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Rovereto: Progetto bus idrogeno. Dati errati, strategia non chiara, nulla per altre alternative

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BUS IDROGENOTrento, 17 febbraio 2016. - di Michele De Luca

Stimato Direttore, sulla questione dei due minibus a idrogeno mi sono già espresso criticamente in passato, soprattutto sui costi (3 milioni per i due mezzi) e sull'impianto di rifornimento H2 di Panchià poi smantellato (1,5 milioni di Euro vaporizzati) che la dice un po' tutta sulla lungimiranza di quella scelta. Lo si fosse almeno realizzato presso un locale distributore di carburanti ricavando l'idrogeno dal metano, almeno oggi si avrebbe un distributore di metano in Val di Fiemme, di cui si è in attesa da ormai un decennio.

Ora s'apprende che si vuole proseguire con progetti ben più ambiziosi stando a quanto risposto dall'assessore Gilmozzi in Consiglio Provinciale qualche settimana fa. Alcuni aspetti mi lasciano però perplesso. In primis si è affermato che i minibus a idrogeno avrebbero costi di carburante pari alla metà rispetto a un veicolo a gasolio. Peccato che non sia così. Facendo un calcolo confrontando veicoli similari per tipologia e dimensioni, si scopre che i "costi di trazione" dell'idrogeno non sono la metà bensì quasi il quadruplo rispetto alle varianti a metano e a gasolio. Il dato del gasolio fornito appare invece quello di un normale bus diesel da 12 metri comprensivo dei costi di manutenzione.

Come si sia potuto fare un errore così marchiano indicando dati non comparabili, lo possono spiegare solo i diretti interessati.

Sui progetti futuri, leggo di una flotta di bus a idrogeno per Rovereto con annessa centrale di produzione e rifornimento di idrogeno. Tutto bello ma rimarrà da vedere cosa costerà il tutto al lordo dei contributi europei, che peraltro non sono più così generosi come negli scorsi anni e che quindi richiederanno fondi pubblici non esigui. Certo, è bello, anzi l'ideale avere bus e auto silenziosi e senza emissioni, ma si dovrebbero anche calcolare i costi mentre non si parla mai degli e-bus, bus solo elettrici a batteria. Fra l'altro per un bus H2 di 12 metri, come quelli che circolano a Bolzano, oggi per l'idrogeno si spende circa il doppio rispetto ad un bus a gasolio e quasi il triplo rispetto a un bus a metano.

Spero che si sia preso in considerazione questo dato perché altrimenti gli utenti del servizio pubblico ne risentiranno in futuro sul costo del biglietto stante i chiari di luna dei bilanci pubblici sempre più magri.

Ma, torno a chiedermi, come mai in Trentino, come altrettanto in Alto Adige, si sia totalmente dimenticata la mobilità ecologica di oggi rappresentata dal metano e soprattutto, a breve, dal biometano. Il tutto dimostrato dalla rete di rifornimento mai decollata con soli cinque (fra poco sei) distributori rispetto alle roboanti dichiarazioni di una decina di anni fa rimaste per gran parte sulla carta. Non saranno di certo una manciata di nuovi bus a metano a Trento a segnare una svolta, anche se sempre meglio della scelta tutta pro diesel di Bolzano.

La mancanza di distributori di metano fa sì che in Trentino tale mobilità sia scarsamente diffusa e lo stesso accadrà per l'idrogeno le cui strutture sono ancor più costose, tenendo conto che di auto H2 di serie oggi ce ne sono solo due e dai costi tuttora proibitivi. Quindi è chiaro ed evidente che manca una strategia complessiva. Come d'altronde avviene in provincia di Bolzano, lasciando i cittadini davanti a scelte prese in camera caritatis. Ma su questo pare che non si voglia dibattere, né discutere ma sappiamo com'è l'aria nelle città quando non piove o non tira vento. D'altronde il fatto che le novità di Rovereto siano emerse solo tramite interrogazioni consiliari lo dimostra con tanti saluti alla "partecipazione".

Evidentemente quando si parla di cose concrete pare non siano gradite "interferenze" da parte dei cittadini mentre rimane l'impressione che in Trentino si voglia rincorrere e copiare ciò che si sta facendo a Bolzano ma senza una precisa strategia complessiva della mobilità ecologica e sostenibile pubblica e privata. Se ne vorrà parlare coi cittadini prima o poi?

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