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Modena: Galleria Civica e le mostre della bruttezza

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La Galleria Civica di Modena pare specializzata nel realizzare mostre artepoveriste, di pop arte, land-art e di ogni qualcosa che tende al brutto e all'antiestetico. Tanti altre Gallerie Civiche italiane e pseudo musei da oltre quarant'anni hanno abbracciato la linea artistica di Celant, di"Repubblica" e sinistrosi vari che gareggiano nel proporre schifezze artistiche.

Lo stesso MART di Rovereto e Trento, esibendo in pianta stabile, le bruttezze della raccolta del nobile Panza di Biumo, opere che lo Stato italiano, grazie a Vittorio Sgarbi, rifiutò di accoglire per i nostri musei pare sia in competizione nel tendere all'arte degenerata.

Con la rivista "Civico 130" i reggenti dell'arte modenesi, usando danaro pubblico, sono specializzati nel divulgare un'arte che in pratica è solo bruttezza assoluta così nell'ultima edizione ci propone di visitare la mostre di Josef Albers, ex Bauhaus di Weimar, e quella di Sandro Chia, eroe della transavanguardia di Achille Bonito Oliva.

Chi è abituato a frequentare musei oppure a visitare rassegne, dove il bello e il classico sono esibiti, il vedere cose che sono cosiderate opere d’arte, ma in realtà si tratta di decine e decine di quadratini spesso assemblati con scarso senso del colore, dà tristezza.

Con la mostra di Sandro Chia tutto cambia, perché se nella Bauhaus c’era ricerca, qua l’operazione è di puro affare commerciale, organizzato per fare dollari.Dipinto di Josef Albers

Il pittore Sandro Chia è uno dei cinque geni costruiti da Achille Bonito Oliva, che adottando il metodo stile bluff americano, a partire dagli anni Ottanta, organizzò la Transavanguardia e conquistò grossa fetta di mercato nazionale.

L’Achille è stato furbo e geniale, ha fatto breccia nel mondo dell’Arte Povera, poi consigliato ai suoi artisti di dipingere nel peggiore dei modi, e per loro che non avevano doti artistiche elevate, fu cosa facile; quindi lanciò le loro opere sul mercato e con le grandi case d’asta fu un trionfo commerciale.

La mostra di Chia è diseducativa perché brutta, ma coraggio, in giro c’è di peggio e la direzione della "Civico 130" che a questo tende, un giorno potrebbe farci arrivare in città qualcosa della Cattelan and Company, con opere che sono sempre al top della Imbecillity Art e dalle parti della Ghirlandina prima o poi finiranno per arrivarci.

 

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