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Ma ancora le vogliamo chiamare guerre umanitarie?

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Macron GentiloniMonselice, 1 maggio 2018. – di Adalberto de' Bartolomeis

Egregio Direttore, purtroppo fa parte degli umani commettere errori, altrimenti non saremo umani, ma altro. Non saprei però cosa... Solo che a commetterli, a volte, se ci pensa, si potrebbero evitare sciagurate e disastrose conseguenze che, nella prima metà del secolo scorso, ritengo, abbiano raggiunto il culmine del primato mondiale, naturalmente, nel corso della storia, dell' essere umano.

Riferendomi ancora alla situazione attuale geopolitica internazionale non ho la sfera di cristallo per vedere o intravedere se ci potrà o meno essere una futura guerra. Ovviamente, io spero tanto di no, anche perché i primi, forse, a non volerla, sono proprio loro, i plenipotenziari politici occidentali, ma anche gli orientali, ai quali piacciono le comode poltrone del potere. Al di là del clima generale che aleggia da qualche tempo non possiamo dimenticare alcuni fatti che sono determinanti per ipotizzare, forse, una sorta di complottismo connivente? Chi lo sa!

Cominciamo, però, a dire che l'assassinio di una ex spia russa in Inghilterra ha, a mio avviso, matrice di "fabbricazione" britannica, giusto per incolpare qualcuno: loro, i russi. Poi, la nomina del ministro per gli Affari Esteri USA, Mike Pompeo, un "falco" che guarda l' Oriente con la stessa ottica del Premier israeliano Benjamin Netanyau, aiuta il "Tycoon", ovvero l'attuale Presidente degli Stati Uniti d' America, Donald Trump, ad infervorarsi contro la Siria ed avere inventato di sana pianta una giustificazione per bombardare quello Stato, con il pretesto per dire "urbi et orbi" che Assad, il "mostro" ha usato armi chimiche..

L'arsenale chimico siriano è stato, di fatto, distrutto, peraltro, con la supervisione della NATO, nel 2014. Gli Stati Uniti, invece, hanno conservato ancora qualcosina che naturalmente se ne guardano molto bene di non utilizzare, a meno che non abbiano trovato il modo di fare arrivare, loro, una piccola "dotazione" ai ribelli moderati, via CIA. Sarà un complotto? Un uso contorto, ma molto contorto, di volere manipolare le cose? E perché? "Cui prodest"? come dicevano i nostri latini. Sta di fatto che tutto il materiale fotografico e filmato, proveniente dalla Siria, che poi è lo stesso e lo sottolineo, è stato utilizzato dai nostri telegiornali, giunge da due organizzazioni "filantropiche" che operano là, sul posto, in Siria, certamente soltanto nelle zone controllate dai ribelli e che sono generosamente finanziate dagli USA e dall' Inghilterra.

Si chiama Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, che ha sede, guarda caso, a Londra e i cosiddetti "elmetti bianchi", che si definiscono Difesa Civile Siriana, i quali hanno ricevuto un notevole finanziamento da parte degli Stati Uniti in svariati milioni di dollari. Per che cosa? Aggiungo: molte delle immagini che scorrono sui nostri televisori, comprese quelle che mostrano gli effetti dei pretesi attacchi con i gas sono tutte false. Le notizie fornite sono niente meno che delle "fakes news" . D'altro canto, che delle armi chimiche non vi sia alcuna traccia, dopo aver tergiversato, a pura modalità di farsa teatrale, per impedire che gli ispettori ONU facessero la loro comparizione, ormai lo sanno anche i cani. Tutte le accuse non solo sono infondate, ma sono state fabbricate ad arte.

Tuttavia Trump ha inscenato, con l'immancabile "bene placet" degli inglesi e della "Grandeur" del giovane Prèsident Manuel Macron quello che abbiamo raccolto dai compìti informatori dei media: i "Grandi" dell' Occidente Atlantico si sono ampiamente ben guardati di continuare a provocare, per evitare che un incredibile tollerante ed aggiungo, dimostratore, per il momento, di grande diplomazia, come Vladimir Putin potesse reagire, male, forse. L'attacco sferrato, fortunatamente, ha solo causato un po' di feriti, qualche danno materiale, ma un sacco di soldi sprecati. Trump traballa ancora sul filo del rasoio, avendo salvato la faccia.

Non so per quanto ancora! la Theresa May la potrei definire niente meno che la "cameriera" degli Stati Uniti. L' enfant prodige, il giovanotto, il rampollo di Parigi, sta confermando, in subordinazione all'attuale politica del Pentagono, diretta e controllata, senza repliche, pena i licenziamenti, da parte di Trump, di fungere da "sguattero". Il nostro "premier" Paolo Gentiloni Silveri, per stile di sobrietà e moderazione che gli è proprio, antica nobiltà familiare, non lo dimentichiamo, non poteva fare che dimostrare la sua incrollabile fedeltà volonterosa, offrendo ai padroni dell' Occidente il supporto logistico dell' Italia, senza che il Parlamento potesse esprimersi con un voto, naturalmente.

Lo "Zar" di Mosca, come ho detto prima, continua ad essere coerente con il suo equilibrio di politico di saperci fare con il "fair play", annunciando però che è arcistufo di ricevere continue sanzioni economiche e che potrebbero esserci in futuro delle ritorsioni. Non ha specificato quali. Non fosse altro che si tratterrebbe, comunque, di una conseguenza fisiologica. Insomma, per concludere: abbiamo tirato tutti, per ora, un sospiro di sollievo, ma attenzione, il pericolo c'è sempre, è solo in agguato. Io sono più che convinto che c'è sempre qualcuno che sotto sotto cerca di tramare, lavorare, per scatenare una terza guerra mondiale. Sarà il mio un pessimismo impressionante, ma non è poi così lontana e fantascientifica questa mia ipotesi.

Ma ancora le vogliamo chiamare guerre umanitarie?

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