendo dalla logica di puro insegnamento nozionistico, per avvicinarsi ad un'occasione di reale arricchimento metodologico e strumentale, al fine di ottenere un più incisivo raggiungimento degli obiettivi previsti dal tradizionale programma ministeriale.

Da alcuni anni quindi, ai normali percorsi didattici affianco la lettura di un romanzo completamente slegato dal contesto scolastico, che mi permetta però di raggiungere in maniera alternativa obiettivi imprescindibili dalla disciplina che insegno: consolidamento e assimilazione di concetti, capacità di progettazione produttiva e di lettura critica, sperimentazione di competenze linguistiche e logiche, valorizzazione negli studenti della sensibilità personale e sociale e via dicendo.

Per quest'anno scolastico la scelta è caduta su "The beginnings" di Alex Boller, un accattivante e agile romanzo che si presta particolarmente all'analisi della struttura narrativa e delle scelte stilistiche. Nelle quattro classi in cui insegno, il romanzo, una volta letto individualmente, è stato analizzato da diversi punti di vista: nella classe Prima, ad esempio, abbiamo lavorato sul riconoscimento dei personaggi. Ci siamo quindi avventurati alla ricerca di protagonisti, antagonisti, aiutanti, comparse, abbiamo analizzato le dinamiche dei loro reciproci rapporti, la struttura dei loro dialoghi, la loro funzione all'interno della vicenda, l'accurata o meno descrizione della loro personalità da parte dell'autore.

Nella classe Seconda invece, abbiamo preso in esame la tipologia testuale del romanzo; da questo punto di vista è piuttosto interessante notare come non sia emersa un'uniformità di giudizio. Il romanzo di Boller infatti, è risultato essere per i miei studenti un coinvolgente mixer di più generi (avventuroso, poliziesco, giallo, fantascientifico, thriller) che si sono contaminati tra loro, dando vita ad un intreccio che è possibile analizzare da diversi punti di vista. Siamo passati poi a considerare la struttura del Tempo e dello Spazio caratterizzante la vicenda, cercando di trovare, laddove esisteva, una relazione stretta tra genere letterario e definizione di Tempo/Spazio.

Nelle classi Quarta e Quinta invece, la nostra attenzione è andata alle scelte stilistiche dell'autore, all'analisi del tipo di linguaggio usato, alla presenza o meno di particolari espedienti retorici e formali, alla corrispondenza del genere letterario con il lessico adottato.

A conclusione di tutto il lavoro in classe, l'1 marzo Alex Boller incontrerà gli studenti, risponderà alle loro domande e diventerà "autore vivo", che esce dalle pagine del suo romanzo per concretizzarsi davanti a loro.

Questo percorso ha permesso il raggiungimento, se pur a livelli diversi, di svariati obiettivi: ad esempio ha allenato i ragazzi al riconoscimento di peculiari aspetti del romanzo, quali l'attenzione allo spazio, la definizione di particolari aspetti tecnico-scientifici, la caratterizzazione dei personaggi, la presenza di alcuni "tòpos" narrativi; ha affinato in molti la capacità di confronto e di critica; da ultimo, ma non certo per importanza, questo percorso ha offerto, in ogni suo momento, possibilità di scambio e di discussione, occasione colta anche da studenti che, generalmente, si sono sempre mostrati piuttosto "tiepidi" nei confronti delle materie umanistiche.

La ricaduta di questa esperienza sulla classe è stata considerevole, molti concetti sono stati successivamente ripresi, hanno offerto spunti di discussione e base di partenza per affrontare nuove tematiche.

A conclusione posso solo ringraziare Alex Boller, che con squisita disponibilità ha aderito con entusiasmo al mio progetto, il mio Preside, che mi ha sempre permesso, accordandomi fiducia, di realizzare progetti che esulano dai tradizionali percorsi scolastici e anche tutti i miei studenti che, con la loro spietata logica sull'inutilità dell'Ariosto, mi spingono ogni giorno alla ricerca di nuovi percorsi per trasmettere loro il prezioso dono della Lettura.

Daniela Zanetti

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