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Non la soddisfazione del «popolo che voglio io», ma seria programmazione

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Trento, 30 maggio 2019. - di Roberto Pergher

Egregio Direttore, presunti intellettuali, professoroni, giornalistoni e sindacati contrapposti a popolo, questo lo spartiacque citato da Fugatti per spiegare il successo elettorale della Lega. Posto che il popolo è fatto anche dalle categorie citate con disprezzo da Fugatti, categorie spesso produttive, meritanti e impegnate mi chiedo se il popolo di Fugatti sia solo quello lamentoso o nulla facente o quello che, urlante, pone il proprio bisogno al di sopra del bisogno collettivo.

Ricordo anche che c'è un popolo talmente esausto e senza voce che il proprio bisogno non riesce proprio ad esprimerlo ma che la politica ha il dovere etico di interpretare comunque. Che la politica anziché proposta e progetto, programmazione e visione sia diventata soddisfacimento dei desideri immediati e viziati da campanilismo e opportunismo della gente è molto triste e porterà a conseguenze catastrofiche per il nostro terreno culturale e per il nostro benessere economico.

Che la politica attuale non svolga azione di programmazione e proposta appare purtroppo anche ad esempio dai resoconti che vengono fatti sui giornali in questi giorni parlando del sistema sanitario provinciale. L'assessorato che accontenta i campanili proponendo addirittura la riapertura dei punti nascita ad Arco e magari Tione e Borgo dopo aver riaperto con costi ingenti per la collettività quello di Cavalese, oppure con la proposta di una neurochirurgia ad Arco che non so da quale input sia piovuta ma che sembra un'idea più azzardata che azzeccata.

Invece di procedere ad una analisi e progettazione del sistema sanitario o valutare l'opportunità politica di mantenere le poche risorse sulla salute (ma potrebbe essere anche sull'istruzione) l'assessore alla salute chiede ai vertici dell'Azienda Sanitaria di indicare le programmazione del taglio delle risorse. Si chiede al gestore APSS di programmare i tagli perpetuando il vecchio metodo applicato dal centro sinistra, il cui assessorato alla salute spesso non faceva altro che tradurre in delibere le progettazioni auto-centrate prodotte in seno all'APSS, invece di svolgere l'assessorato stesso l'azione di pianificazione/verifica ad esso affidata per legge.

L'idea di soddisfare il popolo, però "il popolo che voglio io" è sbagliata, l'analisi politica deve mirare ai bisogni integrati e complessivi e alla vision futura del benessere delle future generazione. A livello nazionale gli attuali partiti di governo, lega e cinque stelle, con l'idea di soddisfare il popolo hanno annacquato le proprie istanze ideologiche, l'uno i cinque stelle, nati con una ideologia giustizialista, l'altro la Lega, in origine federalista e regionalista. Ormai le loro esigenze di rispondere alla popolo si sono congiunte con l'esigenza di gestire il potere e così andranno avanti anche nei prossimi mesi. Ma ciò li porrà in contrasto con l'assetto Europeo non sovranista che fortunatamente è ancora adesso uscito vincente dalle elezioni. Ormai quindi nel futuro prossimo venturo lo spartiacque non sarà tra destra e sinistra, tra populisti ed elite, ma tra europeisti e antieuropeisti e questo dovrebbe far riflettere anche le parti moderate e riflessive del centro destra nazionale.

Per quanto riguarda i programmi io direi che se esiste un programma ed in particolare sulla sanità che non sia la risposta ai bisogni viziati ma una risposta alla medicina territoriale e ospedaliera è ora che questa giunta lo tiri fuori, se esiste. Un programma che attraverso la riorganizzazione dei servizi incontri anche la possibilità di utilizzare al meglio le risorse, ma per far questo c'è bisogno di competenza e lungimiranza e non limitarsi all'efficientamento delle scelte fatte dal precedente centro-sinistra , "efficientamento" che è tra l'altro un brutto termine grammaticale rozzamente "elitario" e che come tale andrebbe spiegato meglio al cosiddetto popolo.

Non la soddisfazione del «popolo che voglio io», ma seria programmazione
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