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Le colpe di un Regime che sognava l'Impero

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Monselice, 16 settembre 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Caro Direttore,la politica, se diventa autarchia e dittatura non può durare molto e finisce per essere rovesciata da chi, plagiato, riesce a comprenderne la sottomissione. Questo è avvenuto per l'Italia dell'ultimo Regno e degli uomini in camicia nera che, nella sovrapposta moltitudine di carriere stra folgoranti tra i quadri delle forze armate, fedeli, gli uni al proprio Re e gli altri al Capo del Fascismo, purtroppo furono molti i sognatori di vittorie, vantaggi, successi personali, privilegi di vite sfolgoranti, compreso un popolo, che però in parte, ammaliato da chissà mai quali glorie leggendarie, epiche, dovette ben presto fare i conti con una tragedia dalle proporzioni ciclopiche.

Tutti volevano la guerra, nessuno la voleva, giusto per iniziare, da chi ebbe l'incoscienza, ma anche l'impotenza di comprenderne un' ineluttabile destino di nefasta entità, i più prossimi a tale realtà, e cioè i militari. Di questa categoria sociale si possono classificare due schiere: i vertici di grado ed alti comandanti, generali ed ammiragli, dalle lunghe greche, fino a scendere ai ranghi di grado medio, subordinati, per disciplina e principi legati alla gerarchia, i comandanti di unità o tecnici logistici.

I primi, un infelice, elevatissimo numero, proditoriamente, compirono veri e propri atti criminali, ma non per fedeltà all'ordine di un governo che voleva la guerra, ma al contrario, con onta di clamorose insubordinazioni alla volontà di regime, con però la complicità del Sovrano, applicando una certa condotta di operazioni verso i propri sottoposti, che sia le corti marziali e sia i tribunali del dopoguerra non furono sufficienti a graziarli, nella prosecuzione di lunghi, fumosi, disinteressati processi, ma consentirono loro di permanere nei ranghi e culminare le loro carriere, approfittando del mutato contesto politico e di ordinamento.

Su quasi tutti i fronti il tradimento aveva solo un'anticipazione di "allenamento" dell' 8 settembre 1943. Francia, Balcani, Grecia, Libia-Cirenaica-Marmarica, Punta Stilo, Capo Matapan, fino ad arrivare alla povera, sparuta difesa di Roma, hanno nomi e cognomi ed organismi speciali da cui partivano ordini voluti via etere, per radio, di modo che il nemico potesse sentire forte e chiaro, così da avere tutto il tempo per organizzarsi ed individuare bene, con accurata precisione l'altrettanto accurato ordine che veniva dato, in particolare, alle nostre unità navali, dove, a causa della vigliaccheria e nefando disonore di scellerati "comandanti" centinaia di migliaia di uomini invece si trovarono costretti ad assumere, difendere ed a volte necessariamente improvvisare elevate doti di attitudine militare, lealtá ed onore e morire in condizioni riprovevoli.

Esiste una storiografia molto accurata, con documenti, anche del Ministero della Difesa che, sebbene quest'ultimi trovarono difficoltà ad essere scovati, sempre perché dovesse persistere un costante atteggiamento di omertà, oblio e reticenza, le lunghe ricerche eseguite da impavidi autori di libri, ricercatori ed assertori di giustizia, i quali pagarono persino con denunce e querele il caro prezzo di volere dire la verità solo il tempo fu per loro e per la società amico poiché riesce, quasi sempre a mitigare ogni gran piaga e miseria umana, consentendo al divenire della società di poter riconoscere gli errori e gli orrori.

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