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Passato e futuro del debito pubblico

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Debito pubblico nazionaleTrento, 29 luglio 207. - di Sandro Bordignon*

Egregio Direttore, spesso i Cittadini ci chiedono di abbassare le tasse e noi facciamo molta fatica a dire che lo faremo perché abbassare le tasse è difficile se non impossibile in talune condizioni. Perché è difficile abbassare le tesse? Perché il sistema costruito dal dopoguerra ad oggi è caratterizzato da un macroscopico errore commesso dalla Classe Governante poco lungimirante.

Facciamo alcuni esempi: il buon padre di famiglia, inconsapevolmente ingenuo, chiede aiuto alla Politica al fine di ottenere lavoro per i propri figli; (i famosi "piazeri") innescando così un rapporto tra il Cittadino ed il Politico di reciproca soddisfazione, da un lato il Cittadino ottiene un lavoro e dall'altra il Politico mantiene il proprio posteriore sulla sedia della PA grazie al voto del Cittadino riconoscente.

Il posto di lavoro per il figlio però ha un costo per la collettività che ben presto si trasforma in tasse e imposte; a volte poi ai costi si deve aggiungere l'inutilità, vista dalla nostra parte, del posto di lavoro e questo perché troppo spesso la nascita della Partecipata "inutile" è preludio ad un aumento della pressione fiscale diretta o indiretta.

Facciamo un po' di chiarezza: la PA deve per legge presentare bilanci in pareggio quindi tanto entra nelle casse e tanto esce. Ma se quel tanto che entra è dovuto per via di enti inutili, agenzie inutili, burocrazia creata per giustificare le numerose assunzioni e via dicendo...ritengo sia facile capire che qualcosa non funzioni.

Ecco perché parliamo di ingenuità e di inconsapevolezza del buon padre di famiglia, perché nonostante apparentemente in un primo momento si crede di ottenere un agevolazione in un secondo momento tutto si ritorce contro. Tutto ha un prezzo il più è rendersene conto. Dove hanno sbagliato i Governanti? Nel dopoguerra non hanno saputo prevedere lo sviluppo del pianeta, non hanno previsto la globalizzazione.

Capiamoci, il male non è la globalizzazione, il male è il resto e cioè l'immobilismo dei Governanti che non sono in grado di reagire allo sviluppo del mondo in cui viviamo.

La globalizzazione ha reso il Privato Cittadino Italiano laborioso, che attraverso le tasse e le imposte sostiene lo Stato, incapace di lavorare. La chiusura di tantissime attività e la diminuzione dei margini di guadagno hanno abbassato le entrate nelle casse dello Stato rendendo così automatico, per il pareggio di bilancio, l'aumento di tasse ed imposte. Il 19.9% di disoccupazione giovanile attuale non è altro che un avviso del "sistema" che dovrebbe o vorrebbe farci aprire gli occhi, che vorrebbe dirci: attenti, il vecchio sistema non funziona più, dovete cambiare.

Questi motivi ci portano a rispondere ai Cittadini che prima di abbassare le tasse, o meglio, che per poter abbassare le tasse dobbiamo semplificare la macchina burocratica; da un lato per rendere un servizio eccellente ai Cittadini e dall'altro per rilanciare l'economia, per tornare ad essere competitivi.

E mettiamoci anche una provocazione ogni tanto, possiamo addirittura pensare di mantenere la spesa pubblica attuale a fronte però di un aumento della produttività, cioè aumentare in percentuale la forbice tra spesa dello Stato e prodotto interno lordo. Tutto questo però ha un prezzo e cioè la fine dei "piazeri" e dei favori fatti agli amici. Oltre al tempo che dovrà passare per riuscire ad attuare le riforme necessarie al cambio di rotta. Ma se non si cambia rotta prima o poi si arriva al tetto massimo di sopportazione e subito dopo crolla il castello.

* Coordinatore di AGIRE per la città di Trento

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