Depero pubblicitario e altre tre esposizioni nel Mart di Rovereto

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Depero pubblicitarioTrento, 8 aprile 2015. - di Sergio Stancanelli

Mostre visitate. Non per la prima volta nel Museo d'arte moderna e contemporanea di Rovereto s'allestirono, s'inaugurarono e si aprirono ai visitatori quattro esposizioni contemporaneamente, e non per la prima volta venne fatto di pensare all'impegno che organizzazioni del genere richiedono. Non per nulla accadde che in piena notte, telefonato all'addetto stampa Luca Melchionna nell'intento di lasciargli un messaggio sulla segreteria, sia invece lui a rispondere preso dal lavoro preparatorio. Le quattro mostre son dedicate a Fortunato Depero pubblicitario, all'arte russa dal 1950 al 2007, a maestri italiani del '900, e ad una giovane promessa. Lo spazio disponibile per parlarne non rende giustizia all'interesse rivestito dalle esposizioni.

"Depero pubblicitario", ovvero da l'auto-réclame a l'architettura pubblicitaria, ha costituito un omaggio in gran parte inedito all'illustre artista futurista trentino, con l'esposizione di ben 364 fra olii, grafiti, matite colorate, chine, collages, nonché sculture e plastici d'architetture, destinati alla pubblicità di prodotti per fabbriche, officine, aziende, padiglioni fieristici, giornali, editori, e per il Regime fascista. Il materiale appartiene al lascito originario dell'artista al Comune, e troverà sede definitiva nel museo Depero che verrà riaperto due anni dopo. Il catalogo Skira di Milano, del peso di alcuni chili, conta 464 pagine in grande formato.

"Arte contro" è il titolo della seconda mostra, costituita da 1436 opere per la gran parte pittoriche d'una raccolta privata in deposito al Mart dal 2003. Si tratta di ricerche d'artisti russi dalla metà del secolo scorso in poi, fra cui alcune titolate "Senza titolo", in realtà scorci di gulag dovuti ad autori confinati in Siberia dal combattente per la libertà Giuseppe Stalin. Il catalogo Skira, che riporta oltre alle opere esposte anche i ritratti fotografici degli autori, conta 416 pagine in formato grande.

"Maestri del '900" è una collezione privata che comprende 50 opere pittoriche di grandi o comunque noti autori italiani come Federico Zandomeneghi, Gino Rossi, Pio Semeghini, Pompeo Borra, Carlo Carrà, Felice Casorati, Virgilio Guidi (ante essenzialismo!), Mario Sironi, Massimo Campigli, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Filippo de Pisis, Mario Tozzi, Giorgio Morandi (che titola "Natura morta" una composizione d'oggetti), dei futuristi Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e Ardengo Sòffici, sculture di Marino Marini e Arturo Martini, due cose di Lucio Fontana e (fuori catalogo) Alberto Burri, e gli stranieri Gustav Klimt e Vasilij Kandinskij. I nomi bastano a testimoniare l'importanza o comunque l'interesse della raccolta. Il catalogo Skira, sempre in grande formato, è di 142 pagine.

Infine, il Mart ha dedicato un quarto dei suoi vasti spazi al 1° e 2° piano (il 3° è consacrato alle esposizioni permanenti) alla giovane fotografa tedesca Ricarda Roggan, della quale, nell'ambito d'un programma "Giovani nel futuro" (titolato in inglese perché fa più chic), sono esposte gigantografie d'un ambiente scalcinato, stampe di ambienti ammobiliati, ed altre di mobili cellophanati. Il tutto nella eventualità che un domani l'autrice diventi famosa: del che non ci sarebbe da stupirsi, considerato l'andazzo dell'"arte" contemporanea, che vede promossi a genii due turlupinatori quali il Fontana e il Burri. Il catalogo Skira, questa volta in formato opportunamente ridotto, conta 94 pagine.

Depero ritratto

Depero pubblicitario e altre tre esposizioni nel Mart di Rovereto