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Ricordi del 1938: la popolazione genovese visita le navi della flotta nel porto di Genova

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Sui sommergibili "Nereide" e "Ambra" – Rivoltelle per quando per gli uomini dell'equipaggio non c'è più speranza

Santa Margherita Ligure, 8 settembre 2016. - di Rinaldo Caffarena

Lettera da Santa Margherita Ligure: il dottore Rinaldo Caffarena legge Trentino Libero e risponde a Sergio Stancanelli

Ho letto su Trentino Libero "Settantasette anni dopo". "Vent'anni dopo" era di Dumas, "Due anni dopo" era di Nizza & Morbelli, miei maestri spirituali con "I quattro moschettieri", libro da sapere a memoria. Allora si leggeva, si rileggeva, l'"Almanacco navale" era un miraggio, ne avevo trascritto su un quaderno a quadretti (turbine Parsone a ingranaggi...).

Tutti i sogni d'immaginazione, le navi da guerra viste in porto nel '38, ero salito sulla "Diaz" e sceso nei sommergibili "Niobe" e "Nereide". Gianni Mennella ora non risponde (010.3470073), sarà in vacanza. Tu divertiti, memoria felice della mia fanciullaggine. A ben rileggerti.

Caffarena

"Vent'anni dopo" era il sèguito di "I tre moschettieri", che con Nizza & Morbelli divennero quattro, ricordo a memoria anche la musica della commedia musicale a puntate trasmessa dall'EIAR, Ente italiano audizioni radiofoniche, potrei canticchiartela. Alessandro Dumas fu uno dei primi autori regalatimi dal mio papà con "Il paggio del duca di Savoia", che lessi d'un fiato, 376 pagine, era il 1939 (allora scrivevo soltanto l'anno del dono, non anche il giorno e il mese), era - ho annotato - il 49° libro che leggevo.

Della flotta nel porto di Genova noi – papà, mamma, mio fratello Aldo ed io – visitammo il sommergibile "Ambra", mai più avrei immaginato che sarebbe diventato celebre per essere stato portato all'interno di un porto nemico, e che il suo comandante, capitano di corvetta Mario Arillo, avrebbe avuto la medaglia d'oro, con la Repubblica sarebbe diventato vice comandante della Decima, e dopo la fine della guerra mio venerato amico.

Lungo una paratia c'erano allineate incastrate in supporti una trentina di rivoltelle, papà chiese all'ufficiale che ci accompagnava: – A cosa servono? – e quegli rispose: -Quando non c'è più speranza - . "Diaz" (senza nome di battesimo) era un incrociatore di sottocategoria B - così su l'"Almanacco navale 1938" sono denominati gli incrociatori minori, in seguito detti leggeri, - della classe Condottieri di dodici unità, costruito nei cantieri Odero Terni Orlando di La Spezia fra il 1930 e il '33, dislocamento 5008 tons., dimensioni metri 166.75 (al galleggiamento) e 169.35 (massima) x 15.5 di larghezza, immersione 4.29, otto cannoni da 152 mm., sei da 100, dodici mitragliere antiaeree, quattro lanciasiluri da 533, una catapulta e due aerei, posamine, turbine Parsone 95000 cavalli vapore, sei caldaie e due eliche, velocità 37 nodi. Non ricordo e non risulta un sommergibile "Niobe": portava quel nome una nave cisterna per nafta, costruita – leggo nel mio "Almanacco navale 1938", -- nei cantieri Reiherstieg di Amburgo nel 1916 (preda di guerra), 3160 tons., dimensioni 80.25 x 11.4, immersione 4.6, tre cannoni da 76 mm., apparato motore verticale a triplice espansione 1000 HP, due caldaie cilindriche e due eliche, velocità 11 nodi.

Il sommergibile "Nereide", della classe "Sirena" di dodici unità", costruito nei Cantieri riuniti dell'Adriatico negli anni dal 1931 al '34, dislocava 591 tons., misurava 60.18 x 6.45, immersione metri 3.69, un cannone da 100 mm., due mitragliatrici antiaeree e sei tubi lanciasiluri da 533 mm., apparato motore Diesel Fiat 1350 HP, motori elettrici 800 HP, due eliche, velocità 14 nodi in superficie e 8,5 in immersione. Il nostro compagno di classe (sin dal 1° anno di ginnasio) Gianni Mennella, poi medico come te e primario nell'ospedale del dottor Schweitzer in Lambaréné, si trova in Newcastle negli Stati uniti (Wyoming) con la moglie americana (puoi reperirlo al 333 4415397). Tornerà – mi ha scritto – fra un paio di mesi. Un abbraccio.

Stancanelli

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