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A proposito di Monte Bondone

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Monte BondoneTrento, 23 ottobre 016. - di Carlo Garbini

Egregio Direttore, quanto affermato ieri sulla stampa locale da Antonio Toni Zanella è pienamente corretto e va visto in un piano più ampio di 'rilancio' della montagna di Trento e non vincolato solo alla funivia.

Basta considerare che, ancora nel lontano 1983, mio padre Alberto Garbini aveva fondato il 'Comitato Sportivo Campetti' e aveva presentato un progetto di rilancio del Monte Bondone con una funivia che partiva da Sopramonte per risolvere le criticità dei parcheggi (già presenti allora) e per coinvolgere l'abitato di Sopramonte nella vita economica della montagna.

Sono trascorsi più di 33 anni - una vita, ci insegna la religione - ma nulla è cambiato. Erano presenti una decina di punti che sono tutt'ora consoni alla situazione della montagna, tranne, forse, un paio.

Da ex albergatore del Monte Bondone, direttore d'albergo per svariati anni in Bondone e innamorato della montagna di Trento, mi sento di dire una cosa semplice: fatela.

Fatela da Sopramonte, da Sardagna, da Trento, con fermate intermedie, lunga o corta, alta o bassa... fate quello che volete ma 'fatela'.

Questo per un semplice motivo: sono stati realizzati innumerevoli progetti, idee e pensieri sulla funivia e questo ha causato un continuo allungarsi dei tempi perché 'tra poco fanno la funivia'.

Ciò è la causa anche dell'attesa di molti imprenditori per comprendere cosa succederà prima di investire. In realtà, questo è stato come tenere in vita artificialmente un ferito senza decidere come guarirlo.

In molti possono pensare che il Monte Bondone abbia bisogno di 'tante altre cose prima dell'impianto', come sistemare le staccionate, raddrizzare i paletti, pulire le zone, ecc. Anch'io pensavo così.

Poi ho imparato, da una persona eccezionale come Alberto Barbieri, che le cose si sistemano da sole se si crea un prodotto che il Monte Bondone in questo momento non ha.

Bisogna realizzare un progetto completo, al quale tutte le prossime azioni - di investimento e di marketing - siano indirizzate. La situazione è aggrovigliata ma basta trovare il famoso 'bandolo della matassa' e tutto si sgarbuglia e si sistema quasi autonomamente.

Ecco... il bandolo della matassa è la funivia da Trento. Però, non deve rimanere solo una 'cattedrale nel deserto'. Se vogliamo che il Monte Bondone diventi un esempio di natura, bellezza, benessere, ecc., dobbiamo anche predisporre un piano per 'ridurre' il traffico veicolare in quota.

Dobbiamo farlo, altrimenti è inutile riempirsi la bocca dicendo che le Viote sono una zona incontaminata, che dobbiamo salvaguardare il Gallo Cedrone, ecc., se poi andiamo ad affogare di macchine la montagna.

Adesso è impensabile ma nel momento che c'è la funivia allora è possibile.

La funivia DEVE anche, ovviamente, funzionare in orario serale con ultime corse a mezzanotte circa per permettere alle persone di Trento di vivere la montagna anche la sera (e viceversa).

Una considerazione, poi, voglio farla sul mondo delle bike, che rappresenta il futuro ed è attualmente l'unica soluzione per far sopravvivere una montagna in estate. Lo dimostrano i fatti, non lo dico io.

Personalmente sono proprietario e dirigo un'azienda ricettiva a Riva del Garda e posso garantire che la direzione presa anni fa dalla località è stata azzeccata.

Si è deciso di seguire il mondo bike. Nel lontano 2007 ne parlai durante una riunione con gli operatori del Monte Bondone e anche a Giancarlo Cescatti che era presente (allora direttore delle funivie Monte Bondone e ora all'APT di Campiglio).

Feci presente che il Garda aveva preso la direzione delle bike e che i risultati erano già importanti.

Proposi di valutare la cosa e pensare come poterla realizzare per poter sfruttare gli impianti in estate con un bike park e con percorsi specifici.

Mi disse che non era realizzabile perché le normative non lo permettevano. Nel frattempo, però, la Val di Sole e tante altre località erano partite in questa direzione con i risultati che adesso sono sotto gli occhi di tutti - in Val di Sole si svolgo i MONDIALI MTB.

Peccato... altra occasione persa. Non pensate al Monte Bondone come a 'un'occasione persa', a 'un investimento sbagliato o sprecato'.

Il Monte Bondone è rimasto da sempre un bambino che sta aspettando le nostre indicazioni su 'cosa fare da grande'.

Forza... è il momento! Aiutiamolo finalmente a crescere e vedrete che ci renderà ORGOGLIOSI di lui.

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