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MuoverSi in Trentino, più facile per un criminale in libertà vigilata

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Trento, 20 dicembre 2019. - di Gian Piero Robbi

Egregio Direttore, questo il titolo su quanto avevo scritto durante l'ultima campagna elettorale. Ora a più di un anno dalle elezioni dello scorso anno, qualcosa è effettivamente cambiato? Direi di no.

Parliamo di MuoverSi, un servizio per la mobilità dei disabili messo a disposizione dalla Provincia. Attraverso l'Icef, i disabili hanno a disposizione un determinato numero di chilometri per spostarsi. Questi chilometri variano in base alla propria attività, al proprio lavoro, al reddito. Negli ultimi anni il servizio è andato incontro a un clamoroso ridimensionamento: meno chilometri a disposizione, tracciamento tramite GPS degli spostamenti e privacy di fatto azzerata.

Con lo scarto minimo di due metri, la Provincia "tiene sotto controllo" ogni spostamento dei disabili che in tempo reale vengono monitorati. Uno schiaffo in piena regola a ogni sorta di regolamento della privacy.

Ma non finisce qui. Non si può andare fuori provincia, se ti vengono assegnati 1000 chilometri e ne fai solo 800 i 200 che avanzano li perdi. Non solo. Se fai una media di 500 chilometri all'anno, l'anno successivo la Provincia te ne assegna 500.

Un servizio a dir poco discriminatorio che non tutela il disabile, anzi, lo ingabbia, lo controlla e lo monitora. I criminali in libertà vigilata con obbligo di firma a confronto godono di più libertà. La prima cosa da fare era LIBERALIZZARE il servizio: niente controlli col GPS, niente studi previsionali sui chilometraggi, niente obblighi di percorso. Questo sarebbe stato il vero cambiamento.

La mia idea era quella di uniformare il servizio ed evitare qualsiasi forma di discriminazione. Non esistono disabili di Serie A e di Serie B, un servizio assolve il suo compito quando permette a tutti di poterne usufruire allo stesso modo.

Se un disabile vuole andare a Treviso o a Verona per fare una visita o un giro ha il diritto di farlo senza dover essere controllato attraverso il GPS. Non deve essere costretto a stare in provincia per colpa di un regolamento scellerato. Il servizio deve essere equo, non discriminante, inclusivo, uguale per tutti. L'esatto opposto di quello che è ora. Questo sarebbe stato il vero cambiamento !

Detto questo, caro Direttore, ho chiesto informazioni al consigliere provinciale Rossato della Lega che, a seguito della mia richiesta di informazioni, non solo sul dimezzamento del 50% del costo di attivazione del servizio, che ritengo giustissimo, ma anche se vi erano altre modifiche, mi diceva che tutto l'impianto della normativa che regolamenta il servizio, è rimasto invariato. Non vedo cosa ci sia da festeggiare. Eppure la maggioranza, di cui ho fatto parte per un piccolo periodo, non ha mai chiesto niente di che a chi "forse" ne sa più di altri. Questa sarebbe stata la cosa giusta da fare.

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