Competenza e professionalità

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Logo Radiocorriere TVCome non invogliare il musicofilo.Il "Tv Radiocorriere" e i programmi musicali

Verona, 13 dicembre 2017. - di Sergio Stancanelli

Il "Tv Radiocorriere", nelle pagine che precedono i programmi televisivi della giornata, pubblica le trame di un certo numero di film. Sul numero che ho sott'occhi, "Cento uomini e una ragazza", un soggetto musicale del 1937 per la regia di Henry Koster, vede ripetuta la propria trama nella pagina dei programmi (Rete 4), dove si legge: « ... con Deanna Durbin e Adolphe Menjou. Un'orchestra di cento professori restano (sic) all'improvviso senza lavoro. Ma ... ». A parte il fatto che quei cento strumentisti sono disoccupati da anni (il trombone dice «da due anni»), i puntini di sospensione dovrebbero invogliare i teleutenti a scoprire come la faccenda vada a finire assoggettandosi a visionare il film (alle ore 4.20 della notte). Penso che il teleutente non estraneo ad interessi culturali sarebbe stato maggiormente invogliato se di séguito a quel «Ma» avesse potuto leggere «una ragazza riesce a convincere Leopold Stokowski a dirigerli». Sì, perché fra gli attori trova posto in primo piano il celeberrimo direttore d'orchestra, il cui nome spicca per primo nei titoli di testa, mentre sul "Tv Radiocorriere" non è neppur citato fra gli interpreti, limitati ai due che s'è detto. E' evidente che il redattore dell'informazione ad uso dei lettori, Leopold Stokowski non l'ha mai sentito nominare, e ritiene che i nomi di Deanna Durbin e di Adolphe Menjou costituiscano una ben più efficace attrattiva.

Nel corso del film, il maestro Stokowski dirige la propria orchestra (non menzionata, ma si tratta della Philadelphia, scusate se è poco) nel finale della "Quinta" di Ciajkovskij, nel preludio al 3° atto dell'opera "Lohengrin" di Wagner, nell'Alleluja dal mottetto "Esultate" di Mozart, nel brindisi Libiamo da "La traviata" di Verdi, per citare solo i pezzi sommariamente indicati nel titoli di testa (vi sono inoltre la Marcia ungherese da "La dannazione di Faust" di Berlioz e, in una strumentazione per grande orchestra sinfonica, il canto popolare "Perché è un bravo ragazzo", oltre alla "Toccata BWV 565" di Bach suonata al pianoforte dallo stesso Stokowski, e senza considerare un valzer per soprano e pianoforte di Frederick Hollander). Infine, il grande maestro dirige l'"Orchestra dei disoccupati" (Unemployed Orchestra) nella "Rapsodia ungherese n.2" di Liszt. Il soggetto è delizioso ed è svolto in maniera coinvolgente, ma ciò che voglio sottolineare è l'inadeguatezza dei testi di presentazione sul settimanale che una volta fu il prezioso organo d'informazione della Rai («Un settimanale inutile» secondo la presuntuosa incompetenza dell'allora Presidente dell'ente), testi che ignorano come il valore del film sia accentrato nelle pagine musicali, che costituiscono un vero e grande concerto sinfonico, eseguito dall'orchestra sinfonica all'epoca più quotata nel mondo, sotto la bacchetta del direttore all'epoca più famoso nel mondo.

Per la cronaca, la durata del film è denunciata in un'ora e ventiquattro minuti, e lo spazio che la programmazione gli riserva è di un'ora e dieci minuti. Forse si faceva affidamento su l'intervento del mago Merlino.

Ancora dallo stesso settimanale, segnalo, per "Satellite classica", "Sinfonica: Handel" (anziché Haendel) e "Camera: Listz" (anziché Liszt). La perla più bella si ha per "La musica di Raitre", con «dal teatro Comunale di Firenze L. Bernstein "Candide" ouverture A. Dvorak», cui già ho accennato in "Rassegna stampa" ("Trentino libero" 8 dicembre 2017). Che cosa diamine significa la frase così concepita? del Bernstein l'ouverture dall'operetta "Candide", e del Dvořák (scritto oltretutto in modo quanto mai scorretto) cosa?? Il testo di presentazione in alto nella stessa pagina ce lo spiega: «dal teatro Comunale di Firenze "Concerto in si min. op.104 per violoncello e orchestra" di Leonard Bernstein». Il titolo recita "Firenze suona Bernstein". Col "Concerto" in questione (di cui non ci si dà neppure il disturbo di far noto chi sia il solista) Bernstein non ha nulla a che fare: l'autore è, per l'appunto, il Dvořák. Tutti lo sanno: esclusi i redattori del "TvRadiocorriere", i quali, c'è da credere, per le bestialità che scrivono, e che vengono stampate, ricevono un lauto compenso.

