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Lettera aperta a Dorigatti e a Gianmoena

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Agire per il Trentino per il piccolo Charlie Guard!

Trento, 10 luglio 2017. - di Claudio Cia

Egregi Presidenti Bruno Dorigatti e Paride Gianmoena,
scrivo per rivolgere un appello agli organismi da Voi presieduti, rispettivamente il Consiglio provinciale di Trento e il Consiglio delle autonomie, in merito alla dolorosa vicenda riguardante Charlie Gard, un bambino colpito a soli 10 mesi da una malattia molto rara (deplezione del Dna mitocondriale) il quale attualmente è in cura presso l'Ospedale Great Ormond Street di Londra.

Come sicuramente saranno giunte alla Vostra attenzione le varie vicissitudini che hanno contornato questo caso controverso, i pediatri che seguono Charlie hanno deciso che non avrebbe più senso mantenere in vita questa piccola creatura. Nonostante la tenacia dei genitori Gard, che pur hanno individuato una cura sperimentale negli USA, sia i fondi per sostenerne le spese, i giudici britannici e la stessa Corte Europea dei diritti dell'uomo hanno deciso di rimanere sulla stessa lunghezza d'onda dei medici e pochi giorni fa è stato ordinato, come freddamente viene detto, di "staccare la spina" al piccolo Charlie.

Tuttavia moltissime persone in tutto il mondo si sono mobilitate per salvare questo bambino. A tal proposito, giovedì scorso proprio a Trento si sono tenuti una processione e un momento di preghiera per Charlie. Anche alcuni enti territoriali hanno deciso di mandare un segnale al mondo: la Regione Lombardia ad esempio ha apposto un cartello con l'hashtag "Save Charlie", mentre il Comune di Savona ha disposto di illuminare il Municipio di blu; inspiegabilmente e forse anche un po' vergognosamente gli enti internazionali latitano, al contrario di Papa Francesco, che indiscrezioni vorrebbero in procinto di conferire al piccolo Gard il passaporto della Città del Vaticano per permettere di curarlo in Italia. Tutti piccoli passi che in un modo o nell'altro hanno permesso recentemente che Londra riesaminasse il caso e rinviasse quella che appare come una vera e propria esecuzione, ma anche un precedente pericolosissimo che porterà lo Stato a varcare in modo arbitrario quel minimo di doverosa e giusta autonomia che è rimasta alle famiglie.

Di conseguenza, come componente del Consiglio provinciale e a nome del movimento "Agire per il Trentino" che ho l'onore di rappresentare, chiedo ufficialmente alla Provincia autonoma di Trento e ai Comuni Trentini di intraprendere tutte le azioni possibili per contribuire a salvare il piccolo Charlie Gard, in rispetto dell'infanzia, della nostra cultura, della nostra storia e radici cristiane e di tutti i soggetti più deboli come i malati e gli infermi.

Le Istituzioni trentine non siano indifferenti di fronte all'oscuro pensiero che una vita non sia degna di essere vissuta, e perciò debba essere interrotta prima del tempo e del naturale decorso della malattia. Le Istituzioni trentine si schierino per il diritto alla vita di tutti i Charlie del mondo, diritto legato soltanto al riconoscimento della loro umanità, che non viene meno a causa della malattia e che nessuna sentenza può autorizzare ad ignorare.

* consigliere provinciale e regionale di AGIRE per il Trentino

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