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In Verona la rivelazione di un grande pittore, Nino Paolo Perini,.....

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copertina Verona, 18 marzo 2015. – di Sergio Stancanelli

......e le immagini dalla California di un paesaggio italiano fotografato da Luigi Ghirri. Mostre d'arte.

Una piccola nota per la bella mostra di un grande pittore. Arrivai a Verona e mi vi stabilii a fine 1970 quando in veste di critico d'arte ero corrispondente di gran parte delle numerosissime riviste specializzate allora pubblicate in Italia. Nino Paolo Perini, pittore veronese, aveva appena lasciato per sempre la sua città e il mondo.

La grande esposizione dedicatagli nel centenario dalla nascita nella prestigiosa sede della Gran guardia in piazza Bra, allestita dall'Assessorato alla cultura del Comune per il tramite di Lucia Cametti presidente della 2ª circoscrizione, ha allineato nelle vaste sale al piano nobile del palazzo sessantacinque opere, per la maggior parte ad olio, dal 1935 al 1970, le quali rivelano l'importanza dell'artista, valente in tutti i generi pittorici, dalle figure ai ritratti, dai paesaggi ai fiori e alle nature morte. Era un'epoca in cui i pittori sapevano disegnare e dipingere, e sul piano tecnico il Perini si dimostra un maestro, come sul piano espressivo un poeta. Fra le tele, tutte impressionistiche con tendenza al realismo, fa spicco una "Madonna" futurista alla maniera di Renato Di Bosso. All'inaugurazione, il figlio con commosse parole ha ringraziato gli esponenti del Comune nella persona dell'allora vicesindaco Maurizio P. Gorlero per l'onore della retrospettiva: ma è il padre suo che onora Verona. La mostra, che meriterebbe d'essere resa itinerante, era corredata d'un grosso ed elegante Catalogo a colori (pagine non numerate) edito dal Comune, che riproduce tutte le opere esposte, con presentazione di Vera Meneguzzo e col riporto di recensioni d'epoca, fra gli altri dei cari amici e colleghi miei, anche loro da molti anni scomparsi, Jole Simeoni Zanollo e Carlo Segàla.

* * *

Veniva da Los Angeles dove ebbe il suo battesimo prima di avviarsi a girare tutto il mondo, la mostra "Il profilo delle nuvole" approdata in Italia ed ospitata negli spazi comunali del Centro internazionale di fotografia Scavi scaligeri in Verona. La genesi dell'esposizione, centonove inquadrature tratte dal libro omonimo uscito a fine 1989 per i tipi di Feltrinelli e andato sùbito esaurito, risale agli inizi di quell'anno, quando il gruppo Riello condizionamenti, nell'intento di promuovere la conoscenza del territorio padano, identificò nel fotografo emiliano Luigi Ghirri e nello scrittore valtellinese Gianni Celati due narratori, il primo dei quali per immagini, paragonabili ai letterati Giosuè Carducci per la Maremma, Gianni Stuparich per il Carso e Cesare Pavese per le Langhe. Nacque così il volume che s'è detto, il quale verrà poi ristampato per essere utilizzato quale Catalogo della mostra itinerante in giro per il mondo. Nel frattempo il Ghirri è scomparso – né in cartella stampa né nel catalogo vien precisato quando: se non erro, nel 1992 – . Autore di numerosi testi sulla fotografia, il fotografo, che fra le esposizioni ne annovera una nella galleria d'arte di Lanfranco Colombo (non è precisato in quale città: trattasi di Milano) presente alla vernice veronese, lavorò per la Consociazione turistica italiana (già Touring club), per la Biennale di Venezia e per la Triennale di Milano. Il Catalogo della mostra, grosso e di grande formato ma senza numerazione delle pagine, come già detto è costituito dal famoso volume dell'89 ristampato per concessione dell'editore. Le immagini, tutte a colori, sono di una bellezza incomparabile.

profilo delle nuvole

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