Con la commedia “Tre sull’altalena” di Luigi Lunari

Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Luigi LunariVerona, 31 maggio 2015. - recensione di Vice p/c di Sergio Stancanelli

il "Laboratorio minimo teatro" di Ascoli Piceno ha presentato a Verona il quarto spettacolo per il premio Tòtola 2015.

Esattamente quattro anni e mezzo addietro la commedia "Tre sull'altalena" di Luigi Lunari veniva rappresentata nel teatro Nuovo di Verona per iniziativa del regista Andrea de Manincor, anche interprete, e la recensione a firma del cronista compariva sul quotidiano "gli Amici della musica" di Torre del lago. Questa volta la messa in scena ha luogo nel teatro Camploy ed è dovuta al regista Mario Gricinella ed alla compagnia del "Laboratorio minimo teatro" di Ascoli Piceno con gli attori Roberto Paoletti, Giovanni Filipponi e Pino Prosciutti nonché Daniela Mancone che fa la sua apparizione nel finale.

La durata della rappresentazione è la medesima, un'ora e mezza, anche se anziché come atto unico il lavoro viene suddiviso in due quadri. Per darne relazione attingo agli appunti rilasciatimi dall'incaricato Francesco Coluccino, intervenuto per mio conto insieme con il figlio Diego. Dico appunti, ma in realtà la recensione è bell'e fatta. L'autore, scrive il recensore, crea il pretesto per raccontare l'incontro di tre uomini, un commendatore, un capitano e un professore, i quali per ragioni diverse vengono a trovarsi nel medesimo luogo: il primo per un incontro galante, l'ufficiale per trattare l'acquisto di materiale bellico, l'intellettuale per ritirare le bozze di stampa di un suo libro. Un allarme antinquinamento impedisce ai tre di uscire, costringendoli a trascorrere la notte insieme.

Non hanno nulla in comune, ma che altro possono fare se non chiacchierare? Non avendo nulla da dirsi, scivolano nei temi banali e pur fondamentali dell'esistenza: il mistero della vita e della morte, il libero arbitrio, le ricerche della scienza che non approdano a una verità obiettiva, il contrasto fra la ragione e la fede. Da una divagazione all'altra, le considerazioni finiscono per transumanare e spiritualizzarsi, sino a che la stanza diviene un luogo diverso per ciascuno di loro, e per tutti una sorta d'anticamera per un improbabile ma possibile aldilà. Ne sortisce la rivelazione delle loro insicurezze, e i dubbi, le incertezze, le ipotesi si fanno paura. Al mattino, l'arrivo della donna delle pulizie riconduce alla realtà quotidiana.

L'interpretazione è ottima e la regia accurata in una scenografia semplice che avrebbe potuto avvalersi, nel procedere della vicenda, di successivi graduali effetti speciali. I dialoghi fanno sorridere ma anche pensare, e il pubblico è molto attento a non perdere una battuta. A giudizio del mio inviato, "Tre sull'altalena" è sino a questo momento il migliore spettacolo della Stagione. Ricordiamo che Luigi Lunari, milanese, giurista, oltre che drammaturgo è compositore musicale. A me è simpatico perché autore di "Elogio della recessione" e di "La democrazia è da buttare". In margine annoto che anche questa volta la richiesta di una foto della rappresentazione non ha avuto esito.

Con la commedia “Tre sull’altalena” di Luigi Lunari