Nell'inserto "in Radio" si legge: «Domenica in concerto teatro Carlo di Genova». In Napoli c'è un teatro San Carlo, e in Genova c'è un Carlo Felice: un teatro Carlo esiste solo nell'ignoranza dei redattori del settimanale e nell'assenza – illo tempore necessario – d'un correttore di bozze.

Sempre "in Radio", inserto del "Radiocorriere", annuncia in diretta da Salisburgo un concerto dell'Orchestra di Vienna con musiche di Benjamin Britten, Leonard Bernstein e Alexander Zemlinsky dirette da Dennis Russel (con una -l-) Davies con la partecipazione del soprano Solveig Kringelborn, del contralto Hanna Schwarz e del baritono Bo Skovhus. Le musiche sono rispettivamente la "Sinfonia da requiem", la "Sinfonia Jeremiah" e la "Sinfonia lirica": la prima per sola orchestra, la seconda per orchestra e soprano, la terza per baritono, soprano e orchestra. In nessuna delle tre partiture è prevista una voce di contralto. L'annuncio della programmazione è accompagnato da una fotografia del maestro Bernstein, nella cui didascalia il direttore diviene Russell (con due -l-), mentre l'Orchestra di Vienna diviene quella di Salisburgo.

All'ignoranza dovrebb'esser posto un limite, per lo meno nel campo specifico in cui si viene ad operare. Nella fattispecie la competenza musicale. In testa alle quotidiane programmazioni del Quinto canale della filodiffusione sul settimanale della Rai, si trovano degli spazi destinati ad essere utilizzati per illustrare nel dettaglio qualche trasmissione del giorno, come nel caso citato di "Firenze suona Bernstein". Vi si leggono sciocchezze inaudite, come nel citato caso del "Concerto per violoncello" del Dvořák attribuito al Bernstein. Tempo prima, una "Sonata" di Anton Rubinstein, compositore del secolo XIX, veniva attribuita ad Arthur Rubinstein (con tanto di fotografia), pianista del secolo XX – che, per inciso, non risulta aver mai scritto una nota – .

Il 15 novembre 2003 si replica. A parte il titolo balordo ("Gara di bravura"), i "6 Pezzi caratteristici" di Anton Rubinstein vengono attribuiti ad Arthur Rubinstein (con tanto di fotografia).

Lunedì 13 ottobre stesso anno un "Divertimento" a tre di Joseph Haydn per barytòn (strumento musicale), viola e violoncello, viene presentato con l'organico di barìtono (cantante), viola e violoncello, e il suonatore del baryton Jörg Eggebrecht viene spacciato per baritono.

Vi sono tanti mestieri che, a questo livello di competenza musicale, uno può fare: il tranviere, il pizzicagnolo, l'accalappiacani. Ma non certo scrivere di musica.

Dalla carta stampata al video e alla pellicola. Su Retequattro Angelo Foletto presenta la "Sinfonia n.5" di Antonín Dvořák (23 novembre 2003), leggendo il nome del compositore così come è scritto e con l'accento sulla -o-, «... fino a qualche anno fa - dice - , quando gli studiosi scoprirono le quattro Sinfonie giovanili che il compositore aveva distrutto... ». Il compositore le aveva ripudiate. Se le avesse distrutte non avrebbero potuto essere ritrovate.

Antonella Boralevi, conduttrice del programma "Gap" per Rai educational, dal Museo teatrale della Scala mostra al maestro Bruno Bartoletti «lo spartito» del "Don Giovanni". Ovviamente, si tratta della partitura. Poi rivolta a Cesare Romiti: - Alla Scala lei ci va spesso? e perché ci va? - .

Qualche giorno prima era andato in onda il film "La notte brava" di Mauro Bolognini, 1959 (dal volgarissimo romanzo "I ragazzi di vita" del Pasolini). Vi si ascolta la battuta «Che vuoi che ti metta? Una passacaglia di Albinoni?». Il catalogo dell'Albinoni non include alcuna Passacaglia.

E già che siamo nel cinema, godiamocene una panoramica. "L'avventura di lady X" (non figura sul Morandini) di Tim Whelan, 1938. - Parla col tuo avvocato - . - Ci ho già parlato - . – Parlaci di nuovo - .

