Brogli e tentativi d'imbrogli alla RAI

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Ritaglio del quotidiano  L'Arena del 14 aprile 1997A proposito di scandali nella Repubblica italiana.Sono a ripetizione e costituiscono una prassi

Verona, 26 settembre 2017. - di Sergio Stancanelli

Ho già raccontato, per i giovani e per gli immemori, lo scandalo di "Lascia e raddoppia", la trasmissione condotta or sono diversi decenni da quel Mike Bongiorno che durante la guerra parlava contro di noi da La voce dell'America e che dopo la guerra venne in Italia ad imperare nella Rai.

Era concorrente una certa Paola Bolognani, bella giovane esperta di gioco calcistico, che, assurta a beniamina del pubblico, la direzione del servizio pubblico aveva deciso di far vincere.

Alla trasmissione finale, che prevedeva due domande, la concorrente diede alla prima domanda una risposta che nulla v'aveva a che fare. A questo punto, in base al regolamento («la prima risposta è quella che vale»), il conduttore avrebbe dovuto licenziare la concorrente. Reagì invece col dire «ma no, cosa dice, ci pensi bene, ci pensi meglio», consentendole una ulteriore risposta, che fu quella giusta. Dopo di che, il Bongiorno pose la seconda domanda, la cui risposta era precisamente quella che la Bolognani aveva dato per prima. Fu così palese, in tutta l'Italia, che il gioco era addomesticato: alla concorrente erano state fatte imparare a memoria le risposte, e la bella oca le aveva invertite.

Ma il caso non rimase isolato, ed anzi ebbe, a quanto risulta, reiterate repliche. Estraggo dal quotidiano "l'Arena" del 14 aprile 1997. «Roma. Cento milioni in palio. Il sogno di migliaia di famiglie davanti alla tv. Eppure qualcosa non è andato per il verso giusto. In casa a "Domenica in", nel momento tanto atteso del quiz sui personaggi dello spettacolo, il concorrente di turno è stato talmente preso a benvolere dalla fortuna... da riuscire a prevedere la terza domanda che gli sarebbe stata posta e a dare alla seconda domanda quella che avrebbe dovuto essere la risposta alla terza. Sicché la conduttrice Mara Venier, dopo un momento di imbarazzo, mentre cominciavano a scorrere i titoli di coda, «qui c'è qualcosa che non va» si è affrettata a chiarire: ha chiesto che «sulla vicenda sia fatta chiarezza», e ha deciso di rivolgersi alla polizia. «E' uno scandalo, ed è legittimo domandarsi se una cosa del genere non sia già avvenuta in precedenza». Una bella gatta da pelare, per la tv di Stato, che già cinque anni or sono si trovò in una situazione simile. Allora alla conduzione si trovava Enrica Bonaccorti, il programma era "Non è la Rai", e una signora anticipò la soluzione prima che le fosse stata posta la domanda.»

Ma il redattore di questa notizia che rilevo dal giornale veronese, ha dimenticato – o forse, troppo giovane, ignora – l'ulteriore caso precedente, quello del programma del Bongiorno. Insomma, alla Rai si broglia e si tenta d'imbrogliare il pubblico con prassi costante. La giustizia che dovrebbe vegliare sulla correttezza di quanto avviene in questa Repubblica, cosa ne dice?

Brogli e tentativi d'imbrogli alla RAI