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… se il Camping è tabù…

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Trento NO CAMPINGTrento, 8 novembre 2016. - di Alex Boller

Egregio Direttore, negli ultimi anni la nostra città è diventata, senza dubbio, un polo attrattivo per migliaia di turisti. In particolar modo, a ridosso delle festività, l'esasperato (e per quanto mi riguarda, inconcepibile) richiamo del Mercatino di Natale, deve fare i conti con un'altissima concentrazione di persone e mezzi gravitanti sulle nostre strade.

Da non dimenticarsi, inoltre, dell'altro grande e costante richiamo di cui Trento può avvalersi: il Muse. Nel tempo sono stati realizzati alcuni parcheggi di attestamento in periferia, ove lasciare il proprio mezzo, e dirigersi verso il centro a piedi o con le navette a disposizione.

Sembrerebbe un'iniziativa lodevole, e invece appare come un "vorrei ma non posso". Una sorta di scimmiottamento nei confronti di quelle moderne città europee, troppo lontane sotto alcuni aspetti organizzativi. Il vanto di città turistica, insomma, affonda inesorabilmente sotto il peso dell'accoglienza decisamente improvvisata. Hotel, Alberghi e Bad & Breakfast, sono solo parte dell'organismo ricettivo. Forse il minore. E qui scatta una (ovvia) riflessione.

E' mai possibile che un capoluogo di provincia sia sprovvisto di campeggio? Il Camper, o la roulotte, sono ormai una scelta turistica principe per lo svago e il tempo libero. E motivo di risparmio per i vacanzieri. Come si possono quindi costringere intere famiglie a sostare per dei giorni in un parcheggio non attrezzato? Manca, secondo il mio pensiero, la volontà politica di affrontare un problema, che problema non è. Gli spazi ci sono, perfino a ridosso del centro storico di Trento.

Per esempio l'area Ex Italcementi, oggetto di eterna discussione sulla sua destinazione d'uso, sarebbe una scelta, non solo assennata, ma anzitutto pratica.

Gli ospiti per raggiungere il campeggio, giungendo dall'autostrada, imboccherebbero la tangenziale e non intaserebbero le strade urbane del capoluogo.

Ma non è tutto. Una volta assestatisi all'interno dell'area, potrebbero raggiungere comodamente il centro, attraversando a piedi il Ponte di San Lorenzo. Risultato: meno traffico veicolare.

Una cordata pubblico/privato è cosa fattibilissima. Anche perché i costi di realizzazione della struttura, pur seguendo canoni architettonici obbligatoriamente d'eccellenza, non sarebbero di certo proibitivi.

Sembra ci sia una sorta di silenzioso fastidio alla realizzazione di un'infrastruttura, non solo indispensabile, ma anche naturale per una città all'avanguardia e in linea con le esigenze del moderno turismo. Le opportunità non dovrebbero essere viste come complicazioni.

* di Agire per il Trentino

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