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“La musica dell’anima”

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Diciassette pezzi dal '500 ad oggi affidati alla chitarra nitida e squillante di Alberto Mesirca

Verona, 22 maggio 2016. - recensione di Sergio Stancanelli

Dischi ricevuti

Dal libro al disco: allegato al volume di Giovanni Marchioro "La musica dell'anima" ("Trentino libero" 9 e 16 maggio 2016) è un cd dal medesimo titolo contenente dodici composizioni, una delle quali in sei movimenti (denunciati) ed un altro in otto (non denunciati), la cui esecuzione è affidata al chitarrista Alberto Mesirca.

Trevigiano, già allievo di Angelo Gilardino, il giovane strumentista si è rapidamente affermato per la nitidezza delle sue interpretazioni, polite e squillanti, stilisticamente adattate alle rispettive epoche di composizione dei pezzi, del che egli dà convincente prova anche in questo suo ultimo cd, forse qualitativamente il migliore fra quelli di lui sino ad ora ascoltati (ma nel frattempo ne ho ricevuto un altro, "Favorites", in duo con un violino).

I pezzi eseguiti – il cui elenco l'editore si compiace di titolare "Tracklist" perché d'avvalersi della lingua italiana ormai in Italia ci si vergogna, – vanno dal secolo XVI a quello in corso, e oltre a nomi largamente popolari ne propongono alcuni poco noti e per ciò anche più interessanti. Gli autori, in ordine cronologico, sono Luis de Narváez (non Narvàez), Gaspar Sanz, Manuel de Falla, Miguel Llobet, Federico Mompou, Francis Poulenc, Benjamin Britten, Maurice Ohana, Reginald Smith Brindle, Leo Brouwer, Angelo Gilardino e David Eres Brun.

Fra gli ultimi, forse non conosciuti da tutti i lettori, l'inglese Smith Brindle, anche architetto, già allievo dei nostri Pizzetti e Dallapiccola, deceduto nel 2003 in età di 86 anni, è autore prolifico, in specie dopo la sua conversione alla dodecafonia. Citiamo un'opera lirica, una Sinfonia, Variazioni sinfoniche (fra l'altro su un tema del Dallapiccola), e tra la musica per chitarra Varianti, Memento, Ricordi di novembre, 4 poemi di García Lorca ed altri pezzi, un Trio, un Concerto per quattro chitarre (arrangiato poi anche per tre) ed uno per otto chitarre. Il brano eseguito nel disco, "Il polifemo de oro", è a sé stante ed è del 1956.

Il più noto fra tali nomi, Leo Brouwer, cubano, oggi 75enne, anche chitarrista, dopo un periodo giovanile in cui si distinse per l'originalità dei ritmi nell'ambito della tradizione popolare indigena, si volse alla dodecafonia e subì l'influenza di autori quali Luigi Nono e Iannis Xenakis. Di lui menzioniamo un balletto, e per chitarra 3 Appunti, Danza caratteristica, Fuga, Canticum, La spirale eterna, nonché con archi o strumenti vari 3 Danze concertanti, Quintetto, Omaggio a de Falla, Per suonare in tre, e Concerto. Il pezzo qui registrato è il recente Preludio da "Le campane", dedicato ad Alberto Mesirca.

Di David Eres Brun il cronista non ha notizie, salvo ch'è nato nel 1980, ciò di cui ci informa l'interprete del suo pezzo, pur questo a lui dedicato, titolato De la Llum, il cui significato mi è incognito: comunque ispirato all'atmosfera del Deserto de las Palmas, presso Castellòn (di ubicazione incognita), come si legge nella presentazione dei pezzi a firma dell'interprete nel penultimo capitolo del libro cui il cd è allegato. Una segnalazione particolare voglio riservare a Mattinata, di cui è autore il maestro Gilardino, che mi onora della sua stima. Del Mompou il Mesirca esegue l'intera Suite compostelana, in sei tempi. Difficile individuare gli altri pezzi, i cui titoli non sono sufficienti a rivelarci se siano autonomi o tratti da più ampie composizioni.

Solo per quelli più noti possiamo precisare che la Pièce ecrite pour Le tombeau de Claude Debussy, originariamente per chitarra (1920) e poi orchestrata (1939), è il secondo di 4 numeri costituenti la suite Homenajes di Manuel de Falla, mentre il Tiento (Preludio) del Ohana e il Nocturnal del Britten (in otto tempi) sono lavori autonomi, rispettivamente del 1955 e del '64. Il brano che apre il programma è probabilmente la trascrizione di un pezzo tratto da uno dei sei libri in cui il Narváez trascrisse per vihuela innumerevoli composizioni di vari autori. Per ogni più precisa e certa informazione, rimando al capitolo 21 del libro del professore Marchioro, firmato dal maestro Mesirca.

“La musica dell’anima”

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