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“Documentazione della Questura bresciana 1943-45” di Lodovico Galli

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Verona, 28 giugno 2014.
- recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. Quattro mesi dopo la fine della guerra, il Questore della Repubblica sociale viene fucilato – Quattordici anni dopo la Corte di cassazione lo definisce uomo onesto, giusto ed anzi generoso: questa fu la giustizia post-resistenziale – Postavi nel maggio 1998, nei giardini pubblici una lapide è dedicata «ALLE VITTIME DELLA VIOLENZA PARTIGIANA» del MAGGIO 1945.

L'attività e la bibliografia di questo autore richiamano quelle dell'autrice di "La grande guerra sul fronte dolomitico": anni di ricerche faticose e certosine nei più disparati archivi locali e nazionali, talvolta esteri; riproduzione di documenti e lapidi; consultazione di testimonî ove sopravvissuti alle stragi e al tempo; e una produzione libraria di entità incredibile, sino ad ora incognita al cronista: 26 titoli prima di questo "Documentazione della Questura bresciana della R. S. I. 1943-45" (192 pagine, Grafica 5, Arco (TN) 2014, 15 euro), elencati in appendice al volume.

Corredato d'innumerevoli fotografie d'epoca, ovviamente in nero, e della riproduzione dei documenti che costituiscono le fonti del testo, il libro raccoglie lettere, relazioni e appunti che il Questore di Brescia o il Capo di gabinetto, durante la Repubblica sociale, redigevano destinandoli ad altri organismi o puramente all'archivio storico per futura documentazione e memoria. Il curatore, Lodovico Galli, bresciano c'è da credere (manca una sua biografia), li illustra e li commenta unendo, a completezza della cronaca di quegli anni - relazionata giorno per giorno - , anche documenti di parte partigiana quali manifestini e giornaletti clandestini.

Una seconda parte del libro, di lunghezza quasi tripla rispetto alla prima, è tutta riservata alla pubblicazione dei "Mattinali", limitatamente ai pochi che il curatore ha potuto reperire nell'archivio centrale dello Stato in Roma rispetto a quelli – 539 – rilasciati durante la Repubblica sociale: i quali in un certo senso fanno riscontro agli "Appunti per il Duce" pubblicati nella prima parte. Mattinali, che l'autore non spiega cosa fossero, sono detti i rapporti presentati ogni mattina all'autorità superiore, dal Capo dello Stato al Capo del Governo e ai ministri in carica. Quelli pubblicati sono firmati di mano del Questore o del suo Vice, e sono destinati al Capo della polizia con sede in Maderno (BS).

Una segnalazione particolare meritano - insieme con documenti toccanti come la richiesta, in data 14.10.1944, di porgere aiuto a una mamma di cinque figli rimasta vedova in seguito a sparatoria dei partigiani contro un treno sul quale il marito, operaio, viaggiava per recarsi in ospedale (il Capo della Provincia, con intestazione Prefettura in data 17, le assegnò 5.000 lire, ndc.), e gli atti di morte di ragazzi uccisi a colpi d'arma da fuoco in età di 19 anni, o il comizio tenuto dal cieco di guerra medaglia d'oro Nicola Bombacci, socialista ante-marcia, assassinato in Dongo con i gerarchi fascisti il 28 aprile 1945, - alcune illustrazioni, come la tavola che Achille Beltrame dedicò su "La domenica del Corriere" del 6 agosto 1944 al mitragliamento d'un treno passeggeri carico di donne e bambini da parte dei liberatori alleati.

La foto in copertina ritrae il questore Manlio Candrilli, uomo onesto, giusto ed anzi generoso, tale dichiarato dalla suprema Corte di cassazione il 27 novembre 1959 dopo che, nella stessa Brescia cui aveva durante la propria gestione tentato in tutti i modi di evitare a tutti lutti e difficoltà anche economiche, l'1 settembre 1945, in gloria della Resistenza, era stato fucilato.

“Documentazione della Questura bresciana 1943-45” di Lodovico Galli

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