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Assistenti per insegnati disabili: un problema di cui si parla troppo poco

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Gian Piero RobbiTrento, 6 ottobre 2017. - di Gian Piero Robbi

Egregio Direttore, si parla spesso di insegnati di sostegno per studenti disabili, un tema che mi sta molto a cuore. Tuttavia c'è un altro tema poco discusso di cui ho deciso di occuparmi oggi.

Lo spunto per questa riflessione nasce dalla notizia di questi giorni che vede come protagonista un'insegnate disabile di 38 anni, Romina Santini che da settembre finalmente potrà avere un assistente in classe. Romina è affetta da una patologia invalidante, la Sma 2 che le impedisce una vita indipendente. Dopo una lunga trafila, oggi l'insegnate di Roma ha vinto la sua piccola grande battaglia, potrà finalmente tornare a svolgere la sua professione.

Devo ammettere che questa notizia da una parte mi ha reso felice e da una un'altra mi ha sbigottito. Effettivamente il problema degli insegnati disabili è trascurato, io stesso non l'ho mai affrontato e ora mi sento in dovere di dare voce anche a questa categoria di persone e professionisti che troppo spesso vedono i propri diritti negati e devono rinunciare a svolgere il lavoro che amano.

Quando si parla di inclusione nella scuola ovviamente si tende a parlare dei diritti degli studenti disabili che devono poter vivere l'ambiente scolastico e il percorso formativo come tutti gli altri ragazzi. Tuttavia si tende a dimenticare che la scuola non è fatta solo di alunni, ma anche di insegnati e di altre figure professionali che hanno pari diritti. Per cui tutte le misure inclusive devono essere rivolte anche agli insegnati e a tutti lavoratori presenti nelle strutture.

In particolare oggi ci rivolgiamo agli insegnati che a causa di una disabilità non possono svolgere autonomamente le proprie lezioni. È impensabile che questi professionisti debbano in alcuni casi rinunciare a svolgere il proprio lavoro ed è di vitale importanza che le istituzioni garantiscano agli stessi una giusta assistenza.

Assodato che avere diritto a un assistente in classe sia una misura giusta in termini di pari opportunità, perché permette ai professori disabili di poter svolgere il proprio lavoro come tutti i loro colleghi normodotati. Bisogna considerare che questa soluzione ha anche una grossa valenza dal punto di vista inclusivo perché integra perfettamente la figura del disabile nel contesto scolastico.

Per gli alunni e in generale per tutta la compagine scolastica, avere un professore disabile è sicuramente un valore aggiunto con una grande valenza inclusiva. In più la figura dell'assistente per il professore disabile potrebbe portare nuovi posti di lavoro.

È doveroso dire che anche in questo caso bisogna badare bene alla formazione degli assistenti che non devono essere improvvisati, ma devono ricevere una qualifica specifica che gli permetta di operare in modo corretto in quell'ambito specifico. Solo in questo modo si potrà granire il successo di questa operazione inclusiva che è di fatto molto importante.

Assistenti per insegnati disabili: un problema di cui si parla troppo poco

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