"Il trionfo della vita" di Hamilton MacFadden, 1934. – Sono terribilmente spiacente, signor ministro - (dopo che lui le ha detto che è molto bella).

"La belva umana" di Raoul Walsh, 1949 (Morandini 1940). – Dì un po', di questo che chiami il Preda, puoi fidartene? - .

"La ninfa degli antipodi", di Mervyn LeRoy, 1952: - Ti ha rimesso in salute e di ciò ne sono felice - .
– Signor Olderman, sono molto spiacente (che significa «non piaccio»). Vada in tribuna e si sieda - .

"Scuola di spie" di Lewis Gilbert, 1958. - Bello fare il paracadutista - . – Affatto. Preferisco viaggiare su un treno - . «Affatto» significa «del tutto», affinché assuma il significato «per niente» deve essere preceduto da «niente».

"Il magnifico avventuriero" di Riccardo Freda, 1963. - Di questa storia del Minotauro ne riparleremo a Roma - .

"Ro.Go.Pa.G., 1963, episodio "La ricotta" di P. P. Pasolini. – Che cosa ne pensa della società italiana? - . – Che ne pensa della morte? - .

"Week-end a Zuydcoote" di Henri Verneuil, 1964. – Adesso vado a parlarci – (con quell'ufficiale).
– Tutti hanno capito tranne te - .

"La vendetta" ("Revenge") di Jud Taylor, 1971, versione a colori presentata da Alfred Hitchcock.
- Secondo me dovrebbe parlarci sùbito - (con l'agente che aspetta fuori).

"Basta che non si sappia in giro" di Luigi Comencini, 1976. - Vado a pigliare la pizza, che la vuoi pure te? - .

"L'ombra del testimone" di Alan Rudolph, 1991. – Beh, allora forse dovresti parlarci tu – (con Joyce).
- Senti quella, ci hai parlato? - . – Ma ora qualcosa è cambiato, non ci parla con suo marito? - .

"Gli amici morti di Isolde", telefilm della serie "L'ispettore Derrick". - E' Gerlinde. Parlaci tu - .

"Sull'orlo del precipizio", telefilm: - Vorrei almeno provare a parlarci - (con l'aspirante suicida).

"Supervarietà", Raiuno 9 agosto 2003, ore 20.50, la conduttrice: - Di questa cosa ne potremmo parlare anche in una puntata di "Amici" – .

Stesso spettacolo, la Carrà: - Vogliamo fare questo patto, metà del lavoro la faccio io, l'altra metà la fai te - .

Tg Canale5, 7 agosto 2003, corrispondente da Roma: - Li vedi in strada e sembrano stanchissimi. Poi ci parli e scopri che non hanno dormito per il caldo - .

Tg La7, Anne Treca: - Alcuni degli arresti sono coinvolti nel delitto Biagi - .

"Forum" 8 agosto 2003. Avvocato Tina Lagostena Bassi in veste di giudice: - ... dalla quale ogni usufruttuario può trarne ogni utilità... - .

"Forum" 28 ottobre 2003. Pasquale Africano: - No, non è quello che pensi te - . Litigante Donato Mercuri: - Non è quello che dici te - .

"Forum" 13 novembre 2003. Marco: - Come dicevi giustamente te ... - . – Questo aggeggio infernale che hai inventato te ... - .

"Forum" 2 dicembre 2003. Tale Andrea Di Tomassi, autore della recensione giornalistica di uno spettacolo contestata dall'autore recensito: - Io non capisco di spettacoli ma te nemmeno di giornalismo- .

"La prova del cuoco", Raiuno 4 settembre 2003. Lucia Colò presenta una concorrente «studentessa di medicina e di chirurgia». Due facoltà in una sola volta.

Retequattro 27 novembre 2003, trasmissione "Immagine". Emanuela Foliero: - I blue-jeans compiono centocinquant'anni. Comparvero infatti negli anni Cinquanta del secolo scorso - .

"Striscia" 1 dicembre 2003. Paolo Bonolis a Valerio Staffelli: - Per cui il tapiro te lo ritieni te - .

"Fabbrica", prosa: monologo di Ascanio Celestini, regia di Felice Cappa - Lo messero sotto terra - . - Ma, cara madre, dove sta Assunta, nessuno ci riusciva a parlarci - . – Diventa fascista pure te - . – Se gli avrebbe trovato un chiodo arrugginito l'avrebbe cacciato via per furto - . – Ti davano un pezzo con un disegno e te dovevi tirarci fuori le misure - .

Secondo "Il mattino" di Napoli, gli agenti spagnoli assassinati sono stati giustiziati (titolo su otto colonne in prima pagina).

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