Aosta: «Giustiziato» un albero, le cui foglie cadevano su un'auto...

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Giancarlo Borluzzi AostaAosta, 29 dicembre 2017. - di Giancarlo Borluzzi

Egregio Direttore, il 20 novembre scorso torno a casa nel primo pomeriggio ad Aosta in viale Gran San Bernardo e trovo operatori del Comune che portano via dal cortile un albero piuttosto grande da loro fatto a pezzi dopo averlo tagliato nel punto in cui esce dal terreno. Albero che si trovava a lato del marciapiede del viale, su un breve tratto di terra in salita verso il muro che delimita il cortile antistante il condominio in cui abito.

Albero con radici in spazio pubblico, ma con rami che si spingevano in parte ridotta nel cortile preindicato.

Giudicando il taglio immotivato, chiedo ragione a chi lo aveva da poco compiuto: mi dicono di operare per disposizione del Comune che avrebbe così deciso in quanto richiesto da residenti nel condominio. Ritenendo insostenibile la motivazione, telefono in Comune ove apprendo che tre sono i dirigenti competenti in merito, ma nessuno di loro era in ufficio tra le 15.00 e le 16.00.

La mattina successiva parlo con uno di loro che mi informa su due fatti: il primo, che due diversi residenti del condominio avevano manifestato la loro contrarietà all'esistenza di tale albero. Un residente è stato descritto dal mio interlocutore quale abituale frequentatore del Comune per esternare proteste, nella fattispecie in quanto l'albero faceva cadere foglie sulla sua auto (testuale!); l'altro residente disapprovava una mancanza di luminosità al suo alloggio, ragione per me di consistenza arcana in quanto l'albero distava circa 20 metri dall'edificio che non possiede alloggi a piano terra e il cui primo piano non era coperto dall'albero sviluppato più in orizzontale che in verticale.

Il secondo elemento fatto presente dall'interlocutore telefonico è stato che le due strane proteste non hanno comunque determinato la decisione comunale del taglio, ascrivibile invece al dichiarato non gradimento dei bus del toccare nel viale preindicato i rami di vari alberi, destinati anche loro a essere tagliati secondo quanto dettomi. Ho verificato che nel viale c'erano alberi ben più grandi di quello tagliato e con rami un po' sulla strada dopo il sorvolo dei marciapiedi, a differenza del "mio" albero, giustiziato anche se i suoi rami non raggiungevano la strada.

Dal 22 novembre sono stato all'estero per un mese abbondante e al ritorno non noto altri tagli. Di passaggio: ho girovagato nel sudest asiatico ove mi sono sempre espresso in inglese e non ho mai sentito o letto alcunché in quell'inutile francese che i cantastorie nostrani fingono essere una specificità (con il contorno dell'amena "adaptation"); in tale fantasioso contesto valdostano, si giustiziano così gli alberi che sono una delle men che poche specificità regionali?

In definitiva, mi piacerebbe ascoltare l'interpretazione complessiva della vicenda da parte di qualcuno dei tre dirigenti che hanno potere di vita e di morte sugli alberi in Aosta. Se si è rimandato il taglio degli altri alberi, perché procedere subito con l'esecuzione del più incolpevole tra loro? Non voglio pensare che le decisioni del Comune in merito dipendano de facto dal non voler più ascoltare la reiterazione di singolari lamentele per la drammatica caduta di foglie su un'auto....

Aosta: «Giustiziato» un albero, le cui foglie cadevano su un'auto...