Alla commedia presentata dalla compagnia delle Muse di Cremona il premio Giorgio Tòtola

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Premiazione rassegna  Giorgio Totola 2015Verona, 13 iugno 2015. - recensione di Raffaele e Diego Coluccino p/c di Sergio Stancanelli

Fuori concorso poesie di Berto Perotti musicate da Massimo Totola ed interpretate coreograficamente. Conclusa in Verona la XIII edizione della rassegna teatrale di autore italiano contemporaneo.

La rassegna 2015 per il XIII premio Tòtola si è conclusa a Verona nel teatro Camploy la sera di sabato come previsto con la premiazione dei vincitori seguita da uno spettacolo offerto dalla compagnia che porta il nome del regista scomparso.

Iniziata verso le ore 21 nell'attesa dell'arrivo di tutte le compagnie di prosa partecipanti, che provenivano come a suo tempo reso noto da Cremona, Brescia, Ancona, Ascoli Piceno e Latina, la serata è stata aperta dalla direttrice del teatro, dottoressa Paola Bonfante, cui ha fatto sèguito il presidente della giuria professore Giuseppe Liotta, docente in Bologna di Discipline arte musica spettacolo. Il pubblico presente, in verità non folto quanto la serata finale avrebbe lasciato prevedere, ha faticato non poco a seguire il dire dei dicitori, forse emozionati ma comunque noncuranti che le loro parole giungessero chiare e comprensibili agli spettatori. Questa è una ragione per cui la presente cronaca vede la luce con ritardo, essendosi dovute effettuare ricerche per appurare dati e nomi, tenuto conto che nessun verbale di giuria è stato consegnato ai giornalisti, contrariamente a una prassi universale. Qualcuno della giuria ha auspicato per la prossima edizione un po' meno pessimismo nella sostanza dei lavori. Il cronista auspica una qualche partecipazione anche dal meridione e dalle isole.

Tralasciamo i discorsi d'occasione per venire sùbito al sodo. Da una giuria di esperti i cui componenti non sono stati resi noti a meno ché non ci siano sfuggiti, migliore attrice è stata dichiarata Emanuela Soffiantini per la sua incisiva vivacità in "Gente di facili costumi", e migliore attore Roberto Becchimanzi bravo nell'interpretare in "La costruzione" l'idea d'una giustizia ignara della realtà della vita. Miglior testo quello di Roberto Russo, compagnia Luna nova (non nuova) di Latina, miglior regista Angelo Longoni per "Xanax" (teatro Claet di Ancona), ed infine migliore spettacolo "Gente di facili costumi" messo in scena dalla compagnia delle Muse di Cremona. Nessuna menzione per "Alcesti" del Raboni, gruppo La betulla di Brescia, cui il cronista ovvia citandolo come può.

S'è avuta anche una seconda giuria, costituita da studenti dell'Università veronese coordinati dal giornalista Renzo Allegri, che ha premiato "Tre sull'altalena" come spettacolo migliore tanto per il testo quanto per la regia. Della cerimonia è reperibile una breve e parziale cronaca in Internet, dove, oltre a errori di grammatica, di punteggiatura e refusi, si legge che «alla fine (i due) capiscono alla fin fine», e che «il finale li vede riconciliati in un happy end»: certo sarebbe stato disdicevolmente autarchico scrivere un lieto fine.

Alla premiazione ha fatto seguito il preannunciato spettacolo di parole e musica "... e poi crebbe l'erba", un «reading» secondo il pieghevole della rassegna, «Reading» secondo il programma di sala della serata, e però tutto in lingua italiana.

Si è trattato di un omaggio al dottore Berto Perotti, cui porto rispetto per avere poco più che ventenne rifiutato di iscriversi al Partito fascista. La sua posizione antigovernativa non lo privò tuttavia del passaporto, e nel '37 il sovversivo emigrò in Germania, precisamente a Düsseldorf (non «Dusserdorf») e Dresden, dove il regime nazista non gli impedì di stabilire contatti con ebrei e con oppositori del regime hitleriano. Rientrato in Italia dopo il voltafaccia dell'8 settembre, s'inserì nella resistenza, ma arrestato meno di due mesi dopo trascorse il resto della guerra nel campo di concentramento di Bolzano, da cui sano ed indenne fu liberato il 25 aprile 1945, per divenire assessore nella giunta comunale di Verona.

Le sue poesie sono state lette, dal principio in modo comprensibile ma nel prosieguo troppo velocemente, da Massimo Totola, incurante di non ricreare né col tono né con l'espressione le immagini evocate dalla realistica e pur fantastica scrittura dell'autore.

Le musiche, composte dallo stesso Totola, anche interprete vocale e chitarrista, con Fernando Bustaggi altro chitarrista, Emiliano Peretti fisarmonica e Zeno Fatti tromba, un po' alla maniera dei trovieri francesi e dei cantastorie nostrani, aiutano i ricordi e le rievocazioni. Del tutto avulse invece da ogni tentativo d'interpretazione descrittiva le coreografie dovute a Maria G. Gardoni e a Francesco Paoletto, che per altro ne sono interpreti bravini. Alle 22,45 tutti a casa.

facciata programma di sala 6.6.15

Alla commedia presentata dalla compagnia delle Muse di Cremona il premio Giorgio Tòtola