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Un monumento in ricordo di Giuseppina Ghersi ad infamia perenne delle belve partigiane

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Giuseppina Ghersi catturata dagli eroici combattenti partigianiA Noli in provincia di Savona

Nell'aprile 1945 la bimba fu punita con la morte per aver vinto quattro anni prima il premio scolastico per il migliore tema sul Duce

Verona, 23 marzo 2018. - di Sergio Stancanelli

Caro Direttore, contemporaneamente che a "Trentino libero" mi rivolgo anche alla Direzione del giornale "L'ultima crociata" di Rimini. Si tratta di questo. Il numero di dicembre 2017 del periodico, testé recapitatomi dalle Poste, riporta in prima pagina un articolo di Giampaolo Pansa, il quale ricorda l'assassinio da parte partigiana in Noli a fine aprile 1945 d'una bimba di tredici anni, e riferisce che l'Anpi di Savona si oppone all'erezione di un cippo in memoria della bimba, stuprata e uccisa in punizione d'aver vinto quattro anni prima il premio per l'annuale concorso scolastico di un tema sulla figura del Duce.

Nel sommario dell'articolo si legge che la bambina, dopo che ebbe il capo rasato e verniciato di rosso, venne «stuprata e giustiziata». Annoto e insisto, come già in altre occasioni ho sottolineato, che viene giustiziato chi sia stato condannato a morte con regolare sentenza della magistratura ordinaria: al di fuori di tale condizione, chi venga ucciso è vittima d'assassinio e non di giustizia. I partigiani di cui si tratta, fuori legge in base alle norme della Società delle nazioni, erano criminali assassini e non giustizieri.

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