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Processo ad un omosessuale

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Programma di sala LA COSTRUZIONE (cartolina 10x15)Verona, 8 giugno 2015. – recensione di Sergio Stancanelli su relazione di Diego Coluccino

Nel teatro comunale Camploy di Verona, ultimo spettacolo in gara per il "premio Giorgio Tòtola" 2015. Da un fatto vero del 1883, un dramma di R. Russo inscenato da Sara Pane per una compagnia di Latina.

Piotr Ilich Ciajkovskij compose due Sonate, ambedue per pianoforte: l'una, in sol magg., celeberrima, detta "la grande", nel 1878, pubblicata l'anno appresso con numero d'opera 37; l'altra, in do diesis min., giovanile, nel '65, pubblicata postuma nel 1890 come op.80. Il nostro incaricato Diego Coluccino riferisce che la scena si apre con una Sonata del compositore russo.

Sennonché sul programma di sala, ch'egli stesso ci ha procurato e che solo con l'ausilio di una potente lente d'ingrandimento siamo riusciti a leggere (che senso ha fornire agli spettatori un testo in caratteri così piccoli che nessuno riesce a leggere?), viene affermato che i brani sono quelli composti dal Ciajkovskij per Romeo e Giulietta, che com'è noto è un poema sinfonico, anzi, come lui lo definì, una ouverture-fantasia, cioè una composizione per grande orchestra sinfonica. Il nostro inviato attesta che la musica era pianistica, e a questo punto non ci resta se non ipotizzare che si trattasse di una trascrizione della ouverture – frequentemente usata anche in forma di balletto – . In effetti, della partitura esiste una trascrizione in si min. per pianoforte, dovuta ad Emil Naumoff.

L'argomento di questo spettacolo – titolato "La costruzione", dramma più che commedia, – è stato già da noi esposto in sede di presentazione della Rassegna. Dobbiamo ora precisare che, dei due imputati di atti contrari alla decenza pubblica, uno solo compare sul palcoscenico, impersonato da Cristian Mirante, mentre Roberto Becchimanzi interpreta l'avvocato difensore. Marina Casaburi infine è una candida e tenera rappresentante del pubblico, voce del popolo e dell'opinione popolare.

Banale e spesso non inserita nella vicenda la ritiene il nostro rappresentante, il quale definisce invece perfettamente adeguati i due interpreti maschili, e giudica il lavoro, del quale è autore un Roberto Russo di cui nulla sappiamo e nulla ci vien detto, il migliore della Rassegna. Devo aggiungere che del medesimo avviso non sono altri spettatori, ai quali lo spettacolo non è piaciuto. La messa in scena è dovuta alla compagnia Luna nova (sic sul programma di sala: Luna nuova secondo il pieghevole della Rassegna curato dal Comune) di Latina. Regia di Sara Pane attenta e verosimilmente coinvolta. Pubblico scarso. Nella consueta latitanza di una fotografia della serata che avevamo richiesto, pubblichiamo l'illustrazione che figura sul programma.

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