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70-composizioneRicordando Piero Ottone

Verona, 27 maggio 2017. - di Sergio Stancanelli

Il mio primo contatto con Piero Ottone ("Trentino libero" 9 marzo 2016 e 17 aprile 2017), che tenevo in alta stima in quanto era stato direttore del più importante quotidiano italiano, risale a qualche decennio addietro, e fu epistolare. Io scrissi a "il Venerdì di Repubblica", con poche righe battute a macchina, per segnalare un errore, e mi rispose personalmente lui, con una breve lettera scritta di suo pugno, segnalandomi un errore nella mia lettera... e commettendone un altro. Da parte sua era abituale la segnalazione di errori altrui nella rubrica "Vizi e virtù" che dopo il suo pensionamento intratteneva appunto su "il Venerdì". Ho sott'occhio il suo articolo in data 24 marzo 1999 titolato "Ma quanti errori..." e quello del successivo 9 aprile con titolo "Libertà di e-mail". Il vizio di rilevarli, io, che ne ero infastidito, l'avevo da un pezzo, ed ero solito annotarli a matita sul bordo dei libri che leggevo: e finii per segnalarli nelle mie recensioni.

Son passati gli anni, son cessate le nostre collaborazioni, ma io non ho cessato dal prendere appunti (né aveva cessato lui) in omaggio alla mania di far giustizia di refusi e soprattutto di errori, nell'illusione che i reprobi si ravvedano e che refusi ed errori scompaiano dai testi più o meno letterarî di giornali e periodici, e soprattutto dei libri, i quali rispetto agli organi emerologici hanno ben più lunga vita. Eccone un elenco, che mi dà la soddisfazione di ripristinare il corretto, e che probabilmente passerà del tutto inosservato presso i rispettivi autori ed i relativi responsabili della pubblicazione, e da cui quindi non conseguirà alcun miglioramento dell'italiano parlato e scritto presso giornalisti e lettori.
Procediamo in ordine cronologico, e cominciamo proprio da "il Venerdì". "Così Mahler dà voce alle voci della Natura": «La ristampa della registrazione di Das Lied von der Erde (Il canto della Terra) di Gustav Mahler diretto nel 1952 da Bruno Walter con i Wiener Philarmoniker... ». A Philharmoniker manca una h. Lo stesso errore si riscontra nella didascalia alla copertina del disco.
"dossier il Venerdì": titolo «Vendesi tesori». Soggetto al plurale vuole il verbo al plurale.

"Seven", pagina di pubblicità Seven salotti: «Ci sono momenti in cui si é felici di avere in casa un divano Seven». Il verbo è vuole l'accento grave.

"La nobile arte del quartetto": «Ascoltai da loro (quattro ragazzi componenti il Kronos Quartet) Black Angels di George Crumb, oltre al Quartetto di Debussy, all'op.10 di Nebern... ». Qui gli errori sono probabilmente due: l'opera 10 di Webern non è per organico di quartetto d'archi, mentre op.10 è pertinente al titolo del Quartetto di Debussy. Comunque, l'autore è Webern, non Nebern.

"Quando Stravinskij sparlava di Wagner": «Ciò detto, il muoversi ad libitum che fu di Wagner, nel fasto della dècadence, fu altrettanto geniale». Décadence vuole l'accento acuto.

"Stravinskij, dispetto a Gide": «Nel gennaio 1933 Ida Rubinstein chiese a Stravinskij un balletto su testo di Andrè Gide». Il nome André vuole l'accento acuto.

"TeleVenerdì". «Rete 4, h 8.30, Domenica in concerto: Pelle'as et Me'lsande suite». Il titolo della suite di Gabriel Fauré è Pelléas et Mélisande.

Canale 5, h 1.05, "Il viaggio fantastico di Simbad", film con John Philipp Law. Il marinaio si chiama Sinbad, e l'interprete Phillip. Non è tutto: secondo le didascalie sull'emittente che lo mette in onda, il titolo del film sarebbe Il fantastico viaggio di Simba.

E dal genitore del settimanale, il quotidiano "la Repubblica". "Latinoamericando": «Gli afro-brasiliani Olodum per una gran festa della samba». Samba è sostantivo maschile.

"Serate musicali - Ministero delle attività culturali – Comune di Milano": «Pianista Marc-Andrè Hamelin». André vuole l'accento acuto.

Da "L'espresso". "Nuovo Otello": «José Cura è l'ultimo Otello. L'ha presentato Claudio Abbado nelle due recite dell'opera tenute al Regio di Torino con i favolosi Berliner Philarmoniker». Saranno favolosi ma si chiamano Philharmoniker.

Dagli errori alle affermazioni discutibili: "L'Arena". "Don Mazzi alla Fnac parla ai genitori e presenta il suo ultimo libro": «Lo spinello oggi? Macché disagio, è uno sfizio da ragazzi capricciosi». Ho già avuto occasione di annotare cosa penso di un sacerdote che intitola la propria rubrica "Sono mazzi miei".

Dalla carta stampata all'audio. Radio 3, "Novità in compact". Francesco Ermini Polacci a Gian Andrea Lodovici: - ... la musica di Offenbach ha bisogno anche di un tono un po' così come dicevi te scanzonato... - . - ... tredici anni più tardi, ricordavi te giustamente, West side story... - .

Dagli errori di grammatica all'incompetenza culturale proprio nel settore in cui si opera. Radio 3, Fabio Cifariello Ciardi intervista la critica musicale del quotidiano "Il giorno", la quale dice: - Alla Scala, Manuel Barrueco ha suonato pezzi d'un americano, un certo Lou Harrison - . Il suo interlocutore allora sornionamente le tiene una breve lezione sul compositore americano, tutt'altro che sconosciuto (il cronista ne possiede diversi dischi dai primi anni Cinquanta del secolo scorso).

E dall'audio al video. "Bernstein racconta la musica, 17". A. Marsili: - Temo di dover scendere in dettagli tecnici, ma sono certo non vi spiacerà - .

"The flying circus" dei Monthy Python: – Sono terribilmente spiacente, in effetti non è la partita del giorno - .

"Partitura mortale", film: - Spiacente, amico, non posso aiutarti - .
- Mi spiace, non posso farci niente - .
- Le spiace se le dico una cosa? - .

"Un tram chiamato desiderio", 1951: - Mi spiace sia accaduto proprio oggi che è arrivata - .

"Addio alle armi", 1957: - Dobbiamo andare, cara - . – Va bene, prima te – .

"Il magnifico cornuto", 1964: - Ma dico, sei stato te che me l'hai proposta - .
- Cosa dovevo dirci io, è due mesi che mi faceva il filo - .

"Silkwood", 1983: - A me mi sembra un cadavere - .
- E porta quel giornalista del New York Times - . – Sei pronta a parlarci? – .
- Ti sei messa la mia maglietta - . – A te non ti serve – .

"Ciocccolato bollente", 1988: - Le posso assicurare che sono lì dentro, sono davvero spiacente - .
- Eh... mi spiace... - . – Dia qui, imbranato – .

"Intrighi e piaceri a Baton Rouge", 1988: - Deve firmare un familiare o un amico, se non le spiace - .

"Point break", 1991: - Mi spiace, Johhny, tu non sei promosso presidente - .

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