Gio10012020

Last update08:26:57

Back Cultura e Spettacolo Arte e Cultura Teatro e Mostre 'Per Guido Polo dipingere era come respirare'. Inaugurata la mostra a Palazzo Trentini

'Per Guido Polo dipingere era come respirare'. Inaugurata la mostra a Palazzo Trentini

  • PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Giannantonio RadiceAntonio PoloPubblico in salaChiara RadiceTrento, 28 marzo 2013. – a cura dell''Uffcio stampa del Consiglio della Provincia autonoma di Trento

Inaugurata, nei giorni scorsi, a palazzo Trentini la mostra dedicata ad un grande artista della nostra terra. Nel venticinquesimo anniversario della scomparsa di Guido Polo, il Consiglio provinciale ha offerto gli spazi espositivi di palazzo Trentini per ospitare da oggi al 14 aprile una mostra retrospettiva interamente dedicata al pittore di Borgo Valsugana, dove nacque nel 1898.

"La sua è una delle voci più alte del '900 artistico trentino, ma la cui opera ha un valore anche nazionale", ha osservato introducendo l'incontro inaugurale Renzo Fracalossi, intervenuto al posto del presidente Bruno Dorigatti bloccato questa sera a Verona. Davanti al folto pubblico che ha riempito per l'occasione la sala dell'aurora, il critico d'arte Giannantonio Radice ha ricordato di aver conosciuto personalmente Guido Polo. "Mi è però stato possibile acquisire una visione più completa della sua opera – ha spiegato – sfogliando i disegni, gli acquarelli, le chine che il figlio Antonio mi ha poi messo a disposizione".

A suddividere in tre sfaccettature l'anima artistica di Guido Polo è stata Chiara Radice, figlia di Giannantonio che ha curato con il padre il catalogo della mostra. "Il primo Guido Polo – ha spiegato Chiara – è un pittore che si misure con l'arte del suo tempo, il '900, con Morandi, Carrà, Moggioli, e di questo parlano le sue nature morte".

C'è poi un Guido Polo più intimo e intenso, che matura nel periodo da lui trascorso nella Vienna capitale dell'impero e successivamente bombardata e ferita dalla prima guerra. La sua opera è influenzata da Klimt e carica di un dolore visibile nelle opere dedicate prima ai volti sofferenti di donna e poi alle maschere con cui sceglie di "straniarsi" dalla realtà per conservare la propria umanità.

Infine la mostra offre bellissimi esempi del Guido Polo paesaggista, che durante i suoi viaggi studia i colori, gli effetti della luce e utilizza l'acquarello.

La presentazione si è conclusa con le parole di Antonio Polo, il figlio di Guido. "Mio padre era tutt'altro che triste: lo vedevo allegro, ironico, salace. Disegnare per lui era come respirare. A scoprire il suo valore mentre ancora giovanissimo era a scuola, fu un sacerdote, suo insegnante, che notò questa sua incessante attività produttiva".

La mostra a palazzo Trentini resterà aperta al pubblico fino al 14 aprile.

'Per Guido Polo dipingere era come respirare'. Inaugurata la mostra a Palazzo Trentini

Chi è online

 179 visitatori online