“Medea” di Euripide nel laboratorio delle Armonie in Verona

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Spettacolo teatrale per pochi intimi

Verona, 8 maggio 2016. - recensione di Sergio Stancanelli

Un lavoro mirabile è quello portato avanti nel corso di molti anni dalla veronese Sandra Bonomi, la quale, appassionata della tragedia "Medea" di Euripide, risalente all'anno 431 a. C., ne ha redatto una sua versione moderna, riducendola al solo monologo narrativo – estromessi tutti gli altri personaggi – , che lei stessa ha recitato la sera di venerdì 6 maggio in Verona nella sede del "Laboratorio delle Armonie", una saletta sita in via san Procolo 1B capace di pochi posti, nella quale sono comunque affluiti una quindicina di spettatori alcuni dei quali hanno trovato sistemazione sui lati della cavità utilizzata quale palcoscenico.

Nella versione proposta, la nota raccapricciante vicenda, che vede la moglie di Giasone, per vendicare l'infedeltà del marito, uccidere i figli avuti da lui, e causare la morte della nuova sposa Glauce e del padre di questa Creonte, vien condensata nel «monologo grandioso e famoso con cui la maga esprime il tormento del suo animo tentennante fra il proposito delittuoso e la tenerezza per i figli» (Alessandro Setti) arricchito dalla menzione dei fatti che lo precedono e che lo seguono.

Tutti hanno apprezzato e vivamente applaudito la protagonista della rappresentazione, corredata con felice fantasia inventiva da numerosi oggetti di scena, cui è mancato il previsto apporto di un clarinettista che avrebbe improvvisato ex tempore sulle parole del racconto, mentre non sono mancati i suoni di un gong messo a disposizione dallo scrivente, cui si deve altresì la revisione del testo. Al termine dello spettacolo, della durata di cinquantacinque minuti, la bottega ospitante, che espone mobili ed oggetti d'arredamento riciclati e trasformati sul piano dell'arte per promuoverne una sperimentazione creativa sul loro riuso, ha proposto agli intervenuti un generoso banchetto.

Piace al recensore ricordare come il mito di Medea, che si annoda a quello anche più celebre degli Argonauti, risalente ad epoca precedente e trattato da molti poeti epici e lirici, rinnovato da Euripide col rendere assassina la protagonista, sia stato affrontato successivamente da innumerevoli altri autori (secondo uno dei quali, dopo avere ucciso i figli, la maga ne fa a pezzi i corpi e li ammannisce quale desinare allo sventurato padre loro), fra i quali Publio Ovidio Nasone – la cui tragedia è andata perduta salvo pochi brevi frammenti – , Lucio Anneo Sèneca, Lodovico Dolce, Francisco de Rojas, Jean de la Péruse, Pierre Corneille, Bernard de Longepierre, Richard Glover, Friedrich Gatter, Giovanni Battista Piccolini, Franz Grillparzer, Hippolyte Lucas, Ernest Legouvé (tradotta in italiano da Adelaide Ristori); mentre in musica il soggetto venne ridotto a libretto e ad opera lirica da Marc-Antoine Charpentier, Johann Peter Salomon, Joseph-François Salomon, Jiři Antonín Benda, Johann Gottlieb Naumann, Peter von Winter, Luigi Maria Cherubini – la più nota, dalle cui pagine sinfoniche il Beethoven ebbe da imparare (Mariangela Donà) – , Giovanni Pacini, Vincenzo Tommasini, Paul Bastide, Johann Kaspar Kerll, Giovanni Antonio Gianettini, Giovanni Francesco Brusa, Leonardo Vinci, Davide Perez, Francesco Poncini, Giuseppe Scolari, Georg Gebel, Girolamo Abos, Giuseppe Poffa, Gaetano Andreozzi, Johann Heinrich Vogel, Peter von Winter, Georges Granges de Fontanelle, Franz Volkert, Georg V. Röder, Joseph Rösler, Giovanni Simone Mayr, Prospero Selli, Arrhen von Kappelman, Wilhelm Taubert, Saverio Mercadante, Vincent d'Indy, Laurent Léon, Darius Milhaud (1938), Pietro Canonica (1953), Ernst Křenek (1963), Pascal Dusapin (1992), oltre a numerose altre con titoli diversi; a cantata da Jean-Philippe Rameau (perduta), Benedetto Marcello, Gian Domenico Peretti, Alexander Campbell, Alberto Randegger (scena drammatica), a musiche di scena da Iannis Xenakis (per la versione di Seneca, 1967) e da Edison Denisov (per il testo di Euripide, 1992); e a balletto da Christian Vogel, Jean-Joseph Rodolphe, Christian Cannabich e Giuseppe Toeschi, Giuseppe Horban, Andrea Celli, Anton Dimmler, J. J. M. de Paiva. Numerose anche le opere pittoriche, fra le quali quelle del Delacroix e del Moreau.

“Medea” di Euripide nel laboratorio delle Armonie in Verona