Massima inclusione nei confronti delle persone Disabili? Direi proprio di no, anzi...

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Gian Piero RobbiTrento, 1 settembre 2017. - di Gian Piero Robbi*

Egregio Direttore, il 24 agosto scorso, sulla stampa locale, ha scatenato dure reazione (anche nei miei confronti) l'articolo 'In Islanda si 'abbattono' i bambini Down prima che vengano al mondo'. In quel pezzo, in estrema sintesi, ho criticato quanto sta avvenendo nell'Isola europea: lì, infatti, si stima che si diano alla luce appena 2 bambini all'anno con la Sindrome di Down.

Il motivo? In Islanda c'è la diffusione capillare dei test di screening fetale e del ricorso all'aborto nel caso in cui i primi danno un esito positivo su eventuali anomalie cromosomiche. Apriti cielo! Una premessa: criticare il pensiero è legittimo.

Ovvio che non esistono opinioni 'assolute' nel senso latino del termine, ovvero 'ab solutus', cioé sciolte da qualsiasi giudizio. Le critiche, quindi, ci stanno e bisogna non solo accettarle ma anche trarne giovamento se costruttive.

Gli attacchi, però, non sono accettabili, soprattutto se personali, com'è capitato a me. Infatti, sono stato perfino offeso nel mio essere disabile con tanto di dispiacere perché non ho avuto la stessa sorte dei bambini non nati perché non hanno passato la "selezione". Incredibile !

Comunque sia, il mio pensiero resta identico: rappresenta una pericolosa deriva sociale la facoltà di chicchessia di impedire che una vita prenda forma perché non perfetta.

E nessun insulto, offesa e soprattutto denigrazione della mia condizione fisica mi farà cambiare idea. Anzi, i toni usati contro di me dimostrano che esiste gente per cui la disabilità è un peso e, in quanto tale, andrebbe estirpato alla radice. Per costoro, provo infinita tristezza.

* felice di essere geneticamente "diverso"

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