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Prodezze Rai e dintorni

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RAILingue italiana e straniere approssimate, ed errori, negli annunci, nei dialoghi e nelle didascalie

Verona, 5 giugno 2017. - di Sergio Stancanelli

Devo ammettere che in questi giorni, dopo i miei ultimi articoli con cui denunciavo le titolazioni in lingua inglese dei programmi televisivi ed invitavo gli spettatori a non assistervi (vedo dai dati d'archivio che il numero dei miei lettori ha superato i mille per certi articoli), i titoli in inglese sono fortemente diminuiti.

Non m'illudo che ciò sia dovuto ai miei interventi, infatti m'aspetto che con la prossima statistica il numero torni a salire, confermando in tal modo la casualità della precedente diminuzione: ma ne prendo atto, comunque. Ecco di sèguito i titoli di cui si tratta rilevati ultimamente sino ad oggi. Rai 2: Coca cola onstage awards, Hawaii five-o, Ncis, Elysium. Rai premium: Blue bloods, Two lives. Tv 2000: Soul, Il post. Tele pace: Block notes. Ai titoli in inglese degli spettacoli s'aggiungono quelli della pubblicità. TeleArena: Protector system. Tv 7: To.ny project.

Rimpinguo l'articolo trascrivendo le annotazioni che rilevo da alcune registrazioni a suo tempo effettuate, tanto dalla televisione quanto dalla radio. Rai 1, presentazione d'un Concerto di capodanno da Vienna. Con dire saccente, rendendoci partecipi di quel che pensa, e frammezzo a continue risatine, la presentatrice ci fa notare che «fiori vengono offerti alle signore perché, dovete sapere, il viennese è molto cavaliere». Dal video si constata come i fiori vengano offerti a tutti gli spettatori, tanto donne quanto uomini. Nel corso del concerto veniamo informati che la "Mariana Polka" di Johann Strauss senior venne eseguita la prima volta l'1 luglio 1815 (vale a dire quando l'autore aveva undici anni). Si trattava invece dell'anno 1845.

Restiamo in Rai passando alla radio. Radio 3, concerto bandistico. «Non si sa perché – dice il presentatore, - molto spesso i direttori delle bande sono privati del nome. Abbiamo cioè A. Vessella, P. C. Aghemo, A. Manfrin, ecc. Non si capisce perché i maestri di banda non debbano essere diciamo così gratificati anche con il nome di battesimo come si fa con i direttori d'orchestra. Ma andiamo avanti e ascoltiamo la marcia "Aquila"». Al termine dell'esecuzione: «Era la marcia "Aquila". In regia stanno venendo fuori del tutto indebitamente frizzi e lazzi perché secondo me la musica per banda è una musica seria». Mi pare che questa denuncia sia significativa dell'autentico ambiente culturale, se non della Rai, almeno di Radio 3.

"La pinacoteca vaticana", documentario della serie "Musei vaticani". Lettore Oreste Rizzini: legge Vincent Malo, pittore francese, così com'è scritto. «Questi angeli... sono raffigurati intenti a dar lode a Dio sonando strumenti dal timbro dolce e melodioso: pizzicano il liuto, soffiano nel flauto, percuotono il tamburo, agitano la tamburella...». A parte che la tamburella è strumento incognito agli addetti e ai non addetti, ch'essa e il tamburo possan essere melodiosi è opinione quanto meno originale. E non è tutto: «... alla Madonna vassilìssa, cioè regina...». Vassìlissa (lo scrivo in caratteri latini), in greco «regina», ha l'accento sulla seconda sillaba, non sulla terza.

"Musica nuova in Sicilia", presenta Gianni Minà. – E numerose istituzioni locali, fra i quali... – .

Al termine d'un programma di Gabriele La Porta con al centro Enzo Siciliano - come di consueto fuori programma e che fa saltare la terza puntata di "Tutto Buzzati in tv" prevista alle ore 3.15 e vanamente attesa a quell'ora notturna dai telespettatori che avevano visto la prima e la seconda - , entra Serafino Fiore del bar di Teulada con una torta su cui campeggia la scritta «Chè la Primavera faccia fiorire nuove puntate».

Concerto del quartetto di violoncelli Casals dal palazzo della Cancelleria in Roma. Didascalia: «Riprese della suadra esterna» (per squadra).

"I giganti della montagna", dalla valle dei templi di Agrigento. Didascalia: «"Plaisire d'amour" di Federico Amendola è cantata da Cristina Iannicola» (per Plaisir).

