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Il "suprematismo" dei valdostani autoctoni

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Giancarlo BorluzziAosta, 16 agosto 2017. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, anche se non gradito ad alcune persone, in democrazia qualunque raffronto è legittimo, soprattutto se non sorge dalla comparazione di opinabili punti di vista, ma dalla lettura di prese di posizione firmate.

La premessa riguarda i fatti di Charlottesville, in Virginia, ove la rimozione di una statua del generale Robert Lee, condottiero durante la guerra civile americana, è stata la premessa per proteste cavalcate anche dai suprematisti bianchi secondo cui alcune persone sono superiori ad altre.

In Valle d'Aosta c'è chi da un lato ingigantisce e deforma quanto gli fa comodo e, d'altro canto, pretenderebbe il silenzio su aspetti legati a un pensiero che viceversa ciascuno è libero di giudicare: alcuni, ben identificabili, vorrebbero cioè taciuta la teoria suprematista presente negli scritti di Emile Chanoux. Nessun riferimento ai colori della pelle (nel secolo scorso non esistevano scafisti e dintorni...), ma supremazia tra i residenti in Valle d'Aosta a seconda dell'albero genealogico.

Nel suo "Esprit de Victoire" (ma quale vittoria?) Chanoux afferma che i non autoctoni costituiscono "l'autre race" rispetto agli autoctoni e questi ultimi sono definiti come "supérieurs par intelligence" rispetto a chi, originario di altre parti d'Italia, ha legittimamente fissato sotto le Alpi la propria residenza.

E' questa l'espressione di un suprematismo valdostano autoctono che animava il pensiero di Emile Chanoux, riportato in gran pompa nel sito web di un'Union Valdôtaine che lo dichiara esplicitamente propria radice ideologica, astenendosi però dallo spiegare le ragioni per cui i "supérieurs par intelligence", dopo aver ricevuto per decenni dall' "autre race" governante in Italia il sopraffino privilegio di trasferimenti di denaro pari al 125 per cento di ogni tassa in Valle generata (regalia unica al mondo) e dopo decenni di Governo locale incontrastato, hanno lasciato gravemente insolute innumerevoli quanto importanti problematiche in questa regione.

Si parla di riaggregazione tra forze politiche dalle dubbie differenze ideologiche ma dalle sicure volontà individuali di emergere: il dato che accomuna queste forze è il culto del pensiero chanousiano ritenuto pregiudiziale per ogni accordo. Potrebbero queste forze, nell'ambito di loro matrimoni, premesse per divorzi anticipatori di risposalizi futuri, condannare quel suprematismo che, se si evidenzia in Virginia, viene condannato, mentre è "sport de noutra tèra" fingerlo inesistente in Valle anche se inconfutabilmente dichiarato da colui cui è dedicata la piazza principale in Aosta e decine di vie in tante località nostrane?

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