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Un "NO" convinto!

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Trento, 25 maggio 2016. - di Gian Piero Robbi*

Egregio Direttore,

a ottobre gli italiani dovranno scegliere se deformare o meno la Costituzione, ovvero la Carta su cui si fonda la nostra Repubblica e su cui si trovano i principi fondamentali del nostro vivere democratico, basati sulla saggia separazione dei tre poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario.

I cittadini, infatti, hanno il diritto di sapere che se dovessero vincere i sì, il Governo - quale che sia il colore - avrebbe poteri mai avuti prima della caduta del Fascismo, in seguito alla mistione degli effetti delle tre riforme tanto decantate da Matteo Renzi (Elettorale, Pubblica Amministrazione e Costituzionale).

Innanzitutto, con la vittoria dei sì - si ricorda che non ci sarà quorum - solo i deputati di Palazzo Chigi potranno votare o meno la fiducia al Governo e il loro numero resterà invariato a quello di oggi (non ci sarà, pertanto, alcun taglio alle spese di rappresentanza politica).
Quindi, addio al bicameralismo perfetto che permette un bilanciamento del potere legislativo e più accuratezza e controllo nella stesura e nell'approvazione delle leggi.

Inoltre, in virtù della legge elettorale, alla Camera ci sarà un solo partito che avrà più incidenza degli altri, grazie a un premio di maggioranza che assegnerà alla lista il 55% dei seggi in caso di raggiungimento del 40% dei consensi al primo turno.

Altra cosa: il Senato continuerà ad esistere. Si è tanto parlato, infatti, prima del DDL Boschi, della possibilità di eliminarlo del tutto, sempre con l'intento di diminuire le spese della macchina dello Stato. Invece, a Palazzo Madama, in caso di spiacevole vittoria dei sì, sederanno 95 membri eletti dai Consigli Regionali (21 sindaci e 74 consiglieri-senatori), più 5 nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni (venendo così meno la figura dei Senatori a vita).

Questo Senato, però e come scritto, sarà praticamente inutile, in quando sarà preso in considerazione solo in caso di riforme o leggi costituzionali mentre, in caso di leggi ordinarie, potrà chiedere alla Camera di modificarle ma a Montecitorio si potrà fare a meno di accogliere positivamente il parere.

Dal punto di vista delle tanto disprezzate immunità, invece, non cambierà nulla: anche i nuovi senatori (così come i deputati) non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l'autorizzazione del Senato. Insomma, questo privilegio di casta continuerà a esistere.

Un altro motivo per cui il NO è l'unica strada possibile per tutelare le istanze democratiche è il fatto che in Parlamento si sono opposti alla riforma, in modo compatto, tutte le opposizioni (sinistra, centro, destra, Lega Nord, Movimento Cinque Stelle): questo vorrà dire qualcosa, no?

Sì, perché è evidente che Matteo Renzi, fautore della degenerazione del principio della governabilità, stia tentando di tirare più acqua possibile al suo mulino (il Partito Democratico), contando sul consenso popolare a suon di 80 euro e altre concessioni simili che puzzano di voto di scambio.

Bisogna votare NO a ottobre, dunque, perché questa riforma non apporta alcuna novità benefica per lo Stato: non taglia alcuna spesa, non limita i privilegi della casta e accentra pericolosamente il potere verso una stretta cerchia di persone, a tal punto che non è poi così scorretto parlare di una deriva oligarchica.

Passeremo dalla Democrazia rappresentativa alla Democrazia dell'Investitura, ovvero "il capo e non il popolo scegli i Parlamentari"

Sì, la democrazia va salvaguardata e per farlo non si potrà prescindere dal NO. PERCHE' LA NOSTRA COSTITUZIONE NON VA CAMBIATA, BENSI' ATTUATA!!!

* del "Comitato per la buona costituzione: NO all riforma Renzi"

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