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Virus automobilistico ad Aosta

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virus automobilisticoAosta, 26 gennaio 2016. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, un pericoloso virus automobilistico infetta un punto di Aosta: a duecento metri dalla rotonda dell'ospedale, percorrendo in salita viale Gran San Bernardo e sulla destra, poco dopo una curva, si trova un edificio a forma di "elle" adibito a consulenza assicurativa e dotato di un "parcheggino" interno di dimensioni sovente insufficienti. Tra i clienti di questa società vi sono troppi incivili sia nel parcheggiare, sia nell'uscire dal "parcheggino", per cui o i clienti o il personale della società dovrebbero utilizzare (mancando spazio per tutti nella sede) il nuovo parcheggio sotterraneo vicino alla rotonda dell'ospedale al fine di non farci scappare il morto. Parlo con l'esperienza di chi percorre ogni giorno e più volte, a piedi o in auto, il tratto di viale Gran San Bernardo prospiciente la società di consulenza.

Su mia segnalazione, la giunta Grimod fece piazzare otto pilastrini metallici sui bordi del marciapiede nel tratto a monte dell'ingresso all'edificio e uno a valle; questo per impedire a incivili di parcheggiarvi costringendo i pedoni a camminare sulla strada proprio in curva. Intervento insufficiente: alcuni incivili parcheggiano completamente sul marciapiede in altri punti dei due lati della strada. Ho sovente telefonato ai vigili, che solo raramente giungono a sanzionare i colpevoli: intristisce vedere persone con difficoltà deambulatorie costrette a spostarsi sulla strada quando vicino c'è ora un ampio parcheggio pubblico.

Aspetto ancora più grave: i clienti che, alla fannulloneria del non percorrere il breve tratto dal parcheggio interrato, aggiungono il non essere abbastanza svegli nel lasciare il "parcheggino": escono in retromarcia poco dopo la curva senza badare sufficientemente a chi arriva e non invitano (troppo complicato!) qualche operatore della sede assicurativa a uscire per controllare il momento giusto per lasciare il "parcheggino". Varie volte, salendo in auto, devo curvare a sinistra invadendo l'altra corsia, col rischio di scontrarmi con chi arriva in senso contrario, per evitare guidatori che escono con la testa nelle nuvole dalla sede assicurativa. Chi esce da quest'ultima dovrebbe salire lungo il viale fino a trovare un punto ottimale ove fare retromarcia, ma esistono incivili che escono dal "parcheggino" e sciorinano un tratto contromano in curva prima di prendere la corsia giusta verso la rotonda dell'ospedale.

Anche chi ha autorizzato il progetto di tale costruzione ha le sue colpe: con un terreno localizzato dopo una curva sulla trafficata strada statale in salita verso la Svizzera, doveva dare il via libera a una costruzione che prevedesse la "elle" non a monte ma a valle nel terreno posseduto e quindi con i transiti per e dal "parcheggino" più lontani dalla curva in quanto a monte della costruzione. Sarebbe positivo se l'amministrazione comunale intervenisse istruendo tale società sul dovere di disciplinare gli accessi ed educare i suoi clienti automobilisticamente incivili. O tale società di consulenza assicurativa spera che ci si rivolga a lei per stipulare polizze contro gli incidenti causati da suoi malaccorti clienti?

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