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Presentato il libro “Non ho il prefisso per il cielo” di Maurizio Perego

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Trento, 14 gennaio 2023. – di Flavio Bertolini

E' stato presentato presso la Galleria Civica di Via Belenzani a Trento il libro dell'avv. Maurizio Perego "Non ho il prefisso per il cielo". Alla serata, molto partecipata, tanto che l'autore alla fine ha detto commosso: "Avevo preparato per una cinquantina di persone, ma siete così tanti che vi ringrazierò tutti di persona."

Il libro parla di Clara, la moglie dell'avv. Maurizio Perego, una donna conosciuta professionalmente in Trentino in quanto è stata direttore generale di Informatica Trentina. Clara è morta di cancro, al colon, dopo un periodo di grande sofferenza. Il tunnel della malattia è un'esperienza che cambia la vita non solo del malato, ma di tutto il mondo di affetti che sta attorno a lui.

"E' un insieme di impreparazione, rabbia, dolore, incomprensione, che diventa anche difficile descrivere nella loro completezza. E per fortuna che ci sono associazioni come Hospes Cimaverde", ricorda l'avvocato, "fatte di persone magnifiche, che riescono ad assistere ed accompagnare le famiglie che devono affrontare questi percorsi di vita nella malattia."

Il prof. Mario Cristofolini, oncologo con una vita dedicata alla cura e alla prevenzione del cancro, ha ricordato come il cancro rappresenta ancora oggi la seconda causa di morte e che il 40% dei tumori potrebbero essere evitati con un corretto stile di vita, ma comunque ancora per molti tipi di neoplasie non si conosce davvero la causa. La morte del paziente è un'esperienza dura anche per il medico, che ogni giorno è a contatto con il dolore che la malattia provoca sia nei pazienti che nei familiari. Una grande risorsa è l'aiuto dei familiari attraverso il volontariato e le esperienze di auto mutuo aiuto che nascono anche spontanee. Aiutare fa bene a se stessi, si vive più a lungo, lo dicono le statistiche, e questo è il suo invito per chi vuol dare un senso alla propria vita. Si può vivere anche un po' per gli altri, che senso ha vivere solo per sé stessi...

L'amore tra Clara e Maurizio è stato ed è (l'amore vero non muore mai) qualcosa di veramente unico, lo si percepisce dalla commozione non solo del marito, ma anche degli amici e delle persone che hanno voluto testimoniarlo con la loro presenza. "Ho affrontato la malattia di Clara con lo spirito di un eterno ottimista, forse perché avevo troppa paura, forse perché la vita è fatta di sorprese e queste, perché no, possono essere anche positive. O forse era una maschera, già infatti avevo fatto quest'esperienza con la morte di mia madre per un carcinoma al cervello nel 2003.", ricorda Maurizio. "Con il senno del poi, posso dire che non ci sono ricette, ognuno vive le prove della vita a modo suo."

Il tutto è partito da un intervento per una cisti ovarica, che era solo un'appendice di una più vasta metastasi al colon. Alla fatidica domanda ai chirurghi dopo l'intervento: Clara morirà?, la risposta devastante fu: "Non subito". Ed è stato questo l'inizio di un percorso che si è concluso senza un lieto fine. Francesca è la figlia di Maurizio e Clara e adesso studia a Chicago da due anni. "E' forse la più grande gioia il fatto di aver creato un rapporto così intenso, autentico e bello con mia figlia. Era una delle promesse che ho fatto a Clara, è penso di esserci riuscito a crescere Francesca, di cui sono molto fiero, e penso lo sarebbe anche la mamma." E poi c'è Snovy, il custode di Clara, vicino a lei fino alla fine e anche adesso è bello pensare che ne custodisca l'anima. Certamente stando vicino a lei ha assorbito molto e ora che lui sta ancora vicino a noi, restituisce il suo ricordo.

Dopo l' "ultimo saluto" alla moglie, padre e figlia sono cresciuti insieme, si sono dati forza, ma non da soli. Molte persone hanno dimostrato la loro presenza durante questo percorso, in primis il fratello Paolo, l'amica psicologa Micol, l'amico Max Stablum, che ha ricordato come la notizia del cancro di Clara, è stato uno tsunami che ha sconvolto anche la sua vita. Difronte alla malattia, ogni cosa di prima perde valore. C'è il pensiero ossessivo della guarigione, che giorno dopo giorno, dopo gli esiti dei vari esami, diventa più un miraggio, che una possibilità. L'avanzamento della malattia porta lacrime anche nell'anima, tristezza e rassegnazione. C'è anche un pensiero per don Andrea Decarli, che con la voce della fede ha rappresentato per Maurizio Perego e la figlia, una presenza fondamentale sia di ascolto che di consapevolezza.

Ma il grande auspicio dell'avv. Maurizio Perego è quello di pensare di aiutare la ricerca. Tutti dovrebbe fare qualcosa, un invito collettivo a pensare alle cose importanti della vita, ogni vita che "passa" trasmette qualcosa che ci può cambiare, che ci può far ritornare ad amare, anche se forse avevamo dimenticato che fosse ancora possibile farlo in un mondo qualunquista e soprattutto egoista, in cui il proprio centro oscura lo spazio di vita dell'altro.

La vita va vissuta intensamente adesso giorno per giorno, non aspettare il tempo del rimpianto, ma essere convinti che il tempo migliore è adesso, al di là di quello che si può fare. Vivere l'istante e ricordarlo per sempre, per evitare di rimanere vittime di ricordi del non fatto. Vivi il momento di felicità, quando lo stai sentendo, non rimandare. I ricordi esisteranno sempre, e dovrebbero essere ricordi belli...l'ultima sciata, l'ultima vacanza al mare, l'ultima risata, l'ultimo bacio... Dopo l'"ultimo saluto" a Clara è tempo di vivere il secondo tempo della mia vita, dice Maurizio, che si sente più vicino all'anima delle persone che lo conoscono e che conoscerà, perché vuole condividere attraverso l'impegno nel volontariato in Croce Rossa la sua vita con gli altri, specialmente con chi ha bisogno di aiuto. E poi ci sarà un altro libro dedicato al rapporto con la figlia Francesca, che è la cosa più importante per ogni padre.
Come scrittore pure io, e psicologo, mi permetto di consigliare questo libro a chi vuole fermarsi a pensare e ascoltare la voce di una storia di vita che può insegnare molto.

Presentato il libro “Non ho il prefisso per il cielo” di Maurizio Perego

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