Ai tempi del Covid-19 e non solo, un composto silenzio di fronte alla morte

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Trento, 7 aprile 2020. - di Gaetano Cascino

Egregio Direttore, qualche giorno fa leggo la notizia che alcuni studi legali si offrivano di dare assistenza ai familiari delle vittime di COVID 19, ovviamente contro i sanitari.

Immediatamente alcuni Ordini degli avvocati, biasimano questa iniziativa mentre sul fronte i nostri medici ed infermieri si ammalavano e qualcuno perdeva la vita in quella che da più parti, anche scienziati e persone di indiscussa cultura, viene definita una vera e propria GUERRA.

Come tale va inquadrata in tutti i suoi aspetti, purtroppo. Dico purtroppo perché cosi come non esistono guerre buone o pulite e prive dei cosiddetti CD (COLLATERAL DAMAGE) anche questa guerra non ne può essere esente.

Dico questo perché da alcuni giorni iniziano a sentirsi e vedersi sui mass media informazioni su persone che narrano dei propri familiari e non solo anziani, che appaiano esser morte, con o per Corona Virus, in situazioni che destano delle perplessità.

Sono per la trasparenza e la libertà di stampa senza se e senza ma, fondamento di uno Stato democratico e liberale, spero però che appena si intraveda uno spiraglio della fine di questa guerra, che non spuntino come i funghi casi di potenziale "mala sanità " al solo scopo di fare notizia e riempire dei contenitori orfani di " notizie".

È devastante quello che sta accadendo a milioni di abitanti di questa terra e ancor di più lo è perdere un familiare e non poterlo accompagnare nel suo ultimo viaggio, vestirlo, sfiorarlo per un ultimo estremo saluto.

Mi viene in mente quella scena del brano di A. MANZONI che nella sua opera "I PROMESSI SPOSI" dedica una scena alla peste di Milano con il titolo "La madre di Cecilia", dove questa donna, ......il cui aspetto annunciava una giovinezza avanzata ma non trascorsa.....consegna la propria figlia di 9 anni ai monatti, non senza prima raccomandare loro di trattare con rispetto quel corpicino da lei stessa composto e poggiato sul carretto. Le stese sopra un panno bianco e disse: addio Ceciĺia, riposa in pace.

A molti, a tanti, questo non è stato concesso ed il mio cuore ora a 60 anni come allora a 12 quando lessi quel brano per la prima volta, si stringe per il dolore.

Nei lunghi anni della mia vita militare e dopo aver attraversato alcuni scenari degli ultimi conflitti di questo secolo, ma ricordando i racconti e la storia del nostro recente passato ho imparato che di fronte la morte, nel rispetto dei diritti di tutti, un composto silenzio talvolta fa più rumore di mille voci nel rispetto di chi, in quelle guerre, ha perso la vita da qualsiasi lato si trovasse.

Ai tempi del Covid-19 e non solo,  un composto silenzio di fronte alla morte