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Incontro con Edi Bruni

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La pittrice dei cavalli

Verona, 16 maggio 2016. - Intervista di Sergio Stancanelli

- Signora Edi, lei è nota come "la pittrice dei cavalli", e questo è forse il soggetto più frequente nei suoi quadri, ma a sua firma ho visto anche ritratti e paesaggi, e più di tutti mi è piaciuto l'olio in grandi dimensioni che rappresenta due amorini, uno dei quali raccoglie l'arco per le frecce che gli è caduto.

- Questo è la riproduzione d'un quadro d'autore dell'800 che si trova in un museo di Parigi. L'ho dipinto su richiesta di mia figlia, che è sposata e fa l'imprenditrice, per il suo letto matrimoniale. Misura circa due metri per uno e dieci. E' vero, mi chiamano la pittrice dei cavalli, ma ho dipinto anche paesaggi, che mi hanno giovato per affinare lo stile, e faccio ritratti, in cui cerco di interpretare la psicologia della persona. Però il mio soggetto preferito è il cavallo, e come amazzone ho instaurato con l'animale un rapporto di profonda empatia.

- Lei possiede un cavallo?

- Sì, ed anche cani e pesci. Amo gli animali, e in generale la natura in ogni suo aspetto. Questo amore lo manifesto anche nella poesia. Mi sono dedicata al teatro per bambini, ho studiato musica, ed ho frequentato le magistrali, dove mi sono diplomata. Come pittrice, sono approdata all'uso dei colori ad olio dopo avere sperimentato le tecniche più svariate, e le critiche che ho ricevuto mi riconoscono un risultato cromatico assai personale. Anche la mia mamma, che era francese, era un'artista, precisamente pianista e cantante. Mio padre invece era aviatore. Io sono nata qui dove vivo, in Viareggio, ahimè non pochi anni fa.

- Ma lei dimostra qualche decina d'anni meno di quanti ne abbia.

- E devo dire che, quelli che ho, proprio non me li sento. Solo facendo il conto delle mostre che ho tenuto me ne rendo conto. Oltre che in Viareggio, ultimamente ho esposto a Pisa, Massa, Forte dei marmi, Marina di Pietrasanta, Portoferraio, Capezzano, Camaiore e Lido di Camaiore, Pomezzana di Serravezza, e all'estero in Lugano. Sono stata onorata anche di diversi premi, fra gli ultimi il Jean-Henry Dumahl, internazionale, il "Tavolozza di carnevale" del comune di Viareggio, "Le caravelle del golfo del Tigullio", "Riviera degli etruschi", "Versilia", e specificamente quello per l'inaugurazione della "saletta Ippodromo" di Montecatini. Sempre con riferimento al mio soggetto preferito, sono stata invitata agli ippodromi "Le mulina" di Firenze, "Se sana" di Montecatini e "Villa i pini" di Follonica. La mia arte raffrontata con la poesia di Charles Baudelaire è stata anche tema di una tesi di laurea, quella della dottoressa Irene Bertozzi. Nel 2000 fui inserita fra i quindici migliori pittori della Versilia dal quotidiano "La nazione", cui con l'occasione dovetti l'esser connotata "la pittrice dei cavalli".

- Signora Edi, a nome di "Trentino libero" la ringrazio e con i miei complimenti le auguro ancora molti successi e riconoscimenti.

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