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La liquefazione dei partiti

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simboli dei partitiAosta, 25 novembre 2016. - di Giancarlo Borluzzi

Con la liquefazione dei partiti si diventa Presidenti degli USA anche se osteggiati dalla propria formazione politica, ma i riti partitici in Italia sopravvivono come muffe che nessuno vuole eliminare; in merito, una chicca riguardante la Lega Nord valdostana. La finzione dell'esistenza partitica prevede la pubblicazione dei bilanci; il rendiconto relativo al 2015 della Lega Nord versione nostrana è presente sul sito della Lega Nord versione complessiva.

Saltellando in quest'ultimo, si apprende che la tessera costa venti euro e chi vuole versa di più. Introito della Lega Nord valdostana nel 2015 dal tesseramento degli iscritti: euro zero, per cui iscritti zero. Aggiungo: euro 1580 in Piemonte, quindi 79 iscritti se nessuno ha versato più di 20 euro, in una regione con quattro milioni e mezzo di abitanti; ergo, i leghisti mai vinceranno medaglie olimpiche nello sport del tesseramento. E' intuibile che in tanti partiti vengono regalate le tessere per fare numero con conseguente bella figura presso la casa madre politica e per non esporsi al rischio di perdere un eventuale elettore dopo un suo imbarazzato "non ho contanti" alla richiesta di tesseramento.

Ma si fa politica con le idee, non con il malmostoso rito dell'iscrivere a un partito parenti e compagni a tressette, quindi nessuna critica alla Lega Nord locale per i suoi inesistenti tesseramenti, ma assoluto biasimo per il suo fingere (sport de notra tera: l'UV ha fatto scuola con le finzioni sul francese, sul tedesco in tre comuni e su un'etnia valdostana costituita da piemontesi, veneti e calabresi giudicati razza inferiore per intelligenza da Chanoux, ma che fanno oggi brodo nella cucina delle frottole rossonere) che esista un partito dietro all'opera di becchinaggio del riesumare la Jeune Vallée d'Aoste, nata 92 anni fa, senza rendersi conto che il mondo e la Valle sono l'opposto di allora.

Non capisce, o finge sornionamente di non capire l'evoluzione causata dal flusso del tempo chi abbandona la visione nazionale di Arcore in cui ha vivacchiato nei dodici anni a lui necessari per conseguire una laurea triennale per approdare ora alla solo nordista Pontida o chi si acquatta nel contenitore leghista senza portare iscritti, ma riprogettando nell'ombra le preferenze che non gli bastarono nel 2013 con altro e più corposo partito da lui spinto all'autodistruzione sottomettendolo a quell'UV da cui nel 2018 sottolineerà la distanza confidando nella scarsa memoria degli elettori.

Sono alcune delle persone, in questo come in altri contenitori, cui necessita la finzione dell'esistenza di un partito quale vettore per traguardi personali cui difetta il concetto di battaglia valoriale, come dimostrano i cambi di casacca disinvolti come fossero cambi di mutande. In tale bizzarro contesto ci sta che la Lega nostrana si diletti con la necrofilia politica illudendosi di resuscitare un movimento giovanile di un secolo fa per attestare a qualche ingenuo un'esistenza in vita nell'ambito pseudoculturale rossonero, ritenuto il più utile per voti graditi in quanto racchiudenti le preferenze.

Non si tratta, in questo come in altri casi, di un partito con iscritti (zero euro per zero tessere), bensì di un tavolo con pane nero, fontina e birra artigianale che si regge su ambizioni personali condite da slogan sulla cresta dell'onda, ma che si tramuteranno nella ricerca spasmodica di sole preferenze con l'avvicinarsi della primavera 2018.

Dimostrazione del decesso di partiti sostituiti da obiettivi personali all'ombra della vera politica, violentata e strumentalizzata per potersi ritagliare una vita diversa e più comoda.

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