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The Beginnings, recensione di Cristiana Pivari

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PivaniTrento, 26 maggio 2012. - di  Cristiana Pivari

Mi regalano un libro. Leggo il risvolto di copertina e uff, non è il mio genere. Non mi piacciono i libri che parlano di complotti internazionali e di terrorismo. In questo poi si parla di un nemico invisibile che vuole prendere il controllo sul mondo. Non mi piacerà sicuramente, ma mi impongo comunque di leggerlo perché sono curiosa di scoprire come scrive questo Al...ex Boller, di cui parlava un articolo che ho letto, tempo prima, su di un quotidiano. Mi avvicino con diffidenza, capita così fra colleghi di scrittura è inutile raccontarsi storie, ma devo dire che mi ricredo subito perché, fin dalle prime pagine, ne rimango colpita. La scrittura di Boller è sincera e non traspare in alcun modo la voglia e il bisogno di accattivarsi la simpatia del lettore. Alex scrive perché prova piacere nel farlo e questo piacere lo trasmette a chi ha la fortuna di imbattersi nelle sue pagine. Il titolo del libro è The Beginnings ed è la sua seconda prova di scrittore. La prima me la sono persa, ma conto di rimediare presto. Veniamo dunque alla trama. The Beginnings è un'organizzazione di esaltati capeggiata da una coppia di svizzeri, Karl e Ingrid Zelfer, avidi di denaro e potere. Il loro scopo è tenere in pugno l'intero pianeta tramite ricatti e minaccia di attentati. L'agente segreto italiano Swan, già protagonista del primo libro, verrà chiamato negli Stati Uniti al fine di scongiurare la tragedia finale che potrebbe compiersi. Alex Boller denota una grande capacità nel delineare i personaggi che ti diventano familiari e riesci a immaginarteli fin nei minimi particolari. L'autore sostiene che lo scrittore è solo il regista, è il lettore poi che si trasforma sotto la sua guida in scenografo e direttore della fotografia. Ma questo succede soltanto se l'autore è un regista di talento e Boller lo è, estremamente capace, inoltre, di delineare il profilo psicologico e umano dei personaggi, indice di una grossa sensibilità di fondo. The Beginnings è un romanzo da leggere tutto in un fiato e quel fiato è sospeso fino alla fine e mentre ti concedi una pausa per non finire il libro troppo in fretta, ti viene da pensare al lavoro di ricerca che c'è dietro. Alex non lascia nulla al caso, i dati tecnici di missili e bombe se li è studiati bene. Qualche volta inventa, ma non si capisce dove finisce la realtà ed inizia la finzione. Sono davvero entusiasta di questo libro e di questo scrittore, con il quale poi ho avuto la fortuna di dividere un incontro presso una biblioteca, e sono sicura che sentiremo parlare di lui a lungo e al quale auguro tutto il successo che si merita perché è davvero bravissimo. Mai come questa volta sono contenta di essermi ricreduta.

Cristiana Pivari

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