"Colpi di timone", commedia di Enzo La Rosa interpretata dalla compagnia comica Govi. Didascalie iniziali: tra gli attori Mirya Selva e Ariano Praga; didascalie finali Miriam Selva e Adriano Praga. Non menzionato l'attore Luigi Dameri interprete del professore Brunelli; non si sa chi sia il regista, né lo scenografo, arredatore, costumista, luci, ecc. La segretaria è «la segrataria».

"Commedia senza titolo" di Anton Cechov, prove nel teatro Carignano di Torino. Didascalia: «... sarà in tournèe nella stagione... » (per tournée).

"Aida", opera di Giuseppe Verdi dalla Scala di Milano. Didascalie: direttore Lorin Maazel, maestro del coro Giulio Bertola (ma non son menzionati né l'Orchestra né il Coro!).

"La cenerentola", opera di Gioachino Rossini da Houston. Didascalie del canto: «E allora stai fresca davvero» (starei).

Rete 4, "Sinfonia n. 7" di Beethoven con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti. Presentazione: «La prima esecuzione avvenne l'8 dicembre 1813», contemporaneamente sullo schermo
appare la didascalia «I esecuzione 8 dicembre 1812». ( E' giusta la dizione verbale. )

E' in programma "Titanic" di Jean Negulesco, 1963, e senza nessun annuncio va invece in onda "Ero uno sposo di guerra" di Howard Hawks, 1949. Secondo Rete 4 che lo trasmette si tratta di "Cara mamma, mi sposo" (ch'è un film di Chris Columbus del 1991).

Una didascalia su Italia 1 ci informa che dopo la pubblicità potremo assistere al film "Getway" (il titolo è "Getaway").

Dalla televisione al cinema, con un telefilm di produzione Rai, "Il taglio del bosco" di Vittorio Cottafavi, 1963. Grammatica italiana: – E te non mi dici niente? vieni qui, dammi un bacio –. – Dì alla mia sorella... digli che mi dispiaceva lasciar solo Fiore – .

"Idolo infranto", film di Carol Reed, 1948. Interpreti: Bobby Henrey nella parte di Philipe (Philippe); didascalie iniziali Joan Young, didascalie finali Jan Young (il nome giusto dell'attrice è Joan).

"Giorno di festa" di Jacques Tati, 1949, originale parlato in francese. Didascalie in italiano: «Mi serve une firma».

"Napoleone" di Carlo Borghesio, 1952. Didascalie: «Canzoni di Chioso Leo» (paternità omessa... Trattasi di Leo Chiosso).

"Affondate la Bismarck!" di Lewis Gilbert, 1960. Didascalia iniziale: «... al tempo della battaglia contro la Bismarch... ». (Bismark secondo i fratelli Morandini!)

"I delfini" di Francesco Maselli, 1960. Didascalie: «Pelliccie di Navarro». (Salvo qualche eccezione, le parole in –ia, al plurale perdono la –i- , non più necessaria per una corretta lettura.)

"Grisbi da un miliardo" di Charles Gérard, 1963 (1962 secondo internet ). Didascalia: «I due banditi sono morti nell'esplosione della loro auto sulla strada di Vicky» (Vichy).

"Operazione Crossbow" di Michael Anderson, 1965. Didascalie dei dialoghi: «Il Feuhrer è lungimirante» (Fuehrer) .

"Il pifferaio di Hamelin" di Jacques Demy, 1972. Annunciato con didascalia «Il pifferaio di Hamblin».

"La maman et la putaine" di Jean Eustache, 1973. Didascalie italiane : «... come se si potesse vedere lo stesso posso tremila anni fa... » (lo stesso posto).

"La marchesa von..." (La marquise d'O...) di Eric Rohmer, 1976. Didascalie: «"La marchesa von O..." dalla celebre novella "Die Marquise von O..." di H. von Kleist diretta da Eric Rohmer»...

"Roger & me" di Michael Moore, 1989. Didascalie: «Questa roba la lascio qui. Verrano a prenderla» (verranno). «Strattati a Natale... » (sfrattati).

Dal cinema alla carta stampata, con i titolisti che non leggono quello che titolano, o non capiscono quello che leggono. "L'Arena", quotidiano di Verona, in prima pagina. Titolo: "Sbarca su Marte il minirobot che cerca la vita". Testo: «... il Pathfinder non è attrezzato per cercare forme di vita, ma solo per effettuare ricerche geologiche».

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