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Sicurezza e legalità? Concetti estranei all'"Andreatta pensiero"

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Incendio in una palazzina in piazza VeneziaTrento, 11 marzo 2016. - di Gabriella Maffioletti

Caro Direttore, il fatto gravissimo occorso stamani di buon ora che ha turbato ancora una volta la normale routine quotidiana della nostra piccola dimensione di città capoluogo di quella che una volta era una tranquilla e ridente cittadina del nord, rimette ancora una volta in discussione tutto il sistema di politiche di accoglienza che la nostra Provincia opera nei confronti di extracomunitari che a vario titolo si trovano sul nostro territorio comunale.

Nel merito trattasi di un incendio divampato stamani verso le ore 8.00 in un appartamento all'interno di una palazzina di nuova costruzione in piazza Venezia 13, incendio pare causato da una candela lasciata accesa da uno degli occupanti (di origine tunisina), appartamento occupato pare abusivamente. Da notizie raccolte a postumi sull'accaduto, la gente interrogata nei pressi del parco di piazza Venezia dichiara di essere molto preoccupata per le sorti di quel distretto cittadino in quanto si dice che gli spazi urbani di quel parco cittadino (una volta destinato ai giochi dei bimbi ed alle attività di svago dei nostri cittadini) sono diventati uno spaccio a cielo aperto da non più frequentare.

La cosa eclatante che poi è emersa nel corso dei colloqui e degli approfondimenti tra forze dell'ordine e cittadini è che il reo del fatto, il tunisino, è già conosciuto alle forze dell'ordine perché non più tardi di un anno fa era stato tratto in arresto e poi rilasciato all'indomani del fatto, come ormai di prassi in Italia, per essere in possesso di svariati ovuli di eroina.

Questo ennesimo episodio ha procurato un danno al patrimonio e un danno ancor più pesante alla società. Dobbiamo puntare ancora una vola il dito neei confronti delle Autorità preposte alla sicurezza e all'ordine pubblico, ossia il Sindaco di Trento in primis ed il Commissario del Governo.

La situazione odierna delinea una totale mancanza di fermezza nel contrastare il crimine in ogni sua forma: prima fra tutte la prevenzione ed in più denota una totale resa da parte delle Autorità preposte al presidio della legalità verso una accozzaglia di delinquenti che, in virtù del loro status di migranti, non solo gravano pesantemente sulle casse pubbliche ma alimentano il crimine, primo fra tutti il molto lucrativo dello spaccio di sostanze stupefacenti!

Domanda: è questo il Trentino che vogliamo, per i nostri vecchi, per le famiglie da consegnare alle nuove generazioni?

Fintanto che questi "signori del crimine" sanno di essere impuniti per la "clemenza" di una parte della magistratura che li scarcera a distanza di poche ore dall'arresto, mentre non la "pietà" non esiste per l'onesto cittadino che ruba per fame generi alimentari di poco conto, la situazione non potrà che precipitare!

Bisogna urgentemente invertire la rotta: mandare a casa senza indugi tutti coloro che, tutelati dal "finto" status di profughi e di richiedenti asilo, domiciliano nel nostro territorio con comportamenti contrari alle nostre leggi e che invece di lavorare per vivere, delinquono importando morte e degrado sociale!

Il Sindaco Andreatta riveste un ruolo centrale per la sicurezza dei cittadini, ma si è sempre rifiutato di aderire alle richieste delle minoranze, omettendo di esercitare, con ordinanze di scopo, i poteri che la legge gli conferisce in materia di difesa della legalità e della sicurezza pubblica.

Sicurezza e legalità? Concetti  estranei all'

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