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Art-VeronaVerona, 6 marzo 2015. - di Sergio Stancanelli

......d'arte antica e contemporanea, di pittura e scultura, e di archeologia, di rilevanza nazionale, nei musei di Verona.

Col titolo "Racconto, mito e magia" s'è tenuta in Verona nel palazzo Forti una esposizione di opere dello scultore Alik Cavaliere. Nato in Roma nel '26, figlio di quell'Alberto Cavaliere, calabrese, che ricordiamo scrittore spiritoso e fecondo, e della scultrice Fanny Kaufmann, nativa della Crimea, vissuto la giovinezza in Paris e poi formatosi in Milano, diplomato a Brera e stimato dai massimi nomi della cultura del secondo Novecento in Italia, titolare della cattedra di scultura in Brera dal 1970, presente in grandi rassegne nazionali, anche scenografo cinematografico e teatrale, ospitato nel 1992 nel palazzo Reale di Milano con una vasta antologica, Alik Cavaliere scomparve all'inizio del '98 nella città dove viveva.

A Verona nei grandi spazi della Galleria d'arte comunale sono stati esposti bronzi, anche di dimensioni ragguardevoli, soprattutto alberi, alberi alti e magri, quasi don Chisciotte della vegetazione, piante, e fiori alti come alberi; ed anche, in altri materiali, figure umane, per lo più parziali, gli uni e le altre talora racchiusi in grandi scatole di vetro; nonché ambientazioni, anche abitate, che richiedono la disponibilità di vasti saloni per essere ospitate. Il tutto, documentato in un voluminoso Catalogo édito da Marsilio (224 pagine in grande formato, s.i.p.) introdotto da Giorgio Cortenova curatore della mostra insieme con Patrizia Nuzzo.

In concomitanza, il pomeriggio dello stesso giorno dell'inaugurazione, si sarebbe aperta in Verona nel comprensorio dell'ente Fiera la mostra "ArtVerona", fiera d'arte moderna e contemporanea: per presenziare alla vernice e susseguente visita, appuntamento in piazza Bra dove un bus-navetta ci avrebbe condotti a destinazione. All'ora stabilita, nel luogo indicato, nessun rotabile è comparso, sì che dopo un quarto d'ora d'attesa ai giornalisti convenuti non è rimasto che andarsene per i fatti propri.

Nel museo di Castelvecchio, apertasi due giorni dopo, s'è tenuta una esposizione di dipinti, incisioni e disegni per l'architettura di Paolo Farinati, nato in Verona nel 1524 e vissuto nella sua città sino alla morte in età di 82 anni. Organizzata da Paola Marini insieme con Giorgio Marini e Francesca Rossi, la mostra, ordinata nel salone Boggiàn, allineava un numero assai limitato di opere, ma si faceva apprezzare anche per la cura e l'attenzione, la precisione e l'ordine, l'accuratezza dispositiva e la completezza descrittiva, per l'amore vorrei dire con cui è stata allestita.

Proponeva comunque più di duecento fra dipinti (grandi affreschi e tele), disegni, incisioni, sculture e materiali d'archivio, manifestamente suddivisi in sei sezioni: l'attività della bottega, i dipinti appunto, i disegni d'architettura, i disegni di figure, le incisioni, i cicli decorativi nei palazzi e nelle chiese di Verona e provincia: questi ultimi, nell'impossibilità di essere esposti, portati a cognizione dei visitatori per il tramite di un video. I disegni di figure umane erano stati concessi in prestito dal museo del Louvre.

Appena qualche sera prima, in occasione del concerto della Sinfonica di Mosca in sant'Anastasia (di cui riferimmo su "gli Amici della musica" di Torre del lago Puccini), s'era potuto ammirare nella basilica un affresco del Farinati: le cui opere presenti in palazzi e chiese di Verona sono elencate in un pieghevole mostratoci dalla Direttrice del Museo ma inspiegabilmente non incluso nella cartella stampa. Il Catalogo (Marsilio, 268 pagine in grande formato, s.i.p.), introdotto dai curatori della mostra nonché da altri studiosi, documenta in nero e a colori, nell'insieme e nei dettagli, tutte le opere esposte.

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