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Nato il primo gennaio.......

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AnnegatoNel silenzio dei soloni locali dell'immigrazione

Trento, 28 gennaio 2017.Lettera firmata

Caro Direttore, nato il primo gennaio è la data che convenzionalemnte diamo a chi non sa quando è nato..... Domani, domenica 29 gennaio, sarà passata una settimana. Un uomo si è buttato dal vaporetto (così pensavo) e non viene più a galla. Arrivati i sommozzatori. Canal Grande bloccato.

Nostre vere colpe: non capire che l'immigrazione si risolve al Paese d'origine, che l'immigrazione mal gestita produce xenofobia e che forse è mal gestita perché c'è un "deficit formativo" (a tutti i livelli) in chi si dovrebbe occupare.

Io mi trovavo su altro vaporetto, dal quale il personale di bordo ha lanciato verso l'uomo un salvagente. Ero sconvolta, esterrefatta per due giapponesi in battello con me che continuavano a specchiarsi e a pettinarsi, mentre dal finestrino si vedeva quanto stava accadendo a pochi metri di distanza.......

Mi permetto segnalarLe il seguente articolo: "Migrante annegato tra sfottò e video: morte della civiltà a Venezia" che racconta il drammatico episodio con precisione.

A.G.

Gentile lettrice,

pubblico volentieri la Sua lettera. Sono d'accordo con Lei che l'immigrazione è mal gestita per un "deficit formativo". Purtroppo, coperti dalle belle parole sull'accoglienza e sul senso di umanità, bene universale, prosperano lucrosi ed enormi affari.

Ho scritto più volte che abbiamo fatto violenza addirittura alle parole per spiegare il fenomeno dell'imigrazione. Clandestini prima, migranti poi, profughi oggi.

Di certo non più clandestini ( è clandestino chi entra in Italia di nascosto, all'insaputa dell'auttorità) perché li andiamo a prendere con le navi......

Il disegno è sconvolgente, come l'episodio che ci racconta. Di fronte alla prospettiva del depauperamento del mercato (per la decrescita demografica), e quello europeo resta ancora il più florido, è necessario rimpiazzare i consumatori, con immensi costi umani, non solo di morte, ma di sfruttamento di donne, uomini, e persino bambini, così grande da ingenerare, solo tra qualche anno, un pauroso e criminale conflitto tra poveri autoctoni e stranieri, altro che integrazione.

Ultima annotazione. L'episodio drammatico che ci racconta è ignorato dai soloni locali dell'immigrazione, mentre convengo con Lei che in quell'occasione la civiltà è morta a Venezia!

Claudio Taverna

annegato1

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