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A31, la «genialata» di Fugatti

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Rovereto, 25 luglio 2019. - di Guerrino Soini

Egregio signor Direttore, Le chiedo un po' di spazio per un commento a riguardo del completamento della A31. In linea di principio non sono sfavorevole ad un collegamento diretto con il Veneto, è sempre bene fare un favore ai propri vicini agevolando lo spostamento dei nostri valligiani verso una zona dove il commercio è più concorrenziale e, di conseguenza, può offrire prezzi più contenuti; ne ricaveremo un grande merito per quando verrà l'ora della resa dei conti.

Se Rovereto e Trento non vogliono subire danni economici si devono semplicemente organizzare meglio.

La questione complicata è un'altra.

Viviamo in una vallata non larghissima e, a suo tempo, è stata costruita un'autostrada a sole due corsie, per giunta più strette rispetto a quelle realizzate nel resto d'Italia. Al tempo sembrava un lusso ma oggi non è più così e basta parlare con qualunque autista di mezzi pesanti per trovare riscontro a quanto sopra. La A22 è congestionata dovendo digerire infinite teorie di autotreni, da e per il Brennero, che occupano quasi interamente la corsia più lenta ( qualche giorno ho percorso il tratto Bolzano Rovereto, come faccio spesso per lavoro, interamente in corsia di sorpasso e senza mai riuscire a superare la velocità di 100 Km/h ) riducendo, di fatto, lo spazio per il traffico ordinario alla sola corsia esterna.

Stando così le cose non riesco ad immaginare cosa succederà quando la A31 vomiterà una quantità di mezzi esorbitante sull'asta dell'Adige. Buon senso vorrebbe che prima di pensare ad un incremento di traffico su un'arteria importante, come la Modena Brennero, si provvedesse ad adeguare la stessa aggiungendo quella terza corsia da tempo richiesta e sempre rifiutata, che sarebbe in grado di snellire il traffico autostradale. Certo poi bisognerebbe mettere mano anche alla viabilità locale ma questo è un altro aspetto e andrebbe gestito direttamente dai comuni.

Veniamo poi alla genialata del Governatore Fugatti di prevedere lo sbocco a Rovereto Sud tra Marco e Serravalle.

Ogni buona Amministrazione, prima di dar corso a progetti strampalati di questa fatta si preoccupa, almeno, di effettuare studi di fattibilità, indagini geologiche e quant'altro necessario a garantire il minor impatto possibile dell'opera sul territorio e sul tessuto sociale in esso insediato. Per il tracciato T5, sembra, che nulla di tutto ciò sia stato fatto, anzi, si è sentita più di una voce contraria a questo progetto in quanto geologicamente incompatibile, con un impatto ambientale inaccettabile per le valli interessate e pericoloso per la sorgente dello Spino che serve, dal punto di vista idrico, mezza Val Lagarina ( i fautori di questo pastrocchio si affannano a dire che la sorgente non sarebbe toccata ma, che io sappia, i percorsi sotterranei dell'acqua rimangono misteriosi e danneggiare una sorgente è la cosa più semplice del mondo ( basti guardare, senza andar tanto lontano, il disastro combinato negli anni '50 al lago di Loppio del quale sono state interrotte le tre sorgenti senza mai essere più stati in grado di ripristinarle ).

Ecco, stando così le cose mi sembrerebbe opportuno riconsiderare tutto il progetto, non perché non s'abbia da realizzare ma perché, per una volta, si consideri l'insieme dei problemi e non solo ciò che, politicamente, rende meglio; ciò senza voler essere in sintonia con il Valduga-pensiero e con quello dei suoi sodali, cosa che davvero non è nelle mie corde.

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