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“Due pesi, ma anche due misure”

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(risposta al commento del Direttore de " Il Giornale" dott. Alessandro Sallusti (nella foto) in uscita sul quotidiano il 27/01/2020)

Monselice, 27 gennaio 2020. – di Adalberto de' Bartolomeis

Caro Direttore, lei scrive bene che, definiti gli spogli elettorali della rossa Emilia Romagna, la riconfermata, monolitica, vincita della sinistra, potrebbe pure segnare il primo passo falso politico di Matteo Salvini. D'altronde non è, poi, una novità che nella grande regione rossa rimanga sempre rossa dal 1945!

Sarebbe stata un'ingenua "pia illusione" pensare che l'avrebbe spuntata la Lucia Borgonzoni, su un già nominato in carica uscente, conclamato e riconfermato, Stefano Bonaccini! Gli emiliani, oltre ad essere brava gente, molto affabili, ma altrettanto dei grandi lavoratori, non sono fessi: è gente che non rischia di perdere il posto di lavoro, per esempio, in cooperativa o in fabbrica, se decidessero di votare chi non piace al partito di "Stalin", o no?

Ho forse detto male? Quindi gli annunci di "sfratto", tanto sperati da altri politici, pronunciati a gran voce, simpaticamente, con allusioni di aver avuto l'intenzione di citofonare al campanello del signor Giuseppi Conte, a palazzo Chigi, purtroppo, non potranno che essere rinviati, ammesso che avvengano e quindi con un molto bel forse! Il peso che ha la regione rossa come l'Emilia Romagna non ce l'ha, certo, una Calabria, anche se, mettiamola pure così, "il pareggio" fa solo che sperare un domani che questo governo da palcoscenico chiuda il suo siparietto e per sempre, pure.

Tuttavia l'aver ordinato ai suoi, il Capitan Salvini, di votargli contro e cioè a favore di mandarlo a processo, non solo mi è parso un messaggio che la stragrande maggioranza della gente comune, in tutta Italia, non ha assolutamente capito e quindi anche se ci fossero stati degli indecisi, domenica, in Emilia-Romagna, sono stra convinto che l'ago della bilancia l'hanno fatto pendere, sul finale, in urna, a favore del Bonaccini.

Quella richiesta, poi, di Salvini a farsi votare per essere processato è stata una mossa politica azzardata, che suona, anzi, tuona forte, di un "sano" autogol, un "floppone" che non so quanto abbia convenuto che tutto lo "stato maggiore" del capitano eseguisse gli ordini, da lui imposti, mettendosi sull'attenti! Ci sarà poi da "ridere" quando al Senato quegli stessi che in Giunta per le immunità parlamentari hanno votato in tal modo, come, parimenti, lo avrebbero fatto gli altri che invece hanno pensato di "ritirarsi sull'Aventino", dovranno anche spiegare le motivazioni del loro SI a procedere verso il via libero a processo del loro capo sul caso Gregoretti.

C'è da ritenere, molto probabile, che si rafforzi una consistente possibilità che l'uomo venga davvero rinviato a giudizio. Mi scusi il termine, ma se lo scopo è quello di voler far passare a tutti i costi per "martire" Matteo Salvini allora non è solo contorta questa strana volontà politica dei suoi fedelissimi, ma diventerebbe un caso più unico che raro nell'intera storia politica repubblicana, diciamo, almeno prendendo gli ultimi 30 anni e passerebbe pure masochistico, nonché atroce avere agito così e confermarlo il 17 febbraio al Senato. Intanto, pesi e contrappesi continueranno a segnare, come lo scandire dei rintocchi di un pendolo, la differenza di chi, in questa pazzesca giostra da luna park, continuerà a fare i "balli di San Vito", dando, puntualmente e sistemicamente vinta a tutto quel sinistrume, sempre più ansioso di non spostarsi di un millimetro da dove poggia le terga e, nel frattempo, inventarsi tutto ciò che per loro può essere rinnovabile. La fantasia in Italia non manca...!

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