Mar08042020

Last update11:02:09

Back Home News Rubriche Lettere dei Lettori Riflessioni domenicali

Riflessioni domenicali

  • PDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

sudditiSpesso sento dire che si preferisce pagare e star zitti perché costa di più far valere i propri diritti.....

Trento, 13 febbraio 2017. - di Alessandro Festi*

Pregiatissimo Direttore, Questa riflessione trova espressione concreta nei fatti di questi giorni, ma ha origini ormai antiche e si riassume in quello che il sottoscritto definisce "SIAMO SUDDITI o CITTADINI". In altre parole è un umile e senza pretese ragionamento su quanto sta succedendo.

Due i fatti che prendo ad esempio.

Il primo è già stato oggetto di cronaca.

Un cittadino commette un'infrazione stradale e viene multato, paga la multa entro i termini e, nonostante questo, riceve una cartella esattoriale con il raddoppio della somma da versare, in quanto la cifra è stata accreditata sul conto corrente dell'ente che ha emesso la sanzione, il giorno dopo la scadenza. Il nostro cittadino non accetta una situazione che non trova equa, si attiva e chiede l'intervento del Commissariato del Governo. Il Commissariato del Governo sposa la tesi dell'ente impositore e comunica la conferma della sanzione. Qui c'è un ulteriore scatto di merito del nostro cittadino, che definisco utopico per la sua rarità: non accetta la posizione del Commissariato del Governo, percependola come estremamente ingiusta. Si rivolge a due organizzazioni di difesa del consumatore/contribuente che prendono in carico la questione e la sollevano in termini più formali, quindi con i corretti riferimenti legislativi chiedono lumi al Commissariato del Governo che ha emesso il primo provvedimento di conferma del raddoppio della sanzione. Nel giro di soli cinque giorni il Commissariato del Governo emette provvedimento di annullamento della duplicazione della sanzione ed annulla quindi la cartella di Equitalia.

Il secondo caso riguarda il Comune di Vicenza e l'imposta comunale sugli immobili o ICI o le varie denominazioni che ha preso successivamente.

Nel lontano 2011 un professionista vicentino si rivolge al sottoscritto sentendosi vessato da un provvedimento del Comune di Vicenza che lo sanziona per un presunto omesso versamento ICI. Si tenta prima – inutilmente - una soluzione bonaria, poi si arriva alla Commissione Tributaria provinciale di Vicenza che da ragione al professionista vicentino e evidenzia come il calcolo dell'imposta da parte del comune sia viziato da un errore di concetto che porta al raddoppio della superficie imponibile in caso di immobili in corso di costruzione e condanna il Comune a pagare poco meno di 4.000,00€ di spese al contribuente. Il Comune appella in Commissione Tributaria Regionale di Mestre, ma anche questa da ragione al contribuente/professionista vicentino, anche se – in uno sprazzo di solidarietà con l'amministrazione comunale – definisce il ragionamento del comune non privo di qualche fondamento e grazie a questo compensa le spese del secondo grado.

Il Comune di Vicenza paga e la cosa finisce lì.

Nel 2013 un altro contribuente vicentino decide di approfondire i 25.000,00 annui di ICI che deve versare e si rivolge allo stesso professionista che ha difeso il precedente.
Dall'analisi dei documenti emerge che il Comune, nonostante la condanna, sta continuando ad applicare lo stesso criterio di calcolo già bollato come errato dalle Commissioni Tributarie di Vicenza e Mestre.

Anche questo contribuente, 80enne, contadino in pensione è allo stremo, ha rateizzato con Equitalia 120.000,00 euro di ICI relativi agli anni fino al 2010 e con la sua pensione sta facendo fatica a vivere, in quanto viene mangiata dalle rate (non ha più i fondi per finire la costruzione iniziata ed abbandonata). Si avvia il procedimento di impugnazione dell'avviso di accertamento relativo al 2011 e il 4 novembre 2016 viene presentato il ricorso con istanza di mediazione.

Il giorno prima della scadenza per la costituzione in giudizio il comune decide di dare corso alla mediazione pur di non arrivare in Commissione Tributaria, e quindi "magicamente" la superficie su cui applicare la tassazione passa da 3.500 mq a 1.750 mq, mentre il prezzo al metro quadro viene ridotto del 30% (il contribuente aveva richiesto una riduzione del 35%) e vengono annullate le sanzioni in quanto il comune ritiene che la norma sia confusa (in ultima analisi dai 25.000,00 euro all'anno di ICI passiamo a circa 4.000,00) con la possibilità di richiedere al comune l'intervento in autotutela per gli anni già passati in Equitalia (da 120.000,00 dovremmo passare a circa 30.000,00 euro calcolando che va dimezzata la base imponibile, va ridotto il valore al metro quadrato e vanno tolte le sanzioni).

Ora cosa emerge dai due casi sopra riportati, almeno secondo il mio modesto avviso.

In primo luogo c'è una necessità di salto culturale da parte nostra, da parte dei cittadini. La pubblica amministrazione non sempre ha ragione, non sempre i funzionari detengono il sacro fuoco della conoscenza. Noi cittadini, non siamo sudditi, dobbiamo controllare verificare e soprattutto non dare nulla per scontato.

In secondo luogo non dobbiamo aver paura di difenderci. Spesso sento dire che si preferisce pagare e star zitti perché costa di più far valere i propri diritti. Questo è falso ci sono professionisti seri, organizzazioni e organismi di tutela seri che possono aiutare senza costare. Soprattutto in molti casi anche gli organi giudicanti addebitano le spese all'ente che ha sbagliato e non al cittadino che si difende a ragione.

Queste due considerazioni portano ad un problema di fondo che oggi permea tutto il nostro vivere:

• se abbiamo una pubblica amministrazione che non è preparata o meglio non sfrutta al meglio le risorse che ha a disposizione, dov'è la politica?

• Se la giustizia, l'applicazione dei principi costituzionali, di eguaglianza di fronte alla legge, di capacità contributiva ecc, non sono di tutti, ma solo di chi può difendersi, di chi può farli valere, dov'è la politica?

• Se la pubblica amministrazione non accetta il confronto - come nel caso di Vicenza - ma viene condannata a pagare e paga, come appunto successo a Vicenza, non con i denari del funzionario che ritenendo di aver ragione, non ha frenato la sua azione ed ha continuato a sbagliare, ma con i denari dei contribuenti, dov'è la politica?

Nel mio ragionamento - riconosco molto critico - spesso paragono l'attuale periodo che stiamo vivendo, al medioevo di scolastica memoria, dove il signore che governava era molto distante dalla gente del popolo e dalle sue esigenze.

Oggi vivo, appunto, questa sensazione, la politica è troppo distante dai cittadini (che spesso paiono sudditi). Destra e sinistra sono lontane dai problemi reali; sembrano i vassalli, valvassini e valvassori, impegnati ad armarsi per partire per le lontane crociate, ma che non si accorgono che nei pressi del castello ci sono problemi quotidiani che necessitano di un loro intervento per dare un senso al ruolo dell'amministratore di oggi: difendere e ricostruire un livello di qualità di vita da paese civile, non da terzo o quarto mondo.

*dottore commercialista

Riflessioni domenicali

Chi è online

 258 visitatori online