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Chi gioca a bombardare mente ed è sempre perdente

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Emmanuel MacronMonselice, 17 aprile 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Caro Direttore, a rischiare di ricommettere errori da cui, poi, pentirsene con gli effetti non difficili da interpretare, vista la protervia che assumono le oligarchie politiche occidentali a ripetere che la democrazia si esporta togliendo di mezzo dittatori scomodi come Saddam Hussein e Mu'ammar Gheddafi, tra pretesti di vario tipo, gli interlocutori di una sponda e di un'altra faranno sempre più difficoltà a relazionarsi con sagge diplomazie.

Nel 2003 in Iraq quando intervennero gli ispettori dell'ONU non ci fu una prova schiacciante che il dittatore iracheno nuocesse vittime con armi chimiche. Fu ucciso però mediante impiccagione.

L'altro, il libico, fece una fine a dir poco disgustosa: braccato come un topo nascisto dentro un tubo di cemento fece una fine orrenda, ma fu lo stesso popolo a giustiziarlo, dopo che francesi, americani e company pigiarono ben forte sull'accelleratore dandoci un bel carico da novanta. Prima osannati, poi fatti fuori, per il trionfalismo delle democrazie occidentali, un po' strane però, ci aggiungerei. E veniamo alla Siria, bombardata appena appena, " chirurgicamente". È stata accusata di avere usato armi chimiche. È stato accusato il Capo di questo Stato, Bashar Al-Assad. Lui è ritenuto responsabile perché un dittatore, un despota e tutto ciò che la storia identifica nei dittatori. Non c'è uno straccio di prova per il momento che il responsabile sia lui o suoi mandanti. Si tratta di ipotesi.

Tutti i commentatori di pronto intervento, italiani e stranieri continuano a scrivere e dire frasi di fuoco e lanciare anatemi contro di lui: " siamo sull'orlo di una terza guerra mondiale". A mio avviso, non avendo prove, fanno il tifo per chi, poco intelligente, lancia missili come hanno fatto i francesi, gli inglesi e gli americani. Ma questi, si sa: sono i padroni del mondo, sono ancora colonialisti, sono gli eredi vincitori di una seconda guerra mondiale e poco importa a loro fare braccio di ferro con una parte del Medio Oriente che riflette in un'ampia area geografica della Terra come se fosse una grossa polveriera, pronta a scoppiare.

Gli arabi non sono uniti e non hanno mai nutrito alleanze compatte a lungo termine. Di mezzo, poi, ci sono altre Nazioni, come Israele, il Libano, L' Iran che certo non si amano. Infine c'è la solita Russia con un capo di quella Nazione che ha subito sempre dal l'Occidente in una manciata di anni tante sanzioni che io credo che un giorno non continuerà più ad essere così indulgente e diplomatico come dimostra ancora di farlo.

Anche in questo quanto in altri casi bisogna concludere che le grandi potenze avrebbero fatto meglio ad occuparsi dei fatti loro invece di di insistere con le ingerenze armate destinate a confermare la propria spocchia. Assad non sarà certo uno stinco di santo, ma se tolto di mezzo di certo i suoi successori saranno di sicuro peggiori. L'esperienza dovrebbe insegnare, soprattutto dai tanti errori commessi.

Viceversa c'è sempre qualche testa taroccata che desidera ardentemente premere il grilletto persuaso di essere poi applaudito dalla comunità internazionale intera. A mio avviso costui meriterebbe di essere cacciato da dove si trova e di personaggi in carica, impulsivi ed ambiziosi, dai poteri molto forti, troppo, ce ne sono due o tre! Le popolazioni sono stanche di rimetterci la pelle " gratis